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giovedì 11 novembre 2010

12 novembre 2010: Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili

Il 12 Novembre 2003, 19 eroi italiani rimasero vittime di un attentato a Nassiriya nello svolgimento della missione di pace per difendere i valori della nostra civiltà e garantire la sicurezza di quei territori. In questo giorno di commemorazione, il nostro pensiero va al contingente italiano impegnato nella lotta al terrorismo internazionale in Afghanistan e nelle altre aree di crisi. La loro missione al servizio dello Stato e delle popolazioni oppresse onora l’Italia e il Tricolore.

A partire da quest’anno, il Parlamento Italiano ha istituito all'unanimità la "Giornata della Memoria per i caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace", da osservare il 12 novembre, proprio il giorno della strage di Nassirya.

Azione Giovani Arezzo e i movimenti Azione Universitaria e Azione Studentesca intendono ricordare le vittime dell'attentato alla base italiana nella città irachena e tutti i militari e civili caduti nelle missioni internazionali di pace, che con coraggio, con passione e con senso di umanità hanno messo al servizio dell'intera comunità la loro capacità e il loro impegno, sacrificando la propria vita.


Andrea Mazzielli
Presidente Provinciale Azione Giovani – Giovane Italia
Consigliere Circoscrizione 2 Fiorentina – Arezzo

Luca Valdambrini
Responsabile Azione Universitaria Arezzo

Andrea Barbagli
Responsabile Azione Studentesca Arezzo

mercoledì 3 novembre 2010

Macrì: “Altro che raschiare il barile! Qui si confezionano bidoni”

Dichiarazione del vicepresidente del Consiglio Comunale, Francesco Macrì:
Il 19 ottobre 2010 il vicesindaco di Arezzo Giuseppe Marconi ebbe a dire sulla stampa locale contro i tagli del governo nazionale: ‘Raschio il fondo del barile per recuperare 11 milioni’ di euro. Il 3 novembre 2010 si viene a sapere che l’Ato 4, ente in dismissione, spende un milione di euro, soldi pubblici, per una sede inutile, visto che l’Ato stessa nei fatti, per fortuna, verrà chiusa.
Bene c’è un palese conflitto di interessi nelle parole di chi denuncia una politica finanziaria del governo fatta di austerità e saggezza, chiedendo di non sprecare nemmeno un centesimo di euro, e la definisce di tagli indiscriminati che costringono a ‘raschiare il barile’ per far tornare i conti. Invece il vice sindaco, oltre che di barili, si intende di bidoni perchè con una mano raschia e con l’altra compartecipa all’acquisto di un bidone a favore dell’Immobiliare 3000. Il tutto giustificato dal fatto di trovare a un ente in dismissione una sede con ampio archivio: è noto che un ente in una fase come questa, produce numerosi fascicoli. Poi ci sono un ampio parcheggio, perchè un ente in dismissione ha tanti dipendenti con auto, e soprattutto un bel giardino.
Senza per il momento entrare nelle polemiche del conflitto di interessi, lo farò per senso istituzionale nella sede dovuta, ovvero in Consiglio Comunale, voglio condannare la politica del doppio binario linguistico del vicesindaco che, a microfoni accessi, denuncia tagli scriteriati e, a microfoni spenti, avalla lo sperpero di un milione di euro per un bidone bello e buono. I tagli governativi sono concepiti proprio per evitare sprechi come questo, altro che per mettere in ginocchio gli enti locali! Servono semmai per rendere virtuosi questi ultimi e chi li amministra impedendo operazioni quantomeno politicamente inopportune.

domenica 17 ottobre 2010

Macrì: “A luglio avremo un solo festival e si chiamerà Arezzo Wave”

Dichiarazione del vice-presidente del consiglio comunale Francesco Macrì:

“Non ci sono più soldi, non si fa più niente. Le parole del Sindaco Fanfani risuonano ancora come una scure abbattutasi sulla cultura in città. Ma si sa, verba volant… così a distanza di pochi giorni è cominciato un balletto molto simile a un giro di valzer, genere dove, come noto, è lecito cambiare partner a seconda della propria volubilità.
Eureka, diranno i tanti nostalgici! Torna Arezzo Wave. Certo, ma perché rispedire al mittente il Play-Art? Teniamoci stretto anche questo. Ma se i soldi non ci sono? Allora facciamoli entrambi. Un po’ di ecumenismo democristiano non guasta.
Credo che non ci resta che scherzare, parafrasando il ‘piangere di un noto film di Benigni e Troisi, sulla confusione di proclami a cui il Sindaco Fanfani ci ha costretti in tema festival estivi nel giro di una settimana. Tanto che possiamo concludere che se anche i soldi venissero trovati, non si saprebbe come spenderli dato che non si sa che fare.
O meglio, si sa benissimo: lanciare annunci a fini meramente elettoralistici per recuperare quei giovani scontenti per la dipartita di Arezzo Wave verso altri lidi. Una perdita imputabile proprio a una giunta di centrosinistra! Primo aspetto da evidenziare: come può un Sindaco in scadenza impegnarsi per l’estate 2011, quando potrebbe non essere più in carica, sia in termini programmatici che di risorse pubbliche? Infatti, se anche non viene iscritto a bilancio alcun contributo diretto a favore di uno o due - ma facciamo anche tre! - festival, l’appoggio in termini logistici che manifestazioni del genere richiedono può essere monetizzato in decine di migliaia di euro. Di soldi pubblici. Non sarebbe buona regola di correttezza amministrativa quella di astenersi da promesse e impegni per una data nella quale non è scontato poterli mantenere? Non somiglia tutto questo a un farsi campagna per le prossime scadenze primaverili? Una campagna, come sopra rilevato, talmente scomposta che sembra di essere improvvisamente passati da un Sindaco che non fa nulla senza comunicare nulla a un Sindaco che continua a restare inerte, perché cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia, ma che si diverte ad annunciare tutto e il contrario di tutto.
Nel luglio 2011 sarà il centrodestra a gestire Arezzo Wave. Perché noi lo abbiamo sempre sostenuto, fino ai 250.000 euro annuali che mettevamo a disposizione di Valenti, continueremo a sostenerlo e valorizzarlo evitando di affiancarlo di eventi nati per caso in questo quadriennio e che si sono trascinati suscitando entusiasmo soltanto in ristretti entourage. Chiaro, no?”.

venerdì 15 ottobre 2010

PDL: MINACCE MORTE A SENATORE TOTARO

PDL: TOTARO, CHI MI VUOL INTIMORIRE OTTERRA' EFFETTO OPPOSTO
'Le minacce di morte che ho ricevuto da un vile autore che si firma 'piombo rosso' sono l'ennesimo segnale del clima di violenza alimentato da una certa sinistra. Mi auguro che la situazione non degeneri e che si possa tornare a far prevalere il dialogo e la civilta' politica, senza invocare le P38 di una stagione da dimenticare'. Cosi' il senatore Achille Totaro, in una nota, commenta le minacce ricevute via e-mail.

'Chi cerca di intimorirmi sappia comunque che otterra' l'effetto contrario. Continuero' la mia battaglia a difesa dei valori in cui ho sempre creduto e nei quali credero' sempre', scrive Totaro.

venerdì 8 ottobre 2010

Studenti aprite gli occhi!

Sindacati mani in alto, vi abbiamo scoperti!
I sindacati dei professori in questi giorni stanno facendo girare nelle nostre scuole una circolare che non da adito a dubbi: invitano tutti i professori a non partecipare alle gite e alle attività integrative per creare disagio e malumore tra i ragazzi e poi riversarlo contro il governo sperando di utilizzarci come mercenari per salvare i loro stipendi.
Cari professori di sinistra non siamo al soldo di nessuno, non siamo mercenari, ma gladiatori!
Con questa campagna siamo a ribadire che non accettiamo che si faccia politica in maniera subdola sulle nostre teste e vogliamo far luce sulla verità.

STUDENTI APRITE GLI OCCHI, CI STANNO PRENDENDO IN GIRO!
Le gite e quant'altro minacciano di toglierci, ci spettano di diritto. Se dobbiamo manifestare, la nostra lotta deve essere contro chi vuole toglierci tutto questo: ovvero i professori di sinistra della CGIL. Non fate il loro gioco.
Non permettete a nessuno di usarvi.
Noi vogliamo una scuola libera, una scuola fatta per gli studenti. Non una scuola fatta per i professori!
Non vogliamo la scuola fatta per massimizzare le cattedre e dare più stipendi. La nostra battaglia è per l'efficienza ed il funzionamento migliore.
Non possiamo fare noi le battaglie per lo stipendio dei nostri professori, oltretutto ingannati: perchè non ci dicono andate in piazza perchè sono precario o perchè non percepisco un giusto stipendio o uno dei veri motivi per cui protestano. No, loro ci raccontano che la Gelmini ci ha tolto le gite o le attività extra.. e questo non è ASSOLUTAMENTE vero!
Noi non permetteremo a nessuno di passarci sopra.
Se non ci daranno le gite, ce le organizzeremo da soli.
Se non ci daranno le attività extra vi aiuteremo noi ad autorganizzarvi.
Se sarà necessario manifesteremo sotto ai sindacati.
La libertà vale pure dei sacrifici, non piegatevi.. siate gladiatori!

AZIONE STUDENTESCA - GIOVANE ITALIA

domenica 3 ottobre 2010

Macrì: “sul Saracino torna finalmente protagonista il Consiglio Comunale”

Dichiarazione del vicepresidente del Consiglio Comunale Francesco Macrì (Pdl) :
“La Commissione consiliare speciale che dovrà studiare le modifiche al regolamento dell’Istituzione Giostra del Saracino, nominata nell’ultima seduta di Consiglio Comunale, rappresenta finalmente una legittima riappropriazione da parte della massima assise cittadina delle sue competenze in materia di Giostra.
L’attuale mandato amministrativo si è infatti caratterizzato per una serie di atti che hanno espropriato il Consiglio Comunale della sua funzione di indirizzo nei confronti dell’Istituzione Giostra e più in generale del suo ruolo riguardo alla manifestazione storica più importante della città. In particolare, è stato un mandato caratterizzatosi per una singolare delega ad hoc attribuita dal Sindaco al suo vice Marconi che ha anche partecipato, interpretando a mio giudizio estensivamente la delega attribuitagli, a tutte le riunioni dell’Istituzione Giostra del Saracino. Il recente ‘balletto’ di cifre e progetti sulle tribune, dà la cifra di quanto l’attuale giunta non abbia idee chiare e quali risposte dare ad alcuni problemi. L’istituzione dell’organismo consiliare di cui sopra mi permette, oltre che augurare buon lavoro al presidente Angiolo Agnolucci, di sottolineare come si torni, ed era ora, a privilegiare la sensibilità dei consiglieri comunali, almeno i più legati al mondo della Giostra. Sono pronto a collaborare con il presidente per lavorare bene e in fretta e dare entro febbraio le nuove regole alla Giostra del Saracino. Inviteremo per questo compito non solo gli uomini di Giostra in senso stretto ma il mondo della cultura aretina in generale senza escludere le nuove realtà giovanili che stanno dando importante contributo alla vita dei quartieri.
E a proposito di sensibilità, mi preme sottolineare come sia passato troppo inosservato alla città e ai protagonisti stessi della rievocazione, l’abbandono, spero temporaneo, della competizione da parte di una ‘famiglia’ di giostratori che hanno scritto pagine belle della storia recente del Saracino. Mi riferisco ai fratelli Gabriele e Luca Veneri, il primo assente dalla lizza già da quest’anno, il secondo presumibilmente dalle edizioni 2011. Lo dico da uomo di Giostra che non ha avuto il piacere di tifare per loro, visto che mai hanno vestito la casacca bianco-verde, ma da amico personale di due ragazzi che hanno rappresentato e rappresentano ancora degnamente la grande scuola dei cavalieri aretini, non solo in Piazza Grande ma in giro per l’Italia portando in alto il nome di Arezzo. I motivi della loro sostituzione possono essere i più validi, magari è subentrata in loro anche una certa disaffezione verso certi metodi d’ingaggio più simili al calcio che non a una manifestazione storica sulla quale tutta la città riversa amore e che rappresenta un modo per guardarsi allo specchio riconoscendosi nel proprio passato. Trovo giusto che chi ricopre ruoli istituzionali e dice di tenere alla Giostra non faccia passare inosservate queste uscite di scena. Troviamo le occasioni per gratificare ufficialmente questi protagonisti che hanno contribuito a fare grande la nostra manifestazione: una cerimonia all’insegna dell’onore delle armi andrebbe comunque garantita. A cominciare da Gabriele e Luca Veneri”.

giovedì 16 settembre 2010

Macrì: “Stop alle macellazioni rituali e basta con il politicamente corretto della sinistra sull’immigrazione”

Dichiarazione del consigliere comunale Francesco Macrì (PdL):
L’Italia non è un paese xenofobo. Questo governo con la sua azione sta tentando di trovare soluzioni adeguate e in linea con l’Europa sui vari aspetti del problema “immigrati”. Molti di loro in Italia stanno bene, si integrano. Le tanto criticate espulsioni o respingimenti, il pacchetto sicurezza cosiddetto “Maroni”, mi sembra non abbia ricevuto la censura europea che in questi giorni sta colpendo Sarkozy per i suoi provvedimenti contro i rom. Questo è un paese aperto e libero che dà a chi arriva una qualità migliore della vita e solo la demagogia del centrosinistra poté gridare allo scandalo quando l’attuale governo affrontò il tema offrendo soluzioni adeguate.
Soluzioni che partono da un assunto: non possiamo negare l’esistenza di problemi che sorgono quando non governiamo il territorio, quando le amministrazioni come la nostra comunale, consentono la nascita di interi quartieri abitati da immigrati o addirittura lasciano aprire una moschea in un edificio adibito a magazzino. La politica dei ghetti è finta e falsa solidarietà. E se non c’è posto per tutti, molte saranno le persone che possono diventare manovalanza per la criminalità organizzata, la prostituzione, lo spaccio di droga. Quando si preferisce tollerare anche il peggio, in onore del “politicamente corretto”, si avallano le peggiori forme di schiavitù moderna. Si consentono strappi e deroghe alle leggi e ai regolamenti locali, permettendo che si celebrino riti religiosi in scantinati pur di dire: “noi siamo per la tolleranza, noi siamo quelli aperti, i buoni”. Non possiamo più stare a questo manicheismo di sinistra: dobbiamo dire in maniera chiara che come un prete cattolico o protestante non può celebrare messa in un locale non idoneo, così un imam non può fare altrettanto.
Allo stesso modo ritengo la macellazione rituale una orrenda pratica di morte che infligge agli animali inutili sofferenze. Il diritto di culto non può invadere, privandogliene, la dignità di un animale, che pur destinato alla macellazione industriale ha tutto il diritto di non soffrire. In Italia purtroppo c’è una legge assurda approvata da un governicchio nel 1998 che prevede che i diritti degli animali sono tali a meno che non vengano torturati per religione. Questa legge va abrogata immediatamente e quindi mi farò portavoce nei confronti dell’attuale governo di questa istanza. Nel frattempo chiedo al Prefetto di Arezzo, al Sindaco di vigilare su questa pratica, chiedendo che nelle macellerie non venga venduta carne di animali uccisi in tal maniera. Non solo le istituzioni devono fare il possibile per evitare questa orrenda pratica ma il senso civico non può permettere un tale rituale, così come poligamia e infibulazione. È inutile che l’assessore Cecchini partecipi solo a tavoli istituzionali e faccia collezione di uscite sulla stampa, nel segno ovviamente del “politically correct” presunto progressista che non perde tempo a invocare una moschea, ma è opportuno, visto che ha la delega alla salute degli animali, che ci proponga dati e numeri precisi sulla macellazione rituale. Nei prossimi giorni depositerò una interrogazione consiliare su questo argomento, ma rimane il fatto politico che per il centro sinistra la laicità delle istituzioni è da rivolgersi sempre e solo nei confronti della chiesa cattolica, mentre per altre religioni è pronto a mostrare il collo, in questo caso non il suo, ma dell’agnello o del cavallo di turno.‪