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lunedì 2 maggio 2011

Macrì (Arezzo Domani): Vi spiego perchè il governo Fanfani ha fallito

Durante la Maratona per Arezzo in piazza Risorgimento del 30 Aprile scorso, Francesco Macrì, candidato a Sindaco per la lista AREZZO DOMANI parla del "malgoverno" della giunta Fanfani di fronte ad una piazza affollata di cittadini.

Nella foto i candidati per il consiglio comunale della lista AREZZO DOMANI con il candidato Sindaco Francesco Macrì.

Questi i link ai video di Francesco Macrì scatenato sul palco della "Maratona per Arezzo" racconta senza peli 5 anni di (non) governo della giunta Fanfani.

http://www.youtube.com/user/AREZZ0DOMANI#p/u/1/u-yu0q8gnyE

http://www.youtube.com/user/AREZZ0DOMANI#p/u/0/ACorr1Mo658

lunedì 28 marzo 2011

Caro sindaco, la sicurezza non è un elenco di cifre!

di Federico Mugnai

Secondo le statistiche del Viminale, ad Arezzo i reati sono diminuiti di circa il 20%. Noi di Arezzo Domani, ne prendiamo atto e siamo in parte soddisfatti, anche se, a differenza del sindaco Fanfani, non ci piace trattare un tema importante e delicato come la sicurezza, basandoci esclusivamente sulle statistiche. La sicurezza è materia complessa e deve tener conto, accanto alle cifre, anche di altri fattori importanti. Per quanto concerne i numeri, va altresì aggiunto a ciò che afferma il sindaco Fanfani, che nello stesso periodo di tempo, i reati in Italia sono diminuiti del 12%. Tranne le grandi città, dove i cali sono stati minori, le piccole e medie realtà hanno confermato questa tendenza; ciò a dimostrazione che la diminuzione dei reati ad Arezzo non rappresenta una peculiarità, ma altresì si riallaccia ad una tendenza che è di carattere nazionale. Trattando seriamente (e non superficialmente come ci ha abituato il sindaco) di sicurezza, dobbiamo ricordare l’etimologia latina del termine, “sine cura”, ovvero senza preoccupazioni. Ebbene, gli aretini di preoccupazioni ne hanno tante. Di esempi ne potremmo enumerare molti. Tralasciando i famigerati “colpi grossi” alle aziende orafe che hanno avuto una risonanza nazionale, pensiamo che basti fare un semplice esempio per fare emergere, al di là dei numeri, la realtà aretina. Come far passare inosservato lo stato di abbandono e degrado in cui versano le zone di Saione e di Pescaiola, proprio in prossimità del centro storico, e come tutto ciò si ripercuota in un profondo deficit di sicurezza? Con ciò, non si pensi che vogliamo fare una campagna demagogica contro gli immigrati che oramai pullulano dovunque. Però mettiamoci nei panni dell’uomo qualunque che vive in quelle zone e magari abita in un condominio, condiviso con immigrati abituati spesso a vivere in condizioni igienico-sanitarie pessime, data la sproporzione tra il numero di persone che abitano in un appartamento e lo spazio a loro disposizione. Questo semplice esempio che purtroppo rispecchia una realtà oramai consolidata in varie zone dell’aretino, pone più problemi. Non solo la percezione da parte del cittadino di essere abbandonato a se stesso da parte delle istituzioni; quindi è ovvio che maturi nel cittadino un senso di smarrimento che poi sfocia nell’insicurezza quotidiana, nella constatazione del degrado generale in cui è costretto a vivere. E come non pensare poi anche agli immigrati, che da un punto di vista di carattere umanitario, meritano di essere controllati e curati, sia per la propria salute, sia per la salute di tutti i cittadini. Il comune dovrebbe soprattutto fare in modo di integrare, attraverso strutture adeguate, gli immigrati nel nostro territorio. In questi anni è mancata completamente una vera politica di integrazione. Integrazione che è poi necessaria a creare quel rapporto di convivenza pacifica e civile tra aretini e immigrati, nonché al rispetto reciproco delle diverse culture, che non deve e non può fare però della nostra città un insieme indistinto di quartieri multietnici! Anche per questo chiediamo presidi territoriali da parte delle forze dell’ordine in tutto il territorio aretino, al fine di tutelare la sicurezza del cittadino, di ricreare quel rapporto di fiducia tra istituzioni (comune) e cittadini, che è alla base dell’armonia del vivere quotidiano. Al sindaco non chiediamo di fare un elenco di cifre, ma fatti concreti, perché la sicurezza è alla base della libertà individuale!

mercoledì 9 marzo 2011

Il degrado regna al palazzetto dello sport di San Lorentino

La zona circostante agli storici impianti sportivi della zona di San Lorentino è quantomeno imbarazzante. Il manto stradale è ormai ridotto ad una groviera, con buche enormi che diventano pericolose anche per i pedoni. In questi ultimi giorni di piogge le buche sono diventate veri e propri crateri e le condizioni sono ormai vergognose per un’amministrazione che spende milioni di euro in tante altre opere pubbliche e tralascia queste situazioni. Il degrado di questa zona è inoltre evidente anche osservando lo stato esterno dei locali del palazzetto che presentano scritte di ogni natura, senza che siano mai stati fatti interventi di ripulitura.

Passando al problema della sicurezza la situazione non migliora. Circa tre anni fa, l’allora assessore alla sicurezza, durante un’assemblea pubblica nei locali del quartiere di Porta del Foro promise un’intensificazione dell’illuminazione, la sistemazione delle telecamere che permettesse una copertura globale e un controllo costante da parte delle forze dell’ordine. Niente di tutto questo. E continuamente si ripetono episodi di furti e danneggiamenti alle auto in sosta.

Infine il problema sotto gli occhi di tutti dei parcheggi per i residenti e per coloro che usufruiscono del palazzetto. Da quando circa tre anni e mezzo fa venne imposto il divieto di sosta alle auto in Via San Lorentino tutti i residenti si sono riversati con le loro auto al palazzetto nella zona a loro riservata già in precedenza. L’assessore comunale competente del sistema dei parcheggi non ha mai affrontato la questione, nonostante ne fosse venuto a conoscenza nelle varie assemblee pubbliche e dalle interrogazioni dei consiglieri. Va da sé che se non sono mai stati aumentati i numeri di posti disponibili il problema della sosta per i residenti è rimasto invariato. Per non parlare degli sportivi che frequentano il palazzetto, costretti a girovagare all’infinito alla ricerca di un posto auto. Quando poi spesso capita di non trovare posto e si è costretti ad andare a cercarlo altrove.

Dispiace constatare che nonostante queste difficoltà sono state portate all’attenzione di questa amministrazione comunale, anche durante le assemblee pubbliche organizzate dalla Circoscrizione Fiorentina, fino ad oggi sono stati ignorate. Aspettiamo fiduciosi risposte positive da parte degli organi comunali competenti per affrontare queste problematiche nella giusta direzione.

Andrea Mazzielli

Consigliere Circoscrizione 2 Fiorentina

Presidente Provinciale Giovane Italia - Arezzo

domenica 6 marzo 2011

L'intervista della candidata del Bianconi

Finge di non capire. Sembra che abbia prontamente imparato la lezione di Bianconi: si dimostra sprezzante nei miei confronti quando parla di personalismi e di avventurismi e quando si pone arrogantemente come depositaria della serietà e responsabilità.
Il mio personale disinteresse e il mio sincero impegno civico sono sotto gli occhi di tutti... dove era lei negli ultimi anni mentre io facevo il mio dovere in Consiglio Comunale?
Lei è soltanto titolare di un marchio di partito e, per ora, non ha ancora detto nulla di propositivo riguardo a programmi concreti e soluzioni ai problemi dei cittadini. Soltanto sterili proclami, espressione di un modo di concepire la politica lontano dalla gente. Faccia come noi, proponga qualcosa di davvero serio da mettere nell'agenda del dibattito pubblico. In questa fase le chiacchiere non fanno farina e un candidato davvero responsabile deve dire con chiarezza cosa intende fare.

FRANCESCO MACRI'

venerdì 4 marzo 2011

MACRÌ: “UN CIGNO NERO FARÀ DI NUOVO SOGNARE LA CITTÀ”

Presentata la lista “Arezzo domani” per Macrì a Sindaco. Il disegno di una città capace di vincere le scommesse del futuro. Puntando sui giovani e sull’efficienza dell’Amministrazione.

“Arezzo domani – Macrì Sindaco”. Sono le due scritte che campeggiano su uno sfondo azzurro “tagliato” da una striscia tricolore con un cigno nero. Questo è il simbolo con il quale si presenta il candidato Sindaco Francesco Macrì, una scelta attesa dopo le sue dimissioni dal coordinamento provinciale del Pdl.

Danilo Petri ha introdotto la conferenza stampa: “ ‘Arezzo domani’ è la voce della città, di chi manifesta il malcontento diffuso verso una giunta uscente che ha deluso. Malcontento che si percepisce come rumore di fondo, nelle conversazioni dei giovani, per il Corso e osservando le braccia conserte dei commercianti senza clienti. La città chiede un sussulto alla politica, risposte concrete che solo un progetto di città può dare. Pensiamo di concepire l'amministrazione pubblica con senso civico ed è grazie a questa lista che nasce un tentativo di fare emergere le migliori energie e creatività cittadine. Cigno nero è l'evento inatteso, come recita il libro di Nassim Nicholas Taleb e l'evento è questo atto di coraggio, lo strappo di Francesco Macrì, un giovane trentasettenne già esperto di vita amministrativa fin dagli anni dell'opposizione alla giunta Ricci. Un giovane che in questi anni ha messo alla luce gli scandali Marconi, Brezzi e Fraternita dell'attuale amministrazione. Francesco Macrì si ricorda infine per il bel lavoro da assessore nell'ambito di una giunta straordinaria, quella retta da Luigi Lucherini quando il ‘rumore di fondo’ in città non era quello attuale di delusione ma di grande fiducia”.

Francesco Macrì ha quindi presentato le sue linee strategiche: “sapete tutti che sono un uomo di centrodestra, un esponente del Pdl che è sceso in pista, con una scelta tormentata, contro le logiche partitiche locali che giudico molto asfittiche. Ho cominciato a 13 anni in un partito dell'1,5% e da lì è nato il mio percorso fatto di passione e disinteresse. Nel Pdl ho posto questioni importanti, ho accolto inizialmente bene la Sestini purché mettesse assieme tutti coloro che erano contro Fanfani. Poi qualcuno ha segnato confini e quella indicata da Bianconi è diventata una candidata che tirava inevitabilmente a perdere, mentre io ho sempre pensato a un centrodestra arioso e inclusivo. La mia scelta è difficile anche in considerazione dei miei vincoli nazionali: sto rinunciando, in nome dell'audacia e dell'amore per la mia città, a un percorso politico già avviato.

Arezzo ha bisogno di una sveglia poderosa perchè il rischio è scendere di latitudine. Se analizziamo l'assetto istituzionale della città, non si vedono soggetti in grado di invertire il declino. Noi pretendiamo il ricambio generazionale, rinunceremo a gestire le portone e contribuiremo a fare del Comune una macchina amministrativa efficiente. Partiamo dai principi e da questi declineremo i programmi. Sappiamo altresì che da soli non possiamo fare tutto quanto abbiamo in mente per la città, per cui daremo spazio all'unione delle migliori energie cittadine e le metteremo in sinergia con esperti non solo aretini e italiani ma anche internazionali in una commissione sul modello di quella francese Attali, voluta da Sarkozy, la cui creazione sarà il mio primo atto per mettere a disposizione della città esperti di City Making di livello internazionale.

Turismo, cultura e rifunzionalizzazione del centro storico. Quello di Arezzo è morto e Arezzo è una delle poche città d'Italia a poter vantare questo triste primato. E qual è il suo cuore? Il Palazzo di Fraternita in piazza Grande non può essere ridotto solo a meta di trasloco, come fatto dalla Giunta Fanfani. Pensiamo ad esso come alla sede naturale delle iniziative culturali della città. Sarà quindi un grande luogo di aggregazione con bar, bookshop, librerie, sala convegni e per mostre. Nel seminterrato potrà trovare posto il Museo dell’Oro e al piano superiore un outlet della produzione orafa aretina. Un obiettivo strategico è lanciare il brand ‘Arezzo Città dell’Oro’: pensiamo infatti a una vera e propria reciprocità tra oro e Arezzo per il quale l’uno sia veicolo di marketing per l’altro e viceversa in un perfetto binomio tra arte ed economia.

Cultura: finiamola con mostre come i Della Robbia che si è rivelata una flop scandaloso. Serve una svolta di fondo: non pensiamo più di fare le cose per gli aretini ma per farne usufruire i ragazzi di tutto il mondo. Esempio: Arezzo Wave era fatta da aretini per un pubblico mondiale, Play Art è un fantoccio fatto da non aretini ma solo per gli aretini, secondo la migliore tradizione asfittica che ha animato questa giunta per 5 anni.

Innovazione e modernizzazione: va riorganizzata l'amministrazione in senso trasparente, e le parole d'ordine saranno internet e open source. Daremo spazio agli hacklab: laboratori autogestiti che possono offrire occasioni di lavoro e sviluppo per giovani ingegneri informatici. Individueremo un'area per un polo tecnologico ad Arezzo e in questo senso la stessa realtà universitaria dovrebbe orientarsi a questo settore.

Come giovani poi abbiamo il dovere morale di occuparci degli anziani: vogliamo realizzare un centro ad hoc fondendo Istituto Fossombroni e Fraternita dei Laici. L'edificio attuale della Casa Pia va dismesso, anche in relazione ai suoi costi elevati, per dedicare risorse a un'autentica struttura di cui la città vada fiera.

Edilizia popolare: in troppi pensano che le assegnazioni finora siano avvenute con criteri poco trasparenti. Servono case per le giovani coppie che possano beneficiare anche dell'ausilio di un mutuo sociale. Si possono accantonare speculazioni immobiliari e realizzare su terreno pubblico edifici da vendere poi a prezzo di costo. Abbiamo il dovere morale di aiutare queste persone.

Le risorse ci sono e non può essere fatta demagogia. Siamo di fronte, come sottolinea il Ministro Tremonti in relazione agli enti locali, sprechi immensi. Questa Giunta ha fatto spese folli per eventi inutili e con nessuna rifunzionalizzazione del bilancio. Chiuderemo le aziende che non servono e ridurremo quindi i consigli di amministrazione. E abbandoneremo il corpo sociale delle aziende non strategiche. Arezzo Innovazione non serve a nulla, la Biblioteca si può fondere con la altre istituzioni. Fine anche delle consulenze insignificanti che sono soltanto prebende prodotte dalla politica.

Infine la sicurezza, un tema a me caro: rafforzamento quindi della Polizia Municipale, uno dei pochi settori del Comune che ha bisogno di più personale. Questa deve essere il vero front-office dell'Amministrazione e ne valorizzeremo il lavoro che potrà essere ulteriormente sviluppato e reso più efficiente con il contributo delle professionalità degli istituti di vigilanza privata”.

Macrì ha concluso rimandando al giorno di presentazione delle liste la stesura completa del programma per il governo cittadino.

martedì 1 marzo 2011

Intervista a Francesco Macrì, separato in casa del PdL aretino

Le sue recenti dimissioni dal coordinamento provinciale del PdL hanno prodotto la costituzione di "Arezzo domani"; un nuovo soggetto politico con il quale il centrodestra locale (e non solo) dovrà confrontarsi.

Ho incontrato Francesco Macrì nella Hall dell’Hotel Piero della Francesca, albergo di famiglia in via di ristrutturazione e ampliamento (soprattutto in altezza). Sono i minuti che precedono una delle prime riunioni di “Arezzo Domani”, il nuovo movimento cittadino che si aggrega intorno allo stesso Macrì, recentemente dimessosi dal coordinamento provinciale del PdL.
Tra chi assiste all’intervista, in attesa dell'incontro, spicca la figura di Danilo Petri, un signore che tutto può essere considerato, meno che un damerino (ricordate quelli dotati di abito nero e scarpe a punta dello stesso colore, presenti al lancio della candidatura di grazia Sestini? Ecco, qui non paiono essercene).

Ma veniamo alla sostanza. Accendo il registratore, collego il microfono e parto con la prima domanda.

-Si è stancato di questo centrodestra aretino che la emargina e non le riconosce i meriti, come quello di essere stato l’unico a fare opposizione in Consiglio Comunale?

-Non sono affatto stanco, la politica continua ad appassionarmi. Mi sono stufato, questo sì, di vedere un centrodestra incapace di interpretare il vero rinnovamento, quello che vogliamo realizzare noi, nel centrodestra e anche fuori da quello.

-Cosa intende in pratica per rinnovamento?

-Svecchiare il modo di fare politica. L’altra sera Maurizio Bianconi, in TV, riferendosi a me ha detto una cosa molto significativa: “E’ un giovane che non ha pazienza; Matteoli ci ha insegnato che bisogna avere pazienza…”
Ecco, lì c’è la concezione carrieristica della politica. Che cosa significa dire che non ho pazienza? I partiti devono essere contenitori utili a realizzare quello che si propongono di fare; ragionare in quei termini vuol dire ridurre la politica a mere aspirazioni personali. Io non ho pazienza perché voglio fare buona politica; non ne ho perché vorrei che si designasse un candidato Sindaco vincente, disponibile e aperto mentalmente; capace di aggregare tutti coloro che in questa città non vogliono Fanfani come primo cittadino per altri cinque anni.

-Buona parte dei dirigenti del centrodestra aretino la considera soltanto un arrivista…

-Di quello che pensano alcuni non mi interessa granché; la base mi ha sempre appoggiato, basta contare le preferenze ottenute. Quella del Macrì arrivista è una fandonia sacrosanta, lo dimostra la mia storia politica e la scelta che sto facendo in questi giorni. Avrei potuto starmene tranquillo al calduccio e non l’ho fatto. A suo tempo ho cominciato a fare politica locale in un partito che prendeva l’uno e mezzo per cento… Io non sogno di fare l’assessore, ma di cambiare le cose.

-Grazia Sestini ricorda che lei la chiamava spesso per convincerla a candidarsi; cos’ha da dirle oggi? Ha forse cambiato idea?

-Non è vero che io la chiamavo. Si tratta di invenzioni che non ho smentito perché le considero sciocchezze. In realtà io ho posto problemi politici. Ho detto chiaramente che considero Sestini una brava persona e che non è lei il problema. Ero convinto della sua candidatura perché Sestini era partita bene dicendo: “Mi candido se c’è la possibilità di mettere insieme le varie realtà politiche che vogliono sconfiggere Fanfani.” Poi è arrivato Bianconi, il quale si è appropriato della candidatura Sestini e ne ha definito i limiti indicando gli alleati. Peccato che si tratti di metà della Lega, che ad Arezzo si è sbriciolata, e di La Destra che, con tutto il rispetto… C’è poi un Pdl dal quale Lucherini ha preso le distanze insieme a Ghinelli…

Sinceramente non mi pare che per Sestini ci siano le condizioni per vincere.

-Pensando a quale convenienza politica, a suo parere, Bianconi ha fatto quel che ha fatto?

-Bianconi ha un atteggiamento verso la politica aretina di centrodestra dettato solo dalla volontà di prevalere. Dagli atti politici che compie sembra che voglia essere l’unico a sedere nella stanza dei bottoni. Non so, forse ha paura che qualcuno possa crescere e affiancarlo… Bisognerebbe chiedere a lui qual è il suo problema con questa città, che tra l’altro da tempo non lo vede più tra i propri abitanti…

-“Arezzo Domani” sta partendo. Si tratta di un movimento che diventerà una delle tante liste civiche?

-E’ un movimento politico che vuole contribuire al cambiamento della guida di questa città. Una realtà che ha voglia di cimentarsi nella sfida elettorale. Si tratta di un soggetto dalla forte connotazione civica che vuol parlare alle migliori energie di Arezzo, superando anche gli steccati e le logiche di appartenenza politica. Gli schieramenti, così come si sono formati nell’ultimo decennio, sono delle vere e proprie gabbie che impediscono anche il dialogo laddove sarebbe possibile. Quando si parla di città e non di politica nazionale, non ci si dovrebbe dividere sui temi principali.

-Se “Arezzo Domani” produrrà una lista sua, lei si candiderà a Sindaco?

-Vedremo. Intanto stiamo creando un movimento politico. Nei prossimi giorni…

-Bene, allora poniamo il caso che Francesco Macrì si candidi a Sindaco di Arezzo. Dopo le considerazioni di cui sopra, con chi si apparenterebbe per raggiungere il risultato voluto?

-Ci mettiamo a disposizione di tutta la città. Di tutti coloro che vedranno in questo movimento una possibilità di aggregazione e quindi anche di vittoria. Non stiamo facendo una scelta velleitaria, ma di grandissimo coraggio. Vogliamo mettere in discussione il modo attuale di fare politica, dentro e fuori dal PdL.

-Si dice che in città non si possa raggiungere alcun obiettivo se non si va a braccetto con alcuni poteri storici. Lei come sta da questo punto di vista?

-Ho rispetto della classe dirigente aretina e sono anche consapevole che nelle associazioni o istituti cui lei fa riferimento non è tutto da scartare; c’è del buono, che come il grano va separato dal miglio… Io voglio tenere lontane tutte le persone che badano soltanto ai propri interessi e intendo rivolgermi principalmente al popolo. Il limite principale di questa città è la presenza di quella fascia grigia composta da due/trecento “comunque vittoriosi” che ti stanno intorno e sono pronti ad avventarsi sull’eventuale carcassa. Quelli li terrei volentieri a distanza.

-Ha un messaggio per Grazia Sestini, che la sta aspettando?

-Lei è una bravissima persona che in questa fase si è avvalsa di cattivi consiglieri. E a proposito di consigli, le suggerirei di lasciarli perdere.

-Che rapporti avete con l’UDC aretino?

-Eccellenti.

lunedì 28 febbraio 2011

AUTOVELOX o AGGUATOVELOX?

Dichiarazione del vice presidente del Consiglio Comunale Francesco Macrì:

“La nota posizione formale della prefettura ha bloccato l'operazione autovelox messa in atto negli anni passati dall'amministrazione comunale. Ci siamo trovati per mesi soggetti a dei veri e propri agguati visto che le postazioni erano 13 ma le macchinette solo 5, per cui venivano montate alternativamente in una o l'altra postazione. L'automobilista saliva in auto e non sapeva a cosa andava incontro nelle strade cittadine. Poi la prefettura ha detto stop e nulla è stato detto in merito alla spesa sostenuta che in virtù del pronunciamento del prefetto si è rivelata inutile con il rischio di un autentico danno erariale.
Nulla peraltro è stato detto anche sull'autovelox del raccordo autostradale, tenuto illegittimamente funzionante finché non è stato disattivato. Gli aretini sappiano dunque che grazie alla mia interrogazione è stato reso noto che una delle macchinette 'Fanfani' non è più attiva. Speriamo nel frattempo che i cittadini non debbano affrontare verbali onerosi per 'foto' scattate da quell'autovelox: sappiano, tuttavia, che tali verbali sono annullabili, dall'agosto 2010, in virtù della norma che impone che gli autovelox fuori dal centro urbano non possono essere utilizzati o installati a una distanza inferiore a un chilometro dal segnale che impone il limite di velocità.
E già che siamo in vena di servizi resi ai cittadini, ricordo che gli unici autovelox attivi restano quelli della circonvallazione urbana, sostituendomi anche in questo alla omertà dell'attuale amministrazione”.

sabato 26 febbraio 2011

Manifesto per la Città

Noi amiamo la nostra città. Siamo fieri della sua bellezza, ci indigniamo per le sue disarmonie e ci allarmiamo per un suo possibile declino.

Pensiamo alla città come movimento di cittadini, cervelli e cuori: un respiro collettivo. Speranze ed esigenze diffuse, economiche e sociali che si concretizzano nella competizione e nella solidarietà.

Siamo animati dalla volontà di ascoltare e imparare, con apertura mentale, con la capacità di porsi e porre domande. Vogliamo superare ogni egoismo, egocentrismo e presunzione. Ci preoccupiamo di avere responsabilità e non potere.

Per noi la città si fa in proiezione futura, sempre. Vogliamo fare la città. Darle una identità culturale, economica, fisica, sociale, individuando un obbiettivo, un marchio, un futuro. Per la sua celebrità e ricchezza. Per la sua bellezza e “misura”.

Noi vogliamo

  • Ricostituire l’incanto della solidarietà, dell’impegno comune, di un moderno sentire la collettività.
  • Stare coraggiosamente in campo, in una competizione regionale nazionale ed europea, cercando di far tesoro delle esperienze altrui per superarle grazie alla nostra peculiarità creativa.
  • Usare la creatività in ogni possibile applicazione e farne uso soprattutto nelle sfide dell’economia in generale, della cura dell’ambiente, dell’innovazione politica e sociale, della cultura e dell’arte.
  • Creare, con ogni mezzo e tramite progetti mirati, una “città aperta della conoscenza”; scovare le risorse nascoste e migliorare le occasioni di studio, informazione e formazione.
  • Individuare i luoghi e gli spazi della creatività dentro la città e nella sua periferia, nel settore privato e in quello pubblico e di comunità, nell’industria e nei servizi, nelle diverse fasce d’età, nella diversità e appartenenza etnica.
  • Utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione e trasferire in ogni azione la peculiarità dell’Epoca: la connessione fra persone e risorse, fra idee e progetti, fra settore pubblico e privato.
  • Scongiurare l’abbandono della città dei giovani più promettenti offrendo loro una speranza solida e concreta per un futuro migliore nella loro terra.
  • Rinnovare la leadership secondo il principio che ognuno deve esercitarla con il duplice obbiettivo di far crescere la propria amministrazione pubblica, la propria azienda, ente, associazione, occupandosi contemporaneamente del quadro generale in cui la città possa migliorare.
  • Attuare politiche di regolazione ispirate alla facilitazione contro il principio della restrizione, favorendo il dispiegarsi di ogni volontà creativa ed innovativa. Far fare!
  • Orientare lo sguardo immaginativo verso gli orizzonti del domani. Attualizzare storia e tradizione e trasformare la memoria monumentale in memoria attiva; non solo conservare e valorizzare il patrimonio ma fare storia.
  • Guardare fuori dalla città e farci guardare con rinnovato interesse.

AREZZO DOMANI

giovedì 24 febbraio 2011

GASPARRI: L' Europa deve farsi sentire con i fatti per affrontare l'emergenza Libia

"La gravissima crisi libica e quanto sta accadendo nel Nord Africa non puo’ lasciarci indifferenti. La solidarieta’ dell’Italia si fara’ sentire anche questa volta, senza risparmiare mezzi e risorse. Siamo pronti ad affrontare l’emergenza, ma i numeri dei profughi che potrebbero toccare le nostre terre sembrano assumere di giorno in giorno dimensioni sempre piu’ vaste. Ci troveremo a breve di fronte ad una invasione che da soli non possiamo fronteggiare. Chiediamo un impegno piu’ determinate ed incisivo dell’Europa e un sostegno fattivo degli altri paesi per fronteggiare l’emergenza e trovare adeguato sostegno e collocazione ai profughi. Serve una strategia comune e condivisa. Questa volta l’Europa deve dimostrare di essere una comunita’ politica e sociale, non solo economica". Lo ha dichiarato il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.

lunedì 31 gennaio 2011

Il Comune oramai trasformato in agenzia immobiliare

Dichiarazione del vicepresidente del Consiglio Comunale Francesco Macrì:
“Quando ho convocato la conferenza stampa sulla vicenda dell’università dell’Oklahoma ad Arezzo credevo di avere a che fare con i giornalisti e invece ho dovuto anche affrontare le offese dell’ex vice sindaco Marconi che si è presentato mettendo a disagio il sottoscritto e i presenti. E questo la dice lunga sul profilo di chi ha ricoperto la carica fino a poco tempo fa.
Venendo al merito della questione, premesso che avere intercettato presenze studentesche straniere è positivo, ci sono circostanze che ritengo sottolineare: in particolare una certa somiglianza con il caso Ato 4. Questo lo ricordiamo tutti: un ente di cui la legge prevede lo scioglimento compra l’immobile per la sua nuova sede da una società a cui partecipa l’ex vice sindaco.

Adesso invece abbiamo l’università dell’Oklahoma insediatasi ad Arezzo attraverso un percorso amministrativo per l’ennesima volta poco chiaro. Partiamo dalla Santa Chiara srl che si costituisce nel 2005. Di questa, chi è socio? L’ex vice sindaco Marconi. Santa Chiara srl acquista poi nel 2006 dal Monastero delle Clarisse di Santa Chiara, una simpatica omonimia verrebbe da dire, un immobile. A questo punto s’impone una parentesi: chi acquista da istituti ecclesiastici avrebbe il dovere morale di mettere a reddito ciò che compra e non farne oggetto di speculazione rimettendo il bene sul mercato. Invece proprio questo fa santa Chiara srl, anzi di più: essa non vende l’immobile singolo ma viene ceduta per intero alla società statunitense University Anphora LLC. Ovvero, con tutto il suo patrimonio, comprendente l’attuale sede aretina della Oklahoma University. Mi sembra che di elementi da chiarire ce ne siano già molti: ma potremmo aggiungere, tanto per rimarcare il ruolo dell’ex vice sindaco nella vicenda, il suo viaggio in Oklahoma nel maggio 2009 e il ricevimento, sempre da lui compiuto, della delegazione statunitense ad Arezzo. Atti che ne certificano il coinvolgimento.
Due casi simili fanno a questo punto non soltanto una questione di inopportunità ma di assoluta confusione di ruoli fra interesse privato e quello di vice sindaco. È l’aspetto politico che a me interessa, anche se, accennando a eventuali profili giudiziari, mi viene da dire che se gli stessi accadimenti avessero coinvolto esponenti politici di centrodestra, avrebbero visto un attivismo diverso da parte della stessa magistratura.
E veniamo al sindaco: sono 5 anni che sbandiera la questione morale, cosa aspetta ad ammainare il vessillo dopo le vicende Brezzi, Vettese, Ato 4 e ora questa? Siamo di fronte a un amministrazione che non ha il minimo titolo per fregiarsi di chissà quale moralità. E lei sindaco che ruolo ha giocato? Nella migliore delle ipotesi di chi non sa nulla, di chi non si accorge di quello che succede nelle stanze degli assessori. Immagino che la sua irreprensibilità lo avrebbe portato a impedire lo sviluppo di un procedimento amministrativo così discutibile. Anche se mi viene da dire, di conseguenza: ma lei governa o no? Nella peggiore di chi sapeva e non ha agito. Un’eventualità, questa, gravissima. E comunque in entrambi i casi si denota la sua complessiva inadeguatezza al ruolo di primo cittadino. Primo cittadino che come al solito in Consiglio Comunale, dinanzi alla mia interrogazione, si è trincerato nel solito silenzio. Stavolta ancor più imbarazzante”.

martedì 25 gennaio 2011

LETTERA EX AN AL GIORNALE, ECCO PERCHE’ LA DESTRA ITALIANA STA CON BERLUSCONI

Gli ex esponenti An, Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa, Giorgia Meloni, Gianni Alemanno, Alfredo Mantovano e Altero Matteoli hanno inviato una lettera al Giornale, pubblicata oggi, in cui spiegano i motivi per cui sono orgogliosi di stare con il presidente Berlusconi.
Nella lettera si legge, tra l’altro:

“E’ grave che chi ci chiede coerenza non colga che una parte della magistratura italiana ha da tempo assunta su di sé una funzione militante, tesa a vanificare l'azione di governo (si pensi al terreno dell'immigrazione) e di chi guida il governo, e addirittura a sanzionare i comportamenti che valuta non già illeciti, bensì immorali. Rispettare i poteri e gli ordini dello Stato non significa avallare il tentativo di una parte di loro di svolgere funzioni che non le competono. Sul piano politico, spetta agli elettori decidere se e in quale misura comportamenti privati incidano sulla scelta di chi chiamano al governo. La destra italiana intende continuare, con questo governo e con chi lo guida - così come è avvenuto finora - il lavoro intrapreso per dare seguito alla volontà della maggioranza degli italiani. Spesso una parte significativa del dibattito sui media concentra l'attenzione sui «diritti delle minoranze». Ma tanti italiani (il75%) nel 2005 hanno difeso col non voto una buona legge sulla fecondazione artificiale, nel 2007 hanno popolato la piazza del Familyday, nel 2009 hanno apprezzato la posizione del governo Berlusconi su Eluana, accettano i sacrifici perché consapevoli della necessità della tenuta economica, vorrebbero i giudici impegnati nel sanzionare i rapinatori più che nell'origliare a spese dello Stato fatti privi di rilievo penale, considerano eroi i nostri militari impegnati nelle missioni all'estero. Ecco, questi uomini e queste donne da tempo si chiedono: noi che apparteniamo a famiglie normali, che non rivendichiamo i matrimoni per gli omosessuali, che diamo figli alla Patria e alle sue missioni, che vorremmo vivere in quartieri in cui la convivenza non sia posta a rischio dall'immigrazione clandestina, noi che siamo cristiani, per lo meno quanto a tradizione, che non pensiamo che sulla vita vadano operate sperimentazioni, che facciamo: dobbiamo sentirci in colpa? Il «berlusconismo» ha avuto e ha il merito di non far considerare questi italiani, che sono la maggioranza, dei minorati, ma di rendere loro orgogliosi della nazione in cui vivono. Meglio ancora: è il centrodestra che, con gli italiani, ha permesso tutto questo. Di esso noi siamo parte fin dall'inizio, e al suo interno intendiamo continuare a operare per il bene della nostra patria.”

martedì 4 gennaio 2011

Caso Battisti: LA RUSSA, da Lula una pugnalata alle spalle

La mancata estradizione dell'ex Pac (Proletari armati per il comunismo) Cesare Battisti, per le modalità con cui è avvenuta, è stata "una pugnalata alle spalle" da parte del presidente brasiliano Lula. Il ministro della Difesa, intervenendo alla trasmissione di Telelombardia Iceberg, ha detto che la scelta di Lula è stata "un regalo ai radical chic francesi e all'ultra sinistra brasiliana". "Battisti non ha mai avuto una parola di pietà per le vittime - ha osservato La Russa - è diventato il beniamino dei radical chic francesi e ha attirato la simpatia dell'ultra sinistra brasiliana".
Quello di Lula, "più che un affronto all'Italia - ha proseguito il ministro -, mi è sembrato un cadeau che ha voluto fare, mentre se ne stava andando, ai radical chic francesi e all'ultrasinistra brasiliana che lo ha sostenuto nella sua carriera". "Qui c'é il fatto che Battisti è un comunista e Lula è un comunista che, prima di andare via, ha voluto fare un regalo ai radical chic francesi e all'ultrasinistra brasiliana". "E' stato un colpo alla nuca, una pugnalata alle spalle", ha detto il ministro il quale ha rivelato di aver avuto in passato un pranzo con il ministro della Difesa brasiliano in cui questi gli aveva parlato "informalmente di una previsione positiva" per l'estradizione di Battisti. "Mi aveva detto, non dico garantito - ha concluso La Russa - che ci sarebbe stata una soluzione favorevole".

martedì 14 dicembre 2010

Fiducia al Governo: vittoria politica

GASPARRI: No alle dimissioni del premier
Ti proponiamo l’intervento di Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, nel corso del dibattito sullla fiducia al Governo
I cittadini italiani sostengono un sistema politico bipolare fondato su grandi partiti e in tutte le recenti tornate elettorali hanno espresso la loro preferenza per il polo di centrodestra: è pertanto un grave errore politico dividere il fronte dei moderati e offrire alla sinistra l’opportunità di sfruttare tale frammentazione per tornare al Governo. Per questo motivo Silvio Berlusconi nel suo discorso si è mostrato aperto ad un patto di legislatura con tutto il fronte moderato, che possa prevedere anche una diversa articolazione della maggioranza e che sostenga l’economia, affronti le riforme costituzionali e modifichi la legge elettorale difendendo il bipolarismo. Qualsiasi schieramento diverso, frutto di manovre parlamentari ambigue e invise agli italiani, sarebbe in contrasto con la sovranità popolare e non saprebbe proporre la spinta riformista che il Governo ha dimostrato in questi anni. Vanno al riguardo ricordate le riforme in materia di pubblica amministrazione, mercato del lavoro, scuola, università, sicurezza e immigrazione, gli storici successi ottenuti dal Governo nel campo dell’economia e della lotta alla criminalità organizzata e l’aumentata credibilità dell’Italia nel consesso internazionale, testimoniata anche dalle dichiarazioni del Segretario di Stato americano. Apprezza quindi l’astensione dei senatori di Futuro e libertà, cogliendo il significato politico di tale apertura: a tal proposito ritiene che la composizione e il programma di Governo possano essere ampliati e rafforzati, ma che il presidente del Consiglio non si debba dimettere, per non rischiare di vanificare il percorso riformatore intrapreso dal 1994 in poi, che ha consentito di valorizzare appieno il voto e la volontà popolare.


LA RUSSA: E' fallito l'assalto di Fli
"Non siamo noi ad avercela fatta, sono loro che hanno fallito con il loro assalto". Cosi’ si e’ espresso Ignazio La Russa, ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, che ha commentato l’esito del voto di fiducia alla Camera. "Non siamo stati noi a chiedere questa prova di forza, questo braccio di ferro a mettere Roma a ferro e fuoco, a bloccare il Governo per un mese. E’ qualcun altro che ha deciso di dare vita a questa pagliacciata, che era questo tentativo di far cadere il Governo sottraendo voti legittimi del Pdl. Sono loro che hanno vissuto una incredibile sconfitta". Ad una domanda sulle eventuali dimissioni del presidente della Camera Fini, La Russa ha replicato: "E’ un problema suo. Io credo che una cosa voleva Fini, giocando anche dal suo scranno, e’ cioe’ che si dimettesse il Governo. Ma sono stati sconfitti. Io non ho soddisfazione per la vittoria bensi’ per il fatto che si e’ dimostrato che hanno anche strategie sbagliate. Ora accadra’ che chi voleva che il Governo cadesse se lo ritrovera’ piu’ unito e piu’ in carica di prima".

Fiducia al Governo

LA RUSSA: La compravendita dei parlamentari e' del Fli
“La compravendita dei parlamentari non e’ quella fatta dal Pdl ma e’ quella in corso da esponenti di alto livello del Fli per bloccare i ripensamenti". Lo ha affermato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, parlando fuori Montecitorio rispondendo cosi’ al leader dell’Idv, Antonio Di Pietro dopo le accuse lanciate. "Non so a quale compravendita si riferisca Di Pietro a quella che ha fatto passare 60-70 voti all’opposizione? A quella che ha fatto passare La Malfa con l’opposizione? O ai colloqui che ci sono anche in questo momento in corso da esponenti di alto livello del Fli per bloccare ripensamenti? Se si riferisce a quello si faccia un esame di coscienza". La Russa si e’ comunque detto "ottimista, penso che sia alla Camera sia al Senato la maggioranza avra’ piu’ voti dell’opposizione".
GASPARRI: In Fli ci sono ripensamenti sulle scelte di Fini
"Le dichiarazioni del presidente della Camera di ieri sono sorprendenti, ora vediamo le decisioni finali di Fli e dei singoli esponenti. Molti hanno aderito a Futuro e Liberta’ con l’intenzione di rinegoziare il patto di governo e oggi il premier ha dato ampio spazio su tutti i temi, dalla legge elettorale all’economia. Se l’intento di Fli e’ invece il ’T.t.b’, cioe’ tutto tranne Berlusconi, singoli parlamentari finiani potrebbero riconsiderare le loro scelte". Lo ha affermato il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri sull’orientamento di voto delle ’colombe’ finiane in vista del voto di fiducia.

venerdì 3 dicembre 2010

PdL: "il fallimento dell'Amministrazione Fanfani"

Convegno all’hotel Continentale in Piazza Guido Monaco ad Arezzo. Appuntamento Venerdi' 3 dicembre alle ore 17.30
“La nostra iniziativa nasce dal bisogno di chiarezza politica e dalle sollecitazioni dei moltissimi cittadini che hanno la nostra stessa necessità sulla vicenda Marconi / Aato 4 – commenta il capogruppo PdL, Gianni Cantaloni. Da quasi un mese siamo impegnati in questa battaglia di trasparenza: il 9 gennaio abbiamo presentato un’interrogazione urgente ma il Sindaco, come ci aveva preannunciato, era assente per motivi personali e la notizia del “dimissionamento” del vice Sindaco Marconi è stata data in aula dal Presidente Caroti. Il 29 novembre abbiamo presentato, con il consigliere Francini, una mozione sulla quale il Sindaco si è riservato la facoltà di rispondere dopo l’audizione in Commissione Controllo e Garanzia che stasera si riunirà per la terza volta proprio per ascoltare il Sindaco. La mozione tornerà di nuovo in Consiglio nella seduta del 22 dicembre. Vorremmo – conclude Cantaloni – arrivare ad una piena e trasparente spiegazione politica della vicenda che ha visto protagonisti il vice Sindaco Marconi (titolare di gran parte delle deleghe più “pesanti” dell’Amministrazione) e l’Aato 4. Nel frattempo prendiamo atto che la maggioranza e la compattezza dell’esecutivo si stanno sgretolando. E non da oggi. Ricordo le vicende Vettese e Tavanti ma soprattutto lo spostamento dell’equilibrio politico che rende l’Amministrazione Fanfani non più di centro sinistra ma di sinistra centro. Con atteggiamenti sia da parte dell’IdV che di esponenti dello stesso Pd che sollecitano le primarie e che certamente contribuiscono a rendere problematica la ricandidatura di Fanfani nel Pd”.
All’iniziativa di domani pomeriggio, in programma alle 17.30 all’hotel Continentale, interverranno i consiglieri comunali Guglielmo Borri, Francesco Francini e Francesco Macrì. Saranno presenti i coordinatori provinciale e comunale del Pdl, Maurizio D’Ettore e Gianni Pagliazzi. Il dibattito sarà moderato dal capogruppo in Consiglio comunale, Gianni Cantaloni.

martedì 30 novembre 2010

Mandiamo Fanfani a leggere Dante...


giovedì 25 novembre 2010

Area ex Lebole: dalla chiusura dell’impresa al “fallimento” di Fanfani

Francesco Macrì (PdL e vice Presidente del Consiglio Comunale):
“il futuro di quest’area non può essere affidato alla buona volontà di singoli imprenditori. L’amministrazione Fanfani conferma la sua incapacità di progettare il futuro della città”
“Certamente apprezzabile l’impegno della cordata di imprenditori aretini per il recupero dell’area Lebole, ma non basta.
Come al solito, un’amministrazione comunale miope e passiva, del tutto assente dai problemi veri della città e ‘avvitata’ su se stessa e sui propri assetti di potere, tenta di risolvere la questione scaricando sui privati cittadini la soluzione di un problema che è invece della comunità.
Non si può non considerare infatti che il recupero della più importante area industriale dismessa alle porte della città rappresenta una straordinaria opportunità di crescita e di sviluppo, non una vicenda da affrontare sulla difensiva e senza respiro. Non sono accettabili logiche e strategie di piccolo cabotaggio. Non è infatti spostando un paio di punti vendita da una parte all’altra della città che si rilancia il territorio. Se Butali, Giannetti, Peruzzi e qualche altro ‘volenteroso’ imprenditore aretino si fanno carico del progetto di recupero, sostituendosi ad un’amministrazione latitante, c’è solo da ringraziarli. Non si può perdere così l’occasione di un progetto più ampio e complesso, che miri a collegare per esempio in termini di servizi l’area Lebole al Centro Affari, a Pratacci e all’area Unoaerre. Che cerchi cioè di creare quall’area integrata, innovativa e di servizio per la città, ma soprattutto di grande attrazione e immagine per la città, che l’amministrazione Lucherini aveva cercato di costruire, peraltro scontrandosi con le resistenze delle associazioni di categoria, Ascom in testa.
Ma se le resistenze di un’organizzazione di categoria è comprensibile, perché probabilmente rientra nel suo ruolo (che peraltro potrebbe essere interpretato in maniera più illuminata e meno conservatrice), non lo è altrettanto la passività di una politica che per troppi anni ha lasciato la questione in balia degli eventi e degli alti e bassi del mercato.
Ora si deve ripartire, ma con un progetto complessivo che coinvolga tutti, senza distinzione tra commercianti, artigiani ed industriali, forze di maggioranza e opposizione, destra o sinistra. Lasciando il giusto spazio alle migliori e più attive risorse economiche della città, ma non lasciandole sole, cioè affiancandole come sistema pubblico con progetti ed interventi di largo respiro. Sui quali chiamare a raccolta tutto il sistema Arezzo”.

mercoledì 17 novembre 2010

DIFFAMAZIONE PARTIGIANO: CASSAZIONE ASSOLVE SENATORE PDL

La quinta sezione della corte di Cassazione ha assolto, stasera, ''perche' il fatto non costituisce reato'' il senatore toscano del Pdl, Achille Totaro, dall'accusa di aver diffamato il partigiano Bruno Fanciullacci, eroe della Resistenza, definendolo ''vigliacco assassino'' riguardo all'omicidio del filosofo Giovanni Gentile avvenuto nel 1944 a Firenze.
Achille Totaro aveva fatto ricorso in Cassazione dopo che la corte d'appello di Firenze lo aveva condannato al risarcimento simbolico di un euro verso gli eredi di Fanciullacci, avendo stabilito che il reato era prescritto. ''Stasera invece la suprema Corte con questa sentenza - ha commentato l'avvocato di Totaro, Paolo Florio - ha riconosciuto che Achille Totaro aveva esercitato, con le sue valutazioni, il diritto di 'critica politica' nel giudicare la condotta di Fanciullacci limitatamente a quella determinata circostanza dell'assassinio di Gentile, e che quindi non espresse una valutazione generale sull'uomo Fanciullacci''. ''Totaro - ha osservato ancora il legale - parlo' di Fanciullacci in una seduta del consiglio comunale di Firenze, e lo fece da politico che si rivolgeva ad un consesso politico''.

I fatti risalgono al 2000. Il 10 gennaio si tenne il consiglio comunale dove fu discussa una mozione su Fanciullacci durante la quale Totaro, consigliere comunale di An, lo defini' ''vigliacco assassino''; due giorni dopo lo stesso giudizio fu riportato in un'intervista concessa a un quotidiano. La famiglia di Fanciullacci, in particolare la sorella, denuncio' per diffamazione non solo Totaro ma anche i consiglieri comunali che firmarono un comunicato stampa di sostegno all'attuale senatore del Pdl. Nel tempo quattro di quei consiglieri sono stati assolti. Invece, dopo esser stati assolti con formula piena in primo grado sia Totaro sia un altro consigliere comunale di An, poi del Pdl, Stefano Alessandri, nel maggio 2009 la corte di appello cambio' l'orientamento della vicenda ravvisando per entrambi il reato di diffamazione anche se prescritto e stabuilendo il risarcimento simbolico. Stasera la Cassazione ha assolto alla stessa maniera di Totaro anche Alessandri, che nello stesso procedimento era co-imputato con il senatore.

domenica 17 ottobre 2010

Macrì: “A luglio avremo un solo festival e si chiamerà Arezzo Wave”

Dichiarazione del vice-presidente del consiglio comunale Francesco Macrì:

“Non ci sono più soldi, non si fa più niente. Le parole del Sindaco Fanfani risuonano ancora come una scure abbattutasi sulla cultura in città. Ma si sa, verba volant… così a distanza di pochi giorni è cominciato un balletto molto simile a un giro di valzer, genere dove, come noto, è lecito cambiare partner a seconda della propria volubilità.
Eureka, diranno i tanti nostalgici! Torna Arezzo Wave. Certo, ma perché rispedire al mittente il Play-Art? Teniamoci stretto anche questo. Ma se i soldi non ci sono? Allora facciamoli entrambi. Un po’ di ecumenismo democristiano non guasta.
Credo che non ci resta che scherzare, parafrasando il ‘piangere di un noto film di Benigni e Troisi, sulla confusione di proclami a cui il Sindaco Fanfani ci ha costretti in tema festival estivi nel giro di una settimana. Tanto che possiamo concludere che se anche i soldi venissero trovati, non si saprebbe come spenderli dato che non si sa che fare.
O meglio, si sa benissimo: lanciare annunci a fini meramente elettoralistici per recuperare quei giovani scontenti per la dipartita di Arezzo Wave verso altri lidi. Una perdita imputabile proprio a una giunta di centrosinistra! Primo aspetto da evidenziare: come può un Sindaco in scadenza impegnarsi per l’estate 2011, quando potrebbe non essere più in carica, sia in termini programmatici che di risorse pubbliche? Infatti, se anche non viene iscritto a bilancio alcun contributo diretto a favore di uno o due - ma facciamo anche tre! - festival, l’appoggio in termini logistici che manifestazioni del genere richiedono può essere monetizzato in decine di migliaia di euro. Di soldi pubblici. Non sarebbe buona regola di correttezza amministrativa quella di astenersi da promesse e impegni per una data nella quale non è scontato poterli mantenere? Non somiglia tutto questo a un farsi campagna per le prossime scadenze primaverili? Una campagna, come sopra rilevato, talmente scomposta che sembra di essere improvvisamente passati da un Sindaco che non fa nulla senza comunicare nulla a un Sindaco che continua a restare inerte, perché cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia, ma che si diverte ad annunciare tutto e il contrario di tutto.
Nel luglio 2011 sarà il centrodestra a gestire Arezzo Wave. Perché noi lo abbiamo sempre sostenuto, fino ai 250.000 euro annuali che mettevamo a disposizione di Valenti, continueremo a sostenerlo e valorizzarlo evitando di affiancarlo di eventi nati per caso in questo quadriennio e che si sono trascinati suscitando entusiasmo soltanto in ristretti entourage. Chiaro, no?”.

venerdì 15 ottobre 2010

PDL: MINACCE MORTE A SENATORE TOTARO

PDL: TOTARO, CHI MI VUOL INTIMORIRE OTTERRA' EFFETTO OPPOSTO
'Le minacce di morte che ho ricevuto da un vile autore che si firma 'piombo rosso' sono l'ennesimo segnale del clima di violenza alimentato da una certa sinistra. Mi auguro che la situazione non degeneri e che si possa tornare a far prevalere il dialogo e la civilta' politica, senza invocare le P38 di una stagione da dimenticare'. Cosi' il senatore Achille Totaro, in una nota, commenta le minacce ricevute via e-mail.

'Chi cerca di intimorirmi sappia comunque che otterra' l'effetto contrario. Continuero' la mia battaglia a difesa dei valori in cui ho sempre creduto e nei quali credero' sempre', scrive Totaro.