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martedì 27 settembre 2011

Lucacci: dalle dimissioni di Paolo Brandi alla nomina di Banchetti

Arezzo Domani prende atto delle dimissioni di Paolo Brandi dai vertici di Estra, dimissioni già chieste da Arezzo Domani nel proprio comunicato del 30 giugno 2011. La situazione di dissesto finanziario del Comune di Castiglion Fiorentino appare ormai in tutta la sua rilevanza e drammaticità, tanto da costringere il Sindaco neo-eletto alle dimissioni, ed indubitabili appaiono le responsabilità politiche nascenti dalla gestione dell'allora Sindaco Paolo Brandi.
In una Nazione come quella Italiana in cui mai nessuno si dimette, va riconosciuto il merito del gesto a Paolo Brandi.
Rimane del tutta assurda la scelta di chi, al tempo, pur con le notizie sul dissesto del comune di Castiglion Fiorentino già di dominio pubblico, volle nominare lo stesso Paolo Brandi ai vertici di Estra.
Con il senno del poi appaiono, inoltre, spiegabili le scelte dell'allora sindaco Brandi sulla centrale a Biomasse e sul campo da Golf da realizzare dove sorgeva lo zuccherificio SADAM. Appare evidente che il Sindaco Brandi si aspettasse di far incassare al Comune di Castiglion Fiorentino somme derivanti dagli oneri connessi alla realizzazione di tali opere che sarebbero servite a ridurne l'esposizione debitoria. Appare anche evidente che in nulla poteva essere tenuta in conto, dal Sindaco Brandi, l'opinione di quei Castiglionesi ed Aretini che si opponevano alla realizzazione della centrale a biomasse al confine tra i due comuni, temendo per la propria salute.
Arezzo Domani coglie l'occasione per contestare nettamente anche la possibile scelta del successore di Paolo Brandi ai vertici di Estra nella persona dell'assessore al comune di Arezzo Banchetti: all'assessore Banchetti, unitamente al Sindaco Fanfani, va imputata la responsabilità politica della realizzazione del parcheggio di Via Mecenate e del fallimento che esso già rappresenta, unitamente ad una gestione del traffico veicolare cittadino del tutto priva della benché minima logica.
La nomina di Brandi fu un errore ed Arezzo Domani teme che la nomina di Banchetti ai vertici di Estra rappresenti un ulteriore grave errore.
Arezzo Domani non può che osservare che la sinistra aretina, ogni volta che si tratta di parcheggi a pagamento, riesca a commettere un errore dietro l'altro: il Baldaccio, Piazza del Popolo, il Mecenate e, prossimamente, il parcheggio dell'ospedale San Donato.

giovedì 14 aprile 2011

Convention di Macrì per la presentazione del programma e dei candidati

All’Hotel Minerva di Arezzo, venerdì 15.04.11 alle 18:30, Francesco Macrì candidato a Sindaco di Arezzo presenta il proprio programma ed i componenti della propria lista AREZZO DOMANI. Un programma innovativo pensato e redatto per una nuova generazione politica che porti Arezzo ad essere la città che merita di essere.
Francesco Macrì ha rottamato il PdL locale per dare più schiettezza ed aderenza partecipativa all’azione di AREZZO DOMANI la lista composta da giovani emergenti, e meno giovani con la visione per dare una svolta allo stallo di Arezzo.

mercoledì 6 aprile 2011

Macrì a proposito della sua sospensione

Si tratta di una richiesta di avvio di un procedimento disciplinare dettata dalla paranoia, dalla paura del mio appeal elettorale rispetto all’elettorato di centrodestra aretino. Dimostrazione evidente dello sprezzante atteggiamento di chi agisce senza tener conto del giudizio dei propri elettori e nella ormai nota attitudine autoreferenziale del PDL.

Io sono e resto un serio rappresentante del centrodestra aretino, iscritto al PDL fino al giorno in cui la proposta di espulsione non sarà, se mai lo sarà, ratificata dal Collegio nazionale dei Probiviri del partito.

Intanto continuo la mia battaglia elettorale contro Fanfani e tutti coloro che cercano di mettere i bastoni fra le ruote a chi tenta di vincere le prossime elezioni amministrative.

Cerco consensi a prescindere dalla collocazione ideale degli elettori, li cerco per la città e non per un partito. Per il ricambio generazionale e per spazzare via i logori schemi e metodi della politica che i cittadini non sopportano più, invito gli elettorali a considerare il primo turno delle prossime elezioni come Primarie nelle urne: scelgano fra Macrì e il candidato del Bianconi. Arezzo non ha bisogno di seguire uomini che non servono, ha bisogno di un serio colpo di reni se vuole sperare un futuro migliore.

Francesco MACRI'

Candidato Sindaco di AREZZO DOMANI

domenica 20 marzo 2011

La propaganda elettorale a spese degli aretini

Al mercato settimanale in Via Giotto di sabato scorso si sono presentati una notevole quantità di gazebi informativi dei relativi partiti e liste civiche che si presenteranno alle prossime elezioni del 15 e 16 Maggio per il rinnovo dell'amministrazione comunale.

Il nostro gazebo di Arezzo Domani, per sostenere la candidatura di Francesco Macrì sindaco, era situato nella zona della rotonda in fondo al mercato, vicino ad altri punti informativi. Quello del Sindaco di Arezzo e della sua giunta comunale (con una buona quantità di assessori presenti, oltre a vari dipendenti e funzionari comunali) era situato all'altezza del bar Giotto. E fin quì nulla di grave. Ciò che vogliamo far notare a tutti gli aretini è che le insegne del gazebo non erano quelle del PD, come avrebbero dovuto essere, ma il simbolo istituzionale del Comune di Arezzo. E' stato fatto un uso quantomeno improprio, con la copertura della distribuzione delle copie del mensile informativo del Comune "Arezzo" (che peraltro viene già spedito nelle case di tutti gli aretini), per fare propaganda elettorale all'attuale amministrazione Fanfani.

A pensare male si può dedurre che alcuni dei partiti che sosterrebbero il sindaco uscente Fanfani non hanno questa gran voglia di sostenerlo nella prossima campagna elettorale, visti anche i manifesti in città del sindaco privi dei simboli dei partiti. Nel frattempo il sindaco e la sua giunta utilizzano un mezzo istituzionale per pubblicizzare l'attività dell'amministrazione a fini propagandistici in vista delle prossime elezioni.

Ci piacerebbe vedere il gazebo del PD (o comunque dei partiti che sostengono l'amministrazione attuale), sempre che abbia intenzione di sostenere il sindaco uscente e soprattutto per evitare di gravare ancora nelle tasche degli aretini per fare la campagna elettorale del sindaco e della sua giunta.

Andrea Mazzielli

Candidato lista AREZZO DOMANI per MACRI' Sindaco

Presidente Provinciale Giovane Italia - Arezzo

Consigliere Circoscrizione 2 Fiorentina

mercoledì 16 marzo 2011

Festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia


17 Marzo 1861 – 17 marzo 2011, questo è il periodo che intercorre dalla Proclamazione del Regno d’Italia alla sua 150esima celebrazione. Anche se storicamente in questa data non fu compiuta totalmente la risorgimentale impresa di vedere tutti i popoli italici riuniti sotto un unico vessillo, è giusto celebrare questa ricorrenza in quanto, l’allora Regno di Sardegna allargato ai vari territori annessi, facendosi interprete del desiderio del popolo di liberarsi dalla schiavitù del nemico e di svegliare una coscienza nazionale, assunse una fisionomia autonoma, nuova, ma soprattutto unitaria.

L’Italia di quel tempo era vessata dalle potenze straniere e divisa in stralci di terra che venivano ripartiti a tavolino dalla borghesia ottocentesca. Questi furono i presupposti che “destarono” quei “Fratelli” dai troppi torpori locali, dalla frammentazione sociale e dallo schiavismo non solo economico, ma anche ideologico. Molti furono i protagonisti delle tre guerre d’Indipendenza e dell’impresa dei Mille, tanti sono agli uomini e le donne a cui oggi noi dobbiamo una particolare gratitudine, molti famosi, tanti sconosciuti, ma tutti, nelle loro differenze ideologiche e sociali, con un sogno, appartenere ad una Patria libera e forgiata da quelle radici culturali e storiche che tutti gli altri popoli ci hanno sempre invidiato. Tra di loro moltissimi giovani, poco più che ventenni, che non esitarono a scendere in piazza e a correre sulle piazze e sulle barricate del ‘48 o alla difesa della Repubblica Romana. Goffredo Mameli, Luciano Manara, la Contessa di Castiglione, Maria Sofia di Borbone, Carlo Pisacane e i Fratelli Cairoli, questi alcuni tra i moltissimi nomi dei giovani ribelli ai quali dobbiamo ispirarci per costruire nuovamente una società sensibile ai temi che toccano la nostra Patria e per tenere sempre viva la fiamma delle nostre radici italiane.”

Questo è un Paese con una storia millenaria che trova la sua ragion d’essere storica e politica nel glorioso Impero Romano che ha regalato al mondo intero la Legge e il Diritto, l’Architettura e la Poesia, l’Arte e la Musica, l’Arte militare e il senso di appartenere ad una Terra. Anche nei periodi più bui del Medioevo e innovatori del Rinascimento l’instancabile ingegno ed estro degli abitanti di questa penisola si è sempre contraddistinto in ogni campo per tutte quelle opere e trattati di cui i libri di arte, storia, filosofia e letteratura sono stracolmi. A costruire prima gli Italiani e poi l’Italia, naturalmente hanno contribuito non solo la cultura e l’amor patrio, non solo la fede religiosa ed il comune sentire, ma anche quella volontà di un riscatto sociale che si è realizzato solo a fine prima guerra mondiale con la vera e definitiva Unità d’Italia.

Il migliore auspicio è che tutti i giovani che sono orgogliosi di essere italiani, indipendentemente dalla moda del momento o dalla particolare partita di calcio che fa loro ricordare quali sono i nostri simboli identitari e nazionali, Giovedì 17 Marzo 2011, anniversario dell'Unità Nazionale, indossino e/o espongano simboli del nostro Tricolore.

Andrea Mazzielli

Presidente Provinciale Giovane Italia Arezzo

mercoledì 9 febbraio 2011

10 Febbraio: il ricordo dei martiri delle foibe

Vogliamo ricordare una pagina di Storia nazionale che nonostante la legge dello stato varata appositamente nel 2004 per divulgare e commemorare questi avvenimenti a livello pubblico e istituzionale, non trova ancora posto nella maggior parte dei libri di testo in uso nelle nostre scuole medie superiori.
Vogliamo ricordare l’esodo dei 350.000 italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, che hanno rinunciato alla propria terra, alle proprie abitazioni e ai propri ricordi, per dignità, per sacrificio, per amor di Patria. Fino a pochi anni fa pochissimo si sapeva sulla tragedia delle foibe, le cavità carsiche nelle quali furono gettati vivi dai partigiani del maresciallo Tito migliaia di Italiani, che secondo il regime comunista avevano la sola colpa di essere italiani. Pochissimo si sapeva sull’esodo dei nostri connazionali di Istria, Dalmazia e Fiume, costretti a fuggire dalla ferocia politica e dalla pulizia etnica. Fra il ’43 e il ’45 fu posto in atto un disegno di genocidio susseguitosi anche negli anni successivi, condotto senza distinzioni politiche, razziali e sociali o di sesso ed età.
Oggi questa data non deve assolutamente servire ad alimentare odi, ma al contrario deve essere l’occasione per dimostrare che la storia non può e non deve essere strumento di lotta politica, ma parte integrante della cultura e della tradizione di un popolo, senza amnesie ne colpevoli dimenticanze.

Finalmente la verità sulla tragedia delle foibe è pubblicamente riconosciuta e ciò è avvalorato da importanti ricorrenze e avvenimenti, fra cui l’intitolazione di una strada della nostra città a questi tragici avvenimenti, “Largo Martiri delle Foibe” dove domani, 10 febbraio 2011 alle ore 12 avverrà una commemorazione ufficiale alla presenza delle autorità cittadine, oltre al minuto di silenzio in tutte le scuole medie superiori di Arezzo al fine di sensibilizzare i giovani studenti rispetto a questa ricorrenza troppo spesso dimenticata.

Andrea Mazzielli
Presidente provinciale Giovane Italia Arezzo

Emanuele Vinerbi
Responsabile provinciale “Comitato 10 Febbraio”

Andrea Barbagli
Parlamentare regionale degli Studenti – Toscana

mercoledì 29 dicembre 2010

“Un tarocco sotto l’albero di Natale: il sondaggio PD pro Fanfani”

Dichiarazione del vice Presidente del Consiglio Comunale di Arezzo, Francesco Macrì :
E così la sinistra che ha sempre bistrattato i sondaggi, adesso vi si affida dando ancora una prova del suo evidente stato confusionale. Sotto l’albero di Natale, infatti, gli aretini hanno potuto trovare un tarocco mascherato da risultato attendibile che rafforzerebbe il Sindaco in vista del 2011. Un sondaggio pagato dal PD che ha premiato, ma tu guarda, il candidato del PD Fanfani. Così, si pretende di celare le debolezze del Sindaco stesso e le divisioni della maggioranza. Sfido chiunque a prendere 100 aretini e a trovare fra essi 61 che approvano l’operato di questa Giunta e 57 che giudicano positiva l’esperienza Fanfani. Anche solo a pensarlo appare una cosa incredibile.
La debolezza congenita che l’attuale amministrazione si è portata dietro in questi 5 anni sta oramai deflagrando sia nelle sedi istituzionali che nell’agone politico. Sono vari Consigli Comunali che la maggioranza evita gli argomenti seguendo una strategia della dilazione che umilia l’assemblea eletta dai cittadini e che serve solo a parare in facciata lacerazioni che emergeranno durante la campagna elettorale. Campagna elettorale che, e veniamo al piano politico, potrebbe essere preceduta o meno dalle primarie.
Ancora non si è capito ma il solo fatto che le richiedano esponenti di rilievo del neo-partito del sondaggio e altre formazioni dimostra come il consenso dietro Fanfani sia molto meno granitico fra gli stessi suoi di quanto ci vorrebbero fare credere con il tarocco di Natale. Anzi, il tarocco stesso travestito da rilevamento scientifico ha tutta l’aria di essere un espediente improvvisato proprio per evitare le primarie. Così dalle parti di Sant’Agostino si consuma la doppia contraddizione: il partito delle primarie le nega a iscritti e simpatizzanti e preferisce affidarsi alle percentuali e ai diagrammi che in questi anni ha condannato come strumento del demonio”.

giovedì 2 dicembre 2010

Scuola: Luca Valdambrini; "no alle occupazioni"

Il consigliere della facoltà economia AU Siena pubblica alcuni dati su cui riflettere.
Ormai dal 2008 a questa parte, l’Università è diventata un terreno di battaglia dove diversi schieramenti si affrontano da Nord a Sud senza esclusione di colpi. Il pomo della discordia si chiama Riforma Gelmini. Adesso siamo agli sgoccioli!
Scrivo perché dato il mio ruolo all’interno delle rappresentanze studentesche le quali mi vedono in duplice funzione tra Siena e Arezzo, vorrei porre l’attenzione su certi aspetti riguardante l’Ateneo di Siena del quale fanno parte le facoltà aretine. Spesso molti non si ricordano che Arezzo in fatto di università è influenzata notevolmente, se non totalmente, da quello che sta succedendo a Siena.
Personalmente, sono stanco di vedere le solite pagliacciate tristi mosse da una certa frangia della sinistra nei TG, giornali, blog ecc. Con questo non voglio dire che non bisogna protestare, ma io mi domando se queste persone o ragazzi che fomentano scenari post-apocalittici negando qualunque riforma a priori, sappiano quello che fanno. Vorrei sapere quanti di loro hanno letto e capito la riforma dal primo al 25° articolo. Se sanno come funziona un CDA oppure che cos’è una fondazione? Se hanno capito chi e che cosa questa riforma va a colpire? Sanno che sono stati tagliati i fondi delle borse di studio ma sono stati introdotti i prestiti d’onore. Sanno cosa sono i prestiti d’onore?? E altro ancora: Si veda DDL GELMINI.
Visto e ormai preso che questo decreto non piace; perché non sono queste stesse persone a proporre una “controriforma” Gelmini costruttiva? Sarebbe più utile invece di stare a occupare aule creando disagio e non facendo entrare gli studenti.
La risposta è semplice ve la dico io! Non hanno idee e ragionano per “partito” preso. La cosa più eclatante che sono stati proprio i loro amici quelli che sono contro la riforma ad aver disastrato i conti dell’Ateneo; gli stessi i quali poi mandano i ragazzi in piazza a protestare. Sono tutti contro la presenza di enti privati nel consiglio di amministrazione dell’Università quando allo stato attuale sono presenti nello stesso i rispettivi rappresentanti di CGIL, MPS, Provincia e Regione.
Ora voglio pubblicare un po’ di dati in cifre perché forse ancora molti non hanno capito cosa sta avvenendo e come il sistema Siena si è autoalimentato fino adesso giustificando il tutto con la scusa dell’errore tecnico per insabbiare la voragine nel bilancio pari ha 200 mln di €
Fondo annuale di finanziamento: 119 mln di € (di questo non è scritto da nessuna parte che non verrà più erogato)
Contributi Statali: 19 mln € (i quali per 6 anni l’Unisi non ha pagato)
Tasse Universitarie: 27 mln € (30% in più in 6 anni)
Spese per il personale 165 mln € e ricordo che Siena ha 1 dipendente ogni 3,7 studenti.
Facciamo un po’ i conti con la calcolatrice! Ma è necessario tutto questo personale?
Restringendo la prospettiva ad Arezzo, su quest’ultimo punto mi sono dibattuto di recente su una questione che riguarda come esso venga gestito nelle facoltà aretine. Io mi ritrovo con 2 dipendenti una per turno nella biblioteca alla Cadorna quando a Lettere (che si permette anche di occupare) ce ne sono ben 13 in 2 turni! Negando la disponibilità a ingegneria ed economia per coprire i turni in caso di malattia degli addetti. Ergo se una delle due dipendenti si ammala la biblioteca resta chiusa! Non contiamo poi gli impiegati nella miriade di uffici nelle palazzine al Pionta. Partendo da questo esempio chissà la situazione del personale da riordinare nel resto dell’Ateneo!
Inoltre denuncio il fatto dei recenti lavori di rinnovo, nonostante la situazione poco florida, di ambienti e uffici presso le facoltà di lettere quando alla Cadorna non viene nemmeno garantito il parcheggio ai professori che vengono da Siena a vantaggio dei dipendenti del comune. Questo è “razzismo” al contrario fatto in casa! Paradossalmente al Pionta si permettono anche di occupare o di manifestare senza sentire mai voci fuori dal coro. Ci illuminino quelli che guidano la mobilitazione cosa hanno da lamentarsi? Anzi facessero il posto agli studenti di ingegneria ed economia, liberando le palazzine oltre che dall’occupazione anche dai corsi di laurea di 7 studenti, sarebbe meglio per tutti quanti.
In generale è evidente che una riforma dell’Università è doverosa, al contempo, la comunità aretina dovrebbe prestare molta più attenzione alle proprie facoltà, specie in questo momento, e non assecondare le solite proteste dei collettivi lasciando da parte almeno per una volta mire campanilistiche contro Siena. Cose che non vengono fatte, perché si preferisce invece cavalcare proteste, dissenso e seminare voti. Adesso però ci andranno i collettivi a spiegare agli studenti come possono laurearsi in tempo con la didattica bloccata.
L’università è una risorsa, serve a garantire una futura classe dirigente e borghese alla città e provincia. Non possiamo continuare a essere così qualunquisti e credere di fare vacche grasse all’infinito. Purtroppo le Baronie universitarie sono una brutta gatta da pelare. Con la riforma i bilanci degli atenei in deficit verranno gestiti direttamente dal Ministero come è giusto che sia quando una cosa non si regge in piedi ne contabilmente ne strutturalmente. Come si suol dire…E’ finita la pacchia!
A ognuno le proprie idee ma che almeno tutti prima si informino e leggano il decreto invece di mettere i cartelli in capo alle statue.
Luca Valdambrini
Consigliere Facoltà Economia AU Siena

giovedì 11 novembre 2010

12 novembre 2010: Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili

Il 12 Novembre 2003, 19 eroi italiani rimasero vittime di un attentato a Nassiriya nello svolgimento della missione di pace per difendere i valori della nostra civiltà e garantire la sicurezza di quei territori. In questo giorno di commemorazione, il nostro pensiero va al contingente italiano impegnato nella lotta al terrorismo internazionale in Afghanistan e nelle altre aree di crisi. La loro missione al servizio dello Stato e delle popolazioni oppresse onora l’Italia e il Tricolore.

A partire da quest’anno, il Parlamento Italiano ha istituito all'unanimità la "Giornata della Memoria per i caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace", da osservare il 12 novembre, proprio il giorno della strage di Nassirya.

Azione Giovani Arezzo e i movimenti Azione Universitaria e Azione Studentesca intendono ricordare le vittime dell'attentato alla base italiana nella città irachena e tutti i militari e civili caduti nelle missioni internazionali di pace, che con coraggio, con passione e con senso di umanità hanno messo al servizio dell'intera comunità la loro capacità e il loro impegno, sacrificando la propria vita.


Andrea Mazzielli
Presidente Provinciale Azione Giovani – Giovane Italia
Consigliere Circoscrizione 2 Fiorentina – Arezzo

Luca Valdambrini
Responsabile Azione Universitaria Arezzo

Andrea Barbagli
Responsabile Azione Studentesca Arezzo

mercoledì 3 novembre 2010

Macrì: “Altro che raschiare il barile! Qui si confezionano bidoni”

Dichiarazione del vicepresidente del Consiglio Comunale, Francesco Macrì:
Il 19 ottobre 2010 il vicesindaco di Arezzo Giuseppe Marconi ebbe a dire sulla stampa locale contro i tagli del governo nazionale: ‘Raschio il fondo del barile per recuperare 11 milioni’ di euro. Il 3 novembre 2010 si viene a sapere che l’Ato 4, ente in dismissione, spende un milione di euro, soldi pubblici, per una sede inutile, visto che l’Ato stessa nei fatti, per fortuna, verrà chiusa.
Bene c’è un palese conflitto di interessi nelle parole di chi denuncia una politica finanziaria del governo fatta di austerità e saggezza, chiedendo di non sprecare nemmeno un centesimo di euro, e la definisce di tagli indiscriminati che costringono a ‘raschiare il barile’ per far tornare i conti. Invece il vice sindaco, oltre che di barili, si intende di bidoni perchè con una mano raschia e con l’altra compartecipa all’acquisto di un bidone a favore dell’Immobiliare 3000. Il tutto giustificato dal fatto di trovare a un ente in dismissione una sede con ampio archivio: è noto che un ente in una fase come questa, produce numerosi fascicoli. Poi ci sono un ampio parcheggio, perchè un ente in dismissione ha tanti dipendenti con auto, e soprattutto un bel giardino.
Senza per il momento entrare nelle polemiche del conflitto di interessi, lo farò per senso istituzionale nella sede dovuta, ovvero in Consiglio Comunale, voglio condannare la politica del doppio binario linguistico del vicesindaco che, a microfoni accessi, denuncia tagli scriteriati e, a microfoni spenti, avalla lo sperpero di un milione di euro per un bidone bello e buono. I tagli governativi sono concepiti proprio per evitare sprechi come questo, altro che per mettere in ginocchio gli enti locali! Servono semmai per rendere virtuosi questi ultimi e chi li amministra impedendo operazioni quantomeno politicamente inopportune.

domenica 3 ottobre 2010

Macrì: “sul Saracino torna finalmente protagonista il Consiglio Comunale”

Dichiarazione del vicepresidente del Consiglio Comunale Francesco Macrì (Pdl) :
“La Commissione consiliare speciale che dovrà studiare le modifiche al regolamento dell’Istituzione Giostra del Saracino, nominata nell’ultima seduta di Consiglio Comunale, rappresenta finalmente una legittima riappropriazione da parte della massima assise cittadina delle sue competenze in materia di Giostra.
L’attuale mandato amministrativo si è infatti caratterizzato per una serie di atti che hanno espropriato il Consiglio Comunale della sua funzione di indirizzo nei confronti dell’Istituzione Giostra e più in generale del suo ruolo riguardo alla manifestazione storica più importante della città. In particolare, è stato un mandato caratterizzatosi per una singolare delega ad hoc attribuita dal Sindaco al suo vice Marconi che ha anche partecipato, interpretando a mio giudizio estensivamente la delega attribuitagli, a tutte le riunioni dell’Istituzione Giostra del Saracino. Il recente ‘balletto’ di cifre e progetti sulle tribune, dà la cifra di quanto l’attuale giunta non abbia idee chiare e quali risposte dare ad alcuni problemi. L’istituzione dell’organismo consiliare di cui sopra mi permette, oltre che augurare buon lavoro al presidente Angiolo Agnolucci, di sottolineare come si torni, ed era ora, a privilegiare la sensibilità dei consiglieri comunali, almeno i più legati al mondo della Giostra. Sono pronto a collaborare con il presidente per lavorare bene e in fretta e dare entro febbraio le nuove regole alla Giostra del Saracino. Inviteremo per questo compito non solo gli uomini di Giostra in senso stretto ma il mondo della cultura aretina in generale senza escludere le nuove realtà giovanili che stanno dando importante contributo alla vita dei quartieri.
E a proposito di sensibilità, mi preme sottolineare come sia passato troppo inosservato alla città e ai protagonisti stessi della rievocazione, l’abbandono, spero temporaneo, della competizione da parte di una ‘famiglia’ di giostratori che hanno scritto pagine belle della storia recente del Saracino. Mi riferisco ai fratelli Gabriele e Luca Veneri, il primo assente dalla lizza già da quest’anno, il secondo presumibilmente dalle edizioni 2011. Lo dico da uomo di Giostra che non ha avuto il piacere di tifare per loro, visto che mai hanno vestito la casacca bianco-verde, ma da amico personale di due ragazzi che hanno rappresentato e rappresentano ancora degnamente la grande scuola dei cavalieri aretini, non solo in Piazza Grande ma in giro per l’Italia portando in alto il nome di Arezzo. I motivi della loro sostituzione possono essere i più validi, magari è subentrata in loro anche una certa disaffezione verso certi metodi d’ingaggio più simili al calcio che non a una manifestazione storica sulla quale tutta la città riversa amore e che rappresenta un modo per guardarsi allo specchio riconoscendosi nel proprio passato. Trovo giusto che chi ricopre ruoli istituzionali e dice di tenere alla Giostra non faccia passare inosservate queste uscite di scena. Troviamo le occasioni per gratificare ufficialmente questi protagonisti che hanno contribuito a fare grande la nostra manifestazione: una cerimonia all’insegna dell’onore delle armi andrebbe comunque garantita. A cominciare da Gabriele e Luca Veneri”.

giovedì 16 settembre 2010

Macrì: “Stop alle macellazioni rituali e basta con il politicamente corretto della sinistra sull’immigrazione”

Dichiarazione del consigliere comunale Francesco Macrì (PdL):
L’Italia non è un paese xenofobo. Questo governo con la sua azione sta tentando di trovare soluzioni adeguate e in linea con l’Europa sui vari aspetti del problema “immigrati”. Molti di loro in Italia stanno bene, si integrano. Le tanto criticate espulsioni o respingimenti, il pacchetto sicurezza cosiddetto “Maroni”, mi sembra non abbia ricevuto la censura europea che in questi giorni sta colpendo Sarkozy per i suoi provvedimenti contro i rom. Questo è un paese aperto e libero che dà a chi arriva una qualità migliore della vita e solo la demagogia del centrosinistra poté gridare allo scandalo quando l’attuale governo affrontò il tema offrendo soluzioni adeguate.
Soluzioni che partono da un assunto: non possiamo negare l’esistenza di problemi che sorgono quando non governiamo il territorio, quando le amministrazioni come la nostra comunale, consentono la nascita di interi quartieri abitati da immigrati o addirittura lasciano aprire una moschea in un edificio adibito a magazzino. La politica dei ghetti è finta e falsa solidarietà. E se non c’è posto per tutti, molte saranno le persone che possono diventare manovalanza per la criminalità organizzata, la prostituzione, lo spaccio di droga. Quando si preferisce tollerare anche il peggio, in onore del “politicamente corretto”, si avallano le peggiori forme di schiavitù moderna. Si consentono strappi e deroghe alle leggi e ai regolamenti locali, permettendo che si celebrino riti religiosi in scantinati pur di dire: “noi siamo per la tolleranza, noi siamo quelli aperti, i buoni”. Non possiamo più stare a questo manicheismo di sinistra: dobbiamo dire in maniera chiara che come un prete cattolico o protestante non può celebrare messa in un locale non idoneo, così un imam non può fare altrettanto.
Allo stesso modo ritengo la macellazione rituale una orrenda pratica di morte che infligge agli animali inutili sofferenze. Il diritto di culto non può invadere, privandogliene, la dignità di un animale, che pur destinato alla macellazione industriale ha tutto il diritto di non soffrire. In Italia purtroppo c’è una legge assurda approvata da un governicchio nel 1998 che prevede che i diritti degli animali sono tali a meno che non vengano torturati per religione. Questa legge va abrogata immediatamente e quindi mi farò portavoce nei confronti dell’attuale governo di questa istanza. Nel frattempo chiedo al Prefetto di Arezzo, al Sindaco di vigilare su questa pratica, chiedendo che nelle macellerie non venga venduta carne di animali uccisi in tal maniera. Non solo le istituzioni devono fare il possibile per evitare questa orrenda pratica ma il senso civico non può permettere un tale rituale, così come poligamia e infibulazione. È inutile che l’assessore Cecchini partecipi solo a tavoli istituzionali e faccia collezione di uscite sulla stampa, nel segno ovviamente del “politically correct” presunto progressista che non perde tempo a invocare una moschea, ma è opportuno, visto che ha la delega alla salute degli animali, che ci proponga dati e numeri precisi sulla macellazione rituale. Nei prossimi giorni depositerò una interrogazione consiliare su questo argomento, ma rimane il fatto politico che per il centro sinistra la laicità delle istituzioni è da rivolgersi sempre e solo nei confronti della chiesa cattolica, mentre per altre religioni è pronto a mostrare il collo, in questo caso non il suo, ma dell’agnello o del cavallo di turno.‪

mercoledì 23 giugno 2010

Mazzielli (Giovane Italia): Maturità, il tema sulle foibe è un’autentica svolta

Il tema sulla tragedia delle foibe fra le tracce della prima prova di maturità rappresenta un'autentica vittoria culturale e una svolta storica nella scuola italiana.

Nel 2004 l’ on. Roberto Menia è il primo firmatario della legge nazionale che istituisce le commemorazioni per il 10 Febbraio di ogni anno del “Giorno del Ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli istriano-giuliano-dalmata”.

Ad Arezzo nel 2005 l’amministrazione comunale, tramite l’allora assessore Francesco Macri’, delibera l’intitolazione di una strada della città “Largo Martiri delle Foibe” per mantenere vivo il ricordo di quei tragici episodi della storia italiana.

In seguito si svolgono le celebrazioni e le iniziative della televisione pubblica, come la fiction “Il cuore nel pozzo”, su sollecitazione dell’allora ministro Maurizio Gasparri.

Per troppo tempo le foibe sono state vigliaccamente messe da parte, censurandole in ogni libro di storia, in nome di una ideologia sconfitta dalla storia. In tal senso lo sforzo di tutti i militanti del movimento giovanile a partire dal Fronte della Gioventù, passando per Azione Giovani e arrivando alla Giovane Italia, è stato molto proficuo nel mobilitare ed informare le nuove generazioni su una tematica che fino a poco tempo fa rappresentava un vero e proprio tabù.

A questo punto non resta che attendere i dati sulle percentuali di studenti che hanno optato per questa traccia proposta quest’anno dal Ministero dell’Istruzione, cosi’ capiremo quanti studenti hanno una purché minima conoscenza della tragedia delle foibe e soprattutto gli insegnanti dovranno iniziare a dare il giusto spazio a questi avvenimenti troppo a lungo dimenticati.

In questo modo renderemo finalmente onore a tutti i nostri compatrioti che hanno perduto la vita o che hanno dovuto subire l'esilio dalla propria terra e faremo enormi passi avanti verso una memoria condivisa che unisce l’Italia e gli italiani.

Andrea Mazzielli
Presidente Provinciale Azione Giovani – Giovane Italia
Consigliere Circoscrizione 2 Fiorentina - Arezzo

mercoledì 26 maggio 2010

Arezzo: flop telecamere in città

Il problema della mancanza di sicurezza ad Arezzo non soltanto è sempre piu’ percepito dai cittadini, ma è oggettivamente un dato reale. Infatti la recente installazione di 37 telecamere nelle zone a rischio non ha conseguito l’effetto desiderato per svariati motivi. Primo fra tutti il fatto che le registrazioni video non sono visionabili per individuare i soggetti, neanche di fronte ad atti vandalici e risse fra persone.
Prova ne sono vari avvenimenti susseguitisi di recente, ed in particolare anche dopo l’entrata in funzione dei primi 37 occhi vigili elettronici. Basti pensare ai danneggiamenti alle automobili parcheggiate nella zona del Palazzetto dello sport di San Lorentino per i quali non è stato possibile individuare i responsabili. Per non parlare delle risse che puntualmente durante le notti di ogni fine settimana si verificano davanti ai portici di Via Roma, spesso anche con l’intervento di ambulanze e forze dell’ordine. E non dimentichiamoci della telecamera in Piazza San Michele, la cui inutilità è provata anche dal fatto che i vigili urbani sono spesso costretti a presenziare al fine di evitare disagi ai residenti e commercianti della zona.
Sorge spontanea e lecita la domanda sull’utilità di queste telecamere dal momento che attualmente non svolgono la funzione di supporto alle forze dell’ordine al fine di individuare i protagonisti di queste situazioni sgradevoli che sempre piu’ si verificano nella nostra città.
E a questo punto è giusto chiedersi quale sia stato l’investimento economico sostenuto dall’amministrazione comunale per questo sistema di video sorveglianza ad oggi inefficiente che peraltro sarà ampliato per arrivare fino a 65 telecamere totali entro febbraio 2011. Considerando l’investimento effettuato (oltre 100.000 € da quanto si apprende sulle delibere comunali) e il risultato ottenuto (pari o inferiore a quello di telecamere finte non funzionanti) sicuramente sarebbe stato piu’ opportuno investire nel rafforzamento del personale della polizia municipale o nell’attivazione di servizi di vigilanza privata che avrebbero permesso maggior prevenzione grazie alla presenza fisica nel territorio.
In ogni modo se gli amministratori comunali erano cosi’ sicuri di intraprendere questa scelta per garantire la sicurezza dei cittadini, in quanto le telecamere rappresentano degli ottimi deterrenti contro i ripetuti atti di vandalismo e per prevenire la microcriminalità, potevano almeno acquistarle finte visto che avrebbero soddisfatto lo stesso risultato attuale, ma sicuramente tutti gli aretini avrebbero ringraziato per la migliore gestione dei soldi pubblici.
Andrea Mazzielli
Presidente Provinciale Azione Giovani – Giovane Italia
Consigliere Circoscrizione 2 Fiorentina - Arezzo

lunedì 24 maggio 2010

“Il caso Brezzi-Ambrosio sempre più imbarazzante”

Dichiarazione del consigliere comunale Francesco Macrì

Leggo da un giornale abbastanza conosciuto che l’affaire Brezzi - Ambrosio è sbarcato agli onori della cronaca nazionale. Dalle dichiarazioni dell’assessore Brezzi si legge una sempre maggiore difficoltà a difendere un operato indifendibile anche con delle affermazioni del genere: “i vertici tecnici del Comune mi hanno garantito della legittimità dell’operato”.
Su questa affermazione viene meno la caratura politica di un uomo che conferma che l’unica attività alla quale rimane molto affezionato è scaricare la responsabilità, oggi, sui tecnici. Premesso che un conto è la legittimità degli atti amministrativi e un conto è l’opportunità di questi, al Professor Brezzi sfugge tuttavia il passaggio cruciale che obbliga noi uomini politici a rispondere delle attività svolte quando ricopriamo il ruolo di assessori. Questa responsabilità nasce dal fatto che ci presentiamo agli elettori e ci proponiamo punto d’ascolto e punto di gestione per il bene collettivo. Questo può apparire retorico ma in realtà è molto, molto concreto ed è il motivo per cui gli assessori debbano rispondere ai cittadini del proprio operato. Ma questa sensibilità non può essere patrimonio di Brezzi, che è assessore, non va dimenticato, scelto da “sua maestà” in persona senza passare al vaglio degli elettori. Sì, sento già l’obiezione: tutti gli assessori sono scelti dal Sindaco e anche Lucherini delegava i propri fiduciari! Ma un conto è essere nominati assessori dopo avere affrontato le elezioni amministrative e preso centinaia, se non migliaia, di preferenze, legittimati dunque da un elettorato che non possiamo trascurare una volta assunto l’incarico di giunta. Un conto è stare lì per regalia proveniente dall’alto. Nascondersi dietro la legittimità data dai tecnici è imbarazzante prima di tutto per l’assessore stesso che pone in essere una così assurda difesa e in secondo luogo anche per quei tecnici che un domani dovranno continuare a lavorare con questo alto profilo di uomo politico.
Volevo inoltre ringraziare il presidente della Commissione Consiliare Cultura che ha voluto convocare martedì pomeriggio Brezzi per una audizione ufficiale. Aspetteremo con grande curiosità l’esito di questa commissione per presentare successivamente in una conferenza stampa i prossimi passi politici che intraprenderemo su questa vicenda. Ne posso anticipare uno: chiederò in consiglio la modifica dell’erogazione dei contributi a favore delle associazioni culturali eliminando la possibilità di affidamenti diretti, obbligando per qualsiasi erogazione l’assessorato a promuovere comunque un avviso pubblico. In secondo luogo proporrò una card di identità per le associazioni, una sorte di anagrafe comunale dell’associazionismo. In questa card dovranno essere contenuti dati tipo: anno di costituzione, regolarità contributiva e di pagamenti nei confronti di dipendenti e fornitori, obbligo di pubblicare nel sito internet del Comune i rendiconti contabili e amministrativi delle iniziative co-finanziate dal Comune e, per le associazioni che all’anno superano i 10.000 euro di contributi, l’obbligo di pubblicare sul sito internet del Comune i propri bilanci annuali. Forse così daremo una sterzata alla cattiva gestione e daremo a tutti una reale opportunità di misurarsi con gli eventi e la cultura cittadina.

domenica 16 maggio 2010

Il crepuscolo della giunta Fanfani

La cosa più incredibile della nota di Camillo Brezzi, è che si possa rispondere così ad una interrogazione seria, dove vengono citati fatti circostanziati ed oggettivi. La metodologia di screditare chi muove accuse precise, è strategia nota, ma è soprattutto il sintomo, direi drammatico, di non avere altri argomenti.
E’ inutile dire che l’assessorato di Camillo Brezzi è da sempre latitante in ordine a chiarezza e trasparenza. Questo è testimoniato anzitutto da moltissime interrogazioni, ove già da tempo si sono chiesti dati e cifre (ne è un esempio lo sperpero della mostra della Minerva e dei Della Robbia su tutto con la cifra parabolica di oltre 2 milioni di euro per complessivi 50.000 miseri visitatori in 6 mesi) e a cui tutt'oggi nessuno si è mai degnato di dare risposte. Oggi è abbastanza chiaro che ci si trova davanti ad una figura politica, quella di Camillo Brezzi, sicuramente sbiadita e non dall'età, ma dal suo modo di concepire la politica in senso baronale.
Gentile professore è duro accettare le critiche, ma le garantisco che è ancor più duro per la città sopportare lei e le sue strategie culturali, frutto di continui esborsi da parte delle casse comunali e dei cittadini, esborsi destinati ad iniziative flop, dove insieme al simbolo del comune vediamo spesso anche il marchio dell'università di Siena. Sono felice che lei rimanga al suo posto e lo sono soprattutto sul piano politico, visto che la sua permanenza in giunta favorirà ancor più la nostra prossima vittoria. Comunque rinnoverò in consiglio comunale la mia interrogazione ma non solo: le preannuncio anche che chiederò lumi sui suoi ultimi acquisti di libri.
Francesco Macrì

giovedì 13 maggio 2010

Macrì (An): “Malcostume e intimidazione al Comune di Arezzo”

Il consigliere comunale Francesco Macrì (An) ha depositato una interrogazione, destinatario il Sindaco Giuseppe Fanfani, che prende spunto dalle recenti notizie di stampa dove “si rileva che, in poco più di tre anni, sono stati accordati dall’amministrazione comunale, attraverso l’assessorato alla cultura, per la realizzazione di iniziative ‘invernali’ all’Ente Filarmonico Italiano, contributi per ben 212.728 euro, ai quali vanno aggiunti ulteriori contributi accordati per la realizzazione dell’ulteriore iniziativa ‘Giardino Profondo’.
La cifra parla da sola. E si commenta da solo il fatto che nonostante questa bella sommetta, l’Ente Filarmonico Italiano, organizzazione culturale senza scopo di lucro, abbia subito nel 2010 un pignoramento da parte di un concittadino esasperato dalla continue promesse di pagamento non mantenute! Senza considerare che su Facebook esistevano gruppi intitolati: ‘Coloro che devono riscuotere dall’Ente Filarmonico’. È tutto dire.
In virtù di questo atto di pignoramento, l’ultimo contributo di 72.916 euro accordato all’ente con la delibera 601 del 2009 non poteva essere interamente liquidato. Ecco allora comparire la delibera 194 del 29 marzo scorso con la quale il Comune di Arezzo prende atto dell’impossibilità dell’Ente Filarmonico Italiano di concludere il programma ‘I Grandi Appuntamenti della Musica 2009/2010’, decide di ridurre proporzionalmente l’importo del contributo ancora da liquidare all’ente e di destinare il residuo, pur sempre 11.000 euro circa, a una neo costituita associazione culturale no profit ‘Arezzo Città del Vasari’.
Guarda caso: la compagine societaria di quest’ultima è esattamente la stessa dell’ente filarmonico e fa riferimento alla signora Giulia Ambrosio, socia peraltro al 99 per cento e amministratrice di fatto della società Fontemura per la quale, come riferisce l’Ansa, si configura il fallimento con un buco da quattro milioni di euro, vendite sottocosto e assegni a vantaggio di altre società.
Sulla genesi di ‘Arezzo Città del Vasari’ ci sarebbe da scrivere molto: ma basterà sapere che essa risulta costituita in data 11 marzo 2010 con atto redatto dal notaio Fabrizio Pantani (repertorio 130470, raccolta 20420) e con un tempismo direi eccellente in vista di quel 29 marzo quando la giunta approva la suddetta delibera che destina a questo soggetto giuridico oltre 10.000 euro.
A fronte di questi presupposti, l’amministrazione come reagisce? Fa chiarezza? Macchè. Prende meramente atto di un articolo pubblicato su un sito on line e, tramite l’avvocato del Comune, nel pomeriggio del 5 maggio, telefona alla redazione, nella persona di Paolo Casalini, per richiedere le generalità dell’estensore del pezzo, onde poter ‘eventualmente’ sporgere querela per l’articolo pubblicato e soffocare, con l’intimidazione, le voci che cercano di rappresentare opinioni e inchieste sul malcostume amministrativo.
Il Sindaco per ora tace: noi invece gli chiediamo se è possibile conoscere la sua posizione in merito ai fatti sopra descritti; se non ritiene doveroso porre chiarezza sulla gestione amministrativa dell’assessorato alla cultura; se non ritiene doveroso pronunciarsi in ordine al ritiro delle deleghe all’assessore Camillo Brezzi; se ritiene corretto che sia stato l’ufficio legale del Comune a contattare un organismo di libera informazione al fine di ottenere dati per avanzare un’ipotetica e non precisata tutela giudiziaria. Non va dimenticato che gli uffici legali delle pubbliche amministrazioni sono pur sempre pagati dai cittadini ma che in caso di querele o atti che rientrano nella tutela giudiziaria della sfera personale creano una sorta di privilegio legale a favore di un assessore. Un punto che non ritengo un formalismo da cui prescindere ma sul quale inoltrerò una richiesta di parere all’ordine degli avvocati di Arezzo.

sabato 1 maggio 2010

“Un’amministrazione recidiva sulla trasparenza: un’altra trattativa privata a dir poco discutibile”

Dichiarazione di Francesco Macrì vice-capogruppo di An al Consiglio Comunale

Quanto avvenuto nell’ultima seduta di Consiglio Comunale mostra la cifra di questa amministrazione in termini di trasparenza e imparzialità. Siamo stati costretti, noi consiglieri, a sentire l’illustrazione e a votare una pratica che porta il Comune di Arezzo ad acquistare l’immobile dell’istituto Santa Maria Consolatrice nel centro storico della città per realizzarvi 19 mini appartamenti di varia tipologia e dare una risposta alle esigenze abitative delle ragazze madri. Bene, un contratto di questo genere, è stato fatto a trattativa privata! Questa forzatura è stata mascherata giocando sulla prevalenza delle finalità sociali sottese all’operazione e sulla sussistenza di un finanziamento regionale a fondo perduto in scadenza.
Diciamo subito che la scusa di finanziamenti regionali in scadenza non può far compiere forzature di questo tipo, anche perché siamo di fronte, a questo punto, a un vizio reiterato: l’acquisto di immobili senza bandi pubblici. Cos’è il Comune, un’agenzia immobiliare? È stato davvero emblematico ascoltare l’assessore Caporali e il dirigente, entrambi hanno palesato un’evidente difficoltà dimenandosi tra impossibilità di fare un bando pubblico per ristrettezza dei tempi, certificando così la disorganizzazione dei loro uffici, e giri di parole per giustificare un’operazione che privilegia un soggetto per scelta politica. Perché proprio quel soggetto? Perché non hanno trovato il tempo per partecipare al bando regionale senza ridursi agli ultimi giorni? Perché si è voluto ‘copiare’ l’ex primo rettore della Fraternita che a trattativa privata aveva acquistato immobili al prezzo doppio, si è poi scoperto, di quello reale? I protagonisti non sono stati in grado di fare un bando pubblico o non volevano farlo?
La legge, anzi la Costituzione italiana, pone principi imprescindibili sull’andamento della Pubblica Amministrazione: a maggior ragione quando si acquista un immobile, e si muove dunque denaro pubblico a vantaggio di un soggetto, essi vanno rispettati senza se e senza ma. Senza, soprattutto, le arrampicate sugli specchi di cui l’assessore Caporali e il Pd, i responsabili politici della vicenda, sono stati protagonisti: faccio questa affermazione con cognizione di causa ribadendo innanzitutto che dopo l’illustrazione in Consiglio Comunale dell’assessore la pratica prefigurava una vicenda ancora più oscura e nebulosa che in partenza, e che, non a caso ha ottenuto solo 13 voti e settori più prudenti della maggioranza stessa si sono astenuti dal votarla.

martedì 20 aprile 2010

Università Arezzo: le Istituzioni scelgano da quale parte stare.

Ormai da diverso tempo stiamo assistendo a dichiarazioni e prese di posizione da parte di tutti coloro che in qualche modo sono coinvolti nel mondo dell’università e degli esponenti politici locali. Purtroppo mancano le dichiarazioni ufficiali su cio’ che il Comune, la Provincia di Arezzo e gli altri principali soci intenderanno fare per garantire la sopravvivenza, ma soprattutto il futuro del corso di laurea in Economia ad Arezzo.

Analizzando i dati reali questo corso di laurea conta quasi 600 iscritti, di cui 150 al primo anno e secondo i dati forniti da “Alma Laurea” risulta fra i migliori corsi dell’Università di Siena in quanto a possibilità di occupazione nel mondo del lavoro dopo il conseguimento del titolo di studio.

In una recente indagine l’amministratore delegato del consorzio Polo Universitario Aretino, Caterina Tristano, ha reso noto che i tremila studenti universitari iscritti ai corsi aretini dell’Ateneo senese spendono 9 milioni di euro e che sarebbero oltre 17 milioni i soldi persi dal territorio se questi studenti cercassero una formazione altrove. E’ evidente che l’Università non rappresenta solo un valore culturale per una città come Arezzo, ma anche economico, una ricchezza derivante soprattutto dalla presenza di studenti provenienti da altre città e regioni. Senza dimenticare che la mancanza di strutture universitarie priverebbe la città di queste risorse e provocherebbe un notevole incremento della spesa delle famiglie, che dovrebbero mantenere i propri figli presso altre sedi universitarie.

D’altro canto c’è da ricordare il sistema prepotente con cui l’Università di Siena considera i distaccamenti di Arezzo e Grosseto, senza mai applicare un’effettiva parità di immagine e di offerta. Questo si evince anche dal fatto che venendo a mancare i soldi per pagare il mezzo di trasporto ai professori che devono trasferirsi ad Arezzo o Grosseto, si preferisce tagliare di colpo i due distaccamenti piuttosto che andare a verificare i conti amministrativi dell’ateneo.

Dopo aver ricordato questi dati oggettivi, i principali soci fondatori del consorzio polo università aretino devono fare alcune riflessioni: È meglio investire 7,7 milioni di euro nel parcheggio multipiano dell’ospedale San Donato, che incrementa gli attuali 600 posti auto di nemmeno 150 unità, o salvare l’università ad Arezzo con una spesa inferiore all’1% di questa cifra? E’ meglio costruire la Casa delle Culture con una spesa di 888.000 euro, della quale non si capisce l’utilità, o permettere ai giovani di poter continuare a frequentare un corso universitario nella propria città? E’ meglio l’acquisto di 410 cestini rossi non differenziati ad un costo di 180.000 euro o salvare l’università di Arezzo con 60.000 euro? E’ meglio contribuire all’organizzazione fallimentare dei festeggiamenti del Capodanno aretino con ben 24mila euro, fra l’altro mai svoltisi, o sostenere un corso di laurea nella stessa città con poco piu’ del doppio di questa cifra? E’ meglio continuare ad ostinarci nel fare costosi sondaggi e convegni con relativi rinfreschi sul futuro delle Circoscrizioni (quando sappiamo che ad Arezzo nel 2011 non ci saranno piu’) o investire quei soldi per garantire un percorso di studio universitario nella nostra città?

L’elenco potrebbe essere molto piu’ lungo, ma in questo momento ci interessa che Comune, Provincia di Arezzo e tutti gli altri soggetti coinvolti selezionino le priorità da affrontare con l’auspicio che una volta tanto si ricordino veramente dei GIOVANI.

Andrea Mazzielli
Presidente Provinciale Giovane Italia – Azione Giovani
Consigliere Circoscrizione 2 Fiorentina - Arezzo

Luca Valdambrini
Responsabile Azione Universitaria - Arezzo
Consigliere di Facoltà di Economia

giovedì 15 aprile 2010

Arezzo: la rabbia degli studenti di Economia

Le indiscrezioni sulla facoltà di Economia di Arezzo trapelate ormai da qualche tempo, purtroppo hanno trovato riscontro in questi giorni nei mezzi di informazione. Il primo anno del corso di economia ad Arezzo rischia di essere tagliato se le istituzioni non troveranno le risorse necessarie per ripianare il buco di circa 60.000 euro. In particolare la richiesta portata avanti dal preside della facoltà di economia di Siena, Angelo Riccaboni, nei confronti delle istituzioni locali, è quella di porre una maggiore attenzione al polo universitario aretino, in questo caso al corso di Economia.
In effetti nel corso di Economia a Grosseto, dove il problema è simile, il Presidente della Provincia di Grosseto e il Sindaco del capoluogo hanno già dato la loro disponibilità nel fornire le risorse necessarie per permettere la regolare continuazione del corso di laurea. Per di più il corso di laurea in economia di Arezzo presenta ogni anno circa 150 nuovi iscritti ed inoltre gli studenti laureati in questo corso trovano lavoro nell’88% dei casi entro il primo anno dalla laurea (dati del 2009), risultando quindi fra le migliori triennali della facoltà di Economia di Siena. Questi dati forniti da Alma Laurea evidenziano che la possibile interruzione di questo corso di laurea sarebbe una scelta quantomeno inopportuna e sciagurata.
Per questi motivi sopra citati gli studenti iscritti alla facoltà di Economia, e più in generale tanti giovani in procinto di iscriversi all’università, sono molto perplessi dal momento che si vedrebbero negata la possibilità di frequentare uno dei corsi più validi della facoltà di Economia e non per ultimo si negherebbe pure l’opportunità a coloro i quali per ristrettezze finanziarie non possono permettersi di studiare fuori sede. Sarebbe necessario che tutte le istituzioni, Comune e Provincia di Arezzo in primis, si attivassero per trovare le modeste risorse economiche per garantire la sopravvivenza del corso di laurea al quale Arezzo e suoi giovani non possono, e non vogliono, rinunciare.
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Luca Valdambrini
Consigliere di Facoltà di Economia
Responsabile Azione Universitaria – Arezzo
Nicola Righi
Studente corso Economia - Arezzo