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mercoledì 23 giugno 2010

Mazzielli (Giovane Italia): Maturità, il tema sulle foibe è un’autentica svolta

Il tema sulla tragedia delle foibe fra le tracce della prima prova di maturità rappresenta un'autentica vittoria culturale e una svolta storica nella scuola italiana.

Nel 2004 l’ on. Roberto Menia è il primo firmatario della legge nazionale che istituisce le commemorazioni per il 10 Febbraio di ogni anno del “Giorno del Ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli istriano-giuliano-dalmata”.

Ad Arezzo nel 2005 l’amministrazione comunale, tramite l’allora assessore Francesco Macri’, delibera l’intitolazione di una strada della città “Largo Martiri delle Foibe” per mantenere vivo il ricordo di quei tragici episodi della storia italiana.

In seguito si svolgono le celebrazioni e le iniziative della televisione pubblica, come la fiction “Il cuore nel pozzo”, su sollecitazione dell’allora ministro Maurizio Gasparri.

Per troppo tempo le foibe sono state vigliaccamente messe da parte, censurandole in ogni libro di storia, in nome di una ideologia sconfitta dalla storia. In tal senso lo sforzo di tutti i militanti del movimento giovanile a partire dal Fronte della Gioventù, passando per Azione Giovani e arrivando alla Giovane Italia, è stato molto proficuo nel mobilitare ed informare le nuove generazioni su una tematica che fino a poco tempo fa rappresentava un vero e proprio tabù.

A questo punto non resta che attendere i dati sulle percentuali di studenti che hanno optato per questa traccia proposta quest’anno dal Ministero dell’Istruzione, cosi’ capiremo quanti studenti hanno una purché minima conoscenza della tragedia delle foibe e soprattutto gli insegnanti dovranno iniziare a dare il giusto spazio a questi avvenimenti troppo a lungo dimenticati.

In questo modo renderemo finalmente onore a tutti i nostri compatrioti che hanno perduto la vita o che hanno dovuto subire l'esilio dalla propria terra e faremo enormi passi avanti verso una memoria condivisa che unisce l’Italia e gli italiani.

Andrea Mazzielli
Presidente Provinciale Azione Giovani – Giovane Italia
Consigliere Circoscrizione 2 Fiorentina - Arezzo

martedì 22 giugno 2010

Maturità, la prima volta delle foibe Entusiasti gli esuli, la destra esulta

Per Gasparri "si ricompone una memoria collettiva", Alemanno si dichiara soddisfatto e la Meloni confessa che sarebbe stato il suo tema. Plaudono le associazioni degli esuli e il sindaco di Trieste

La prima volta delle foibe in un esame di Stato. E la prima volta - anche se in un'appendice - in cui viene utilizzata una dichiarazione di Mussolini come documento per costruire un tema. La scelta del Ministero dell'istruzione è destinata a non passare inosservata. Soprattutto a destra, che esulta e parla di un'autentica svolta.
Plaudono il Capogruppo del PDL al Senato Maurizio Gasparri, secondo cui "si ricompone una memoria collettiva", il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che parla di "scelta positiva", e il ministro per la gioventù Giorgia Meloni che, se avesse dovuto sostenere l'esame quest'anno, avrebbe fatto sicuramente quello sulle foibe.
Secondo il sottosegretario all'Ambiente Roberto Menia, primo firmatario della legge che ha istituito il Giorno del Ricordo, la scelta rappresenta "una bella vittoria sulla strada della giustizia", mentre per il membro del Pdl Renato Farina, della Commissione Cultura della Camera, è finalmente stato dato "uno schiaffo all'oscurantismo''. Paola Frassinetti, deputato del Pdl e presentatrice di una risoluzione in Commissione Istruzione per diffondere nelle scuole la conoscenza delle foibe, ha anche precisato che quella del Ministero è una decisione che "rende onore ai martiri".
La traccia non poteva naturalmente lasciare indifferenti le associazioni degli esuli e i rappresentanti istituzionali delle città che hanno vissuto da vicino quel periodo storico. Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha dichiarato che "finalmente il "secolo breve" è alle spalle", un'opinione condivisa dal presidente della Federazione degli esuli istriani, fiumani e dalmati Renzo Codarin, secondo cui "il tema sulle foibe è perfetto" e da Lucio Toth, presidente dell'Associazione nazionale Venezia-Giulia e Dalmazia (Angvd), secondo cui, malgrado le polemiche, "è meglio che se ne parli piuttosto che non".

giovedì 17 giugno 2010

Sen. Achille Totaro su nomine "Generazione Italia" in Toscana

L'On. Bocchino nomina responsabili Generazione Italia in Toscana.
Sen. Achille Totaro (Pdl) “Per Arezzo scelto personaggio condannato per peculato. Sarebbe questo il rinnovamento della politica?”
“L’On. Bocchino – si legge in una nota del Sen. Achille Totaro, componente della Direzione Nazionale del Pdl – si è recato ieri a Firenze per nominare i responsabili della corrente “Generazione Italia” in Toscana. Altisonanti discorsi hanno condito la presentazione del movimento, discorsi sulla moralità della politica, sul bisogno di rinnovamento, su un nuovo modo di "fare”,sulla volontà di costruire l’ Italia del futuro.
E’ davvero bizzarro il fatto che per Arezzo sia stato nominato Oreste Civitelli, ex presidente del consiglio comunale di Arezzo, condannato in primo grado per peculato a due anni di reclusione e a due anni di interdizione dai pubblici uffici per avere utilizzato un computer del suo ufficio in Comune per scaricare materiali pornografici da Internet. Alla faccia dei bei discorsi sulla moralità della politica! E sarebbero questi i personaggi che dovrebbero rappresentare una politica di rinnovamento? Chissà cosa ne pensa l’amico On. Bocchino, e chissà cosa ne pensa l’On. Granata, uno dei responsabili nazionali della componente ‘Generazione Italia’ e neo- paladino dell’eticità e della rettitudine in politica! E’ davvero questo il rinnovamento? Oppure si tira in barca quel che c’è pur di mostrare una presenza sul territorio? E’ il caso di dire anziché Generazione Italia, Povera Italia!”

sabato 29 maggio 2010

Lettera aperta del Capogruppo di AN-PDL Francesco Macrì al Sindaco Fanfani

Lettera aperta del Consigliere Francesco Macrì al Sindaco nell’interesse della città di Arezzo
Signor Sindaco, le sembrerà inconsueta e forse inopportuna questa mia lettera. Le scrivo per chiederle di azzerare la sua giunta.
La sua statura di uomo e di politico è messa quotidianamente a repentaglio dai suoi assessori mentre la città si aspetta ed ha bisogno di un’amministrazione seria, capace di idee e di soluzioni, in grado di affrontare un momento storicamente molto difficile. La città ha bisogno di uno scatto verso il domani che non siete in grado di fare. I suoi collaboratori hanno ampiamente dimostrato di non essere all’altezza del compito. Immagino che, così come tutti i consiglieri comunali e i cittadini informati, anche lei abbia sopportato con grande imbarazzo l’atteggiamento dell’assessore Brezzi, così goffo ed impacciato nella sua “difesa” dell’indifendibile: l’unico gesto di dignità sarebbe stato offrire le dimissioni ma al professore manca il coraggio. Ci pensi lei! Se non lo farà, questo modo, così “allegro”, di gestione delle risorse pubbliche vedrà coinvolta anche la sua personale immagine.
Lei oggi, azzerando la sua giunta, manderebbe un messaggio di grande responsabilità alla cittadinanza tutta. Una decisione in tal senso le offrirebbe l’opportunità di scegliere nuovi collaboratori, espressione diretta della città, politici e non, magari giovani e sicuramente ben più motivati e capaci.
Non creda che l’azione politica dell’opposizione si esaurisca nell’attesa di una sua caduta rovinosa: io amo la mia città, vorrei una guida amministrativa migliore e, benché io sia espressione di una forza politica a lei avversaria, le garantisco che la ritengo il sindaco di tutti, me compreso.
Durante quest’ultimo anno di lavori di consiglio abbiamo assistito ad un’azione di governo sbiadita e, secondo il sentire comune di molti nostri concittadini, dedita soltanto al piccolo cabotaggio. Dell’ineffabile Brezzi ho già detto, ma che dire di Vettese e del declino inarrestabile della più antica e nobile delle istituzioni cittadine (dopo il Comune, naturalmente), la Fraternita dei Laici? Oppure dei risultati disastrosi della gestione delle deleghe della signora De Robertis, protagonista della perdita di Arezzo Wave e della sua sostituzione con un evento di plexiglas come il Play Art? O ancora dell’ultima performance di Banchetti che si è dimostrato palesemente incerto nel gestire i lavori di Via Veneto fino alle ultime contraddittorie decisioni sul “senso di marcia”. E il volitivo assessore Dringoli, come fa a non accorgersi e porre rimedio al proliferare incontrollato di buche nelle strade della città? Oppure Marconi, mi sapete dire come fa a non capire che senza una sala operativa adeguata, le telecamere non servono a nulla; e, perché continua imperterrito a creare confusione nell’ambiente della giostra del Saracino? Poi, per finire e in tutta onesta, mi sa dire a cosa servono e cosa facciano Giustini , Caporali, Rossi?
La sua giunta e lei con loro avete aperto un fronte “di guerra” con gli ordini professionali, per quanto concerne un Regolamento Urbanistico privo di strategia, incomprensibile e dirigistico; un fronte con le Associazioni di categoria che non trovano il minimo sostegno in una crisi che si fa sempre più difficile da affrontare; un fronte con tutti i cittadini che non vedono risposte concrete e sono persino costretti a fare ore di fila presso lo Sportello Unico, peraltro vostro vantato fiore all’occhiello.
Se guardassimo complessivamente al suo mandato, fino ad oggi, troveremmo moltissime macerie e, se anche lei sapesse ben guardarsi intorno, capirebbe che non ha assessori in grado di dare un “colpo di reni” per costruire, ma semplici dilettanti, forse anche un po’ vagabondelli.
Quindi cancelli questa giunta e ancor prima di decidere per elezioni ad autunno provi con gente nuova, capace di dimostrare competenza e passione civica; insomma, faccia qualcosa, lo faccia per la città e per se stesso.
Per un calcolo politico di facile lettura, l’opposizione potrebbe preferire il perpetuarsi di una così disastrosa gestione, dove lei alla stregua di un pipistrello senza “radar” sbatacchia di qua e di là, ma non è il mio modo di intendere l’impegno politico. Io desidero che la nostra città viva serena e possa affrontare le prossime elezioni con spirito costruttivo. Le propongo, quindi, una “tregua politica, in cambio di un suo segnale forte: faccia fuori tutti e porti intorno a se persone in grado di svolgere il proprio lavoro con capacità e impegno, fuori da ogni consorteria, di sua personale fiducia. Dieci mesi di serio lavoro amministrativo e poi, alle prossime elezioni, sarà battaglia in nome del futuro della nostra città. Attendo una sua risposta.
Con cordialità
Francesco Macrì

mercoledì 26 maggio 2010

Arezzo: flop telecamere in città

Il problema della mancanza di sicurezza ad Arezzo non soltanto è sempre piu’ percepito dai cittadini, ma è oggettivamente un dato reale. Infatti la recente installazione di 37 telecamere nelle zone a rischio non ha conseguito l’effetto desiderato per svariati motivi. Primo fra tutti il fatto che le registrazioni video non sono visionabili per individuare i soggetti, neanche di fronte ad atti vandalici e risse fra persone.
Prova ne sono vari avvenimenti susseguitisi di recente, ed in particolare anche dopo l’entrata in funzione dei primi 37 occhi vigili elettronici. Basti pensare ai danneggiamenti alle automobili parcheggiate nella zona del Palazzetto dello sport di San Lorentino per i quali non è stato possibile individuare i responsabili. Per non parlare delle risse che puntualmente durante le notti di ogni fine settimana si verificano davanti ai portici di Via Roma, spesso anche con l’intervento di ambulanze e forze dell’ordine. E non dimentichiamoci della telecamera in Piazza San Michele, la cui inutilità è provata anche dal fatto che i vigili urbani sono spesso costretti a presenziare al fine di evitare disagi ai residenti e commercianti della zona.
Sorge spontanea e lecita la domanda sull’utilità di queste telecamere dal momento che attualmente non svolgono la funzione di supporto alle forze dell’ordine al fine di individuare i protagonisti di queste situazioni sgradevoli che sempre piu’ si verificano nella nostra città.
E a questo punto è giusto chiedersi quale sia stato l’investimento economico sostenuto dall’amministrazione comunale per questo sistema di video sorveglianza ad oggi inefficiente che peraltro sarà ampliato per arrivare fino a 65 telecamere totali entro febbraio 2011. Considerando l’investimento effettuato (oltre 100.000 € da quanto si apprende sulle delibere comunali) e il risultato ottenuto (pari o inferiore a quello di telecamere finte non funzionanti) sicuramente sarebbe stato piu’ opportuno investire nel rafforzamento del personale della polizia municipale o nell’attivazione di servizi di vigilanza privata che avrebbero permesso maggior prevenzione grazie alla presenza fisica nel territorio.
In ogni modo se gli amministratori comunali erano cosi’ sicuri di intraprendere questa scelta per garantire la sicurezza dei cittadini, in quanto le telecamere rappresentano degli ottimi deterrenti contro i ripetuti atti di vandalismo e per prevenire la microcriminalità, potevano almeno acquistarle finte visto che avrebbero soddisfatto lo stesso risultato attuale, ma sicuramente tutti gli aretini avrebbero ringraziato per la migliore gestione dei soldi pubblici.
Andrea Mazzielli
Presidente Provinciale Azione Giovani – Giovane Italia
Consigliere Circoscrizione 2 Fiorentina - Arezzo

lunedì 24 maggio 2010

“Il caso Brezzi-Ambrosio sempre più imbarazzante”

Dichiarazione del consigliere comunale Francesco Macrì

Leggo da un giornale abbastanza conosciuto che l’affaire Brezzi - Ambrosio è sbarcato agli onori della cronaca nazionale. Dalle dichiarazioni dell’assessore Brezzi si legge una sempre maggiore difficoltà a difendere un operato indifendibile anche con delle affermazioni del genere: “i vertici tecnici del Comune mi hanno garantito della legittimità dell’operato”.
Su questa affermazione viene meno la caratura politica di un uomo che conferma che l’unica attività alla quale rimane molto affezionato è scaricare la responsabilità, oggi, sui tecnici. Premesso che un conto è la legittimità degli atti amministrativi e un conto è l’opportunità di questi, al Professor Brezzi sfugge tuttavia il passaggio cruciale che obbliga noi uomini politici a rispondere delle attività svolte quando ricopriamo il ruolo di assessori. Questa responsabilità nasce dal fatto che ci presentiamo agli elettori e ci proponiamo punto d’ascolto e punto di gestione per il bene collettivo. Questo può apparire retorico ma in realtà è molto, molto concreto ed è il motivo per cui gli assessori debbano rispondere ai cittadini del proprio operato. Ma questa sensibilità non può essere patrimonio di Brezzi, che è assessore, non va dimenticato, scelto da “sua maestà” in persona senza passare al vaglio degli elettori. Sì, sento già l’obiezione: tutti gli assessori sono scelti dal Sindaco e anche Lucherini delegava i propri fiduciari! Ma un conto è essere nominati assessori dopo avere affrontato le elezioni amministrative e preso centinaia, se non migliaia, di preferenze, legittimati dunque da un elettorato che non possiamo trascurare una volta assunto l’incarico di giunta. Un conto è stare lì per regalia proveniente dall’alto. Nascondersi dietro la legittimità data dai tecnici è imbarazzante prima di tutto per l’assessore stesso che pone in essere una così assurda difesa e in secondo luogo anche per quei tecnici che un domani dovranno continuare a lavorare con questo alto profilo di uomo politico.
Volevo inoltre ringraziare il presidente della Commissione Consiliare Cultura che ha voluto convocare martedì pomeriggio Brezzi per una audizione ufficiale. Aspetteremo con grande curiosità l’esito di questa commissione per presentare successivamente in una conferenza stampa i prossimi passi politici che intraprenderemo su questa vicenda. Ne posso anticipare uno: chiederò in consiglio la modifica dell’erogazione dei contributi a favore delle associazioni culturali eliminando la possibilità di affidamenti diretti, obbligando per qualsiasi erogazione l’assessorato a promuovere comunque un avviso pubblico. In secondo luogo proporrò una card di identità per le associazioni, una sorte di anagrafe comunale dell’associazionismo. In questa card dovranno essere contenuti dati tipo: anno di costituzione, regolarità contributiva e di pagamenti nei confronti di dipendenti e fornitori, obbligo di pubblicare nel sito internet del Comune i rendiconti contabili e amministrativi delle iniziative co-finanziate dal Comune e, per le associazioni che all’anno superano i 10.000 euro di contributi, l’obbligo di pubblicare sul sito internet del Comune i propri bilanci annuali. Forse così daremo una sterzata alla cattiva gestione e daremo a tutti una reale opportunità di misurarsi con gli eventi e la cultura cittadina.

domenica 16 maggio 2010

Il crepuscolo della giunta Fanfani

La cosa più incredibile della nota di Camillo Brezzi, è che si possa rispondere così ad una interrogazione seria, dove vengono citati fatti circostanziati ed oggettivi. La metodologia di screditare chi muove accuse precise, è strategia nota, ma è soprattutto il sintomo, direi drammatico, di non avere altri argomenti.
E’ inutile dire che l’assessorato di Camillo Brezzi è da sempre latitante in ordine a chiarezza e trasparenza. Questo è testimoniato anzitutto da moltissime interrogazioni, ove già da tempo si sono chiesti dati e cifre (ne è un esempio lo sperpero della mostra della Minerva e dei Della Robbia su tutto con la cifra parabolica di oltre 2 milioni di euro per complessivi 50.000 miseri visitatori in 6 mesi) e a cui tutt'oggi nessuno si è mai degnato di dare risposte. Oggi è abbastanza chiaro che ci si trova davanti ad una figura politica, quella di Camillo Brezzi, sicuramente sbiadita e non dall'età, ma dal suo modo di concepire la politica in senso baronale.
Gentile professore è duro accettare le critiche, ma le garantisco che è ancor più duro per la città sopportare lei e le sue strategie culturali, frutto di continui esborsi da parte delle casse comunali e dei cittadini, esborsi destinati ad iniziative flop, dove insieme al simbolo del comune vediamo spesso anche il marchio dell'università di Siena. Sono felice che lei rimanga al suo posto e lo sono soprattutto sul piano politico, visto che la sua permanenza in giunta favorirà ancor più la nostra prossima vittoria. Comunque rinnoverò in consiglio comunale la mia interrogazione ma non solo: le preannuncio anche che chiederò lumi sui suoi ultimi acquisti di libri.
Francesco Macrì