Website Ribbon Azione Giovani Arezzo - Dx Amaranto

giovedì 2 aprile 2009

Macri': "il ruolo centrale della Polizia Municipale e le sottovalutazioni della Giunta Fanfani"

Più uomini e risorse per il Corpo.
Ed il centro destra raccoglierà le firme per una seduta straordinaria del consiglio dedicata alla sicurezzaLa Polizia Municipale non può avere un ruolo marginale nella sicurezza della città. Ha ragione il sindacato di categoria: l’amministrazione Fanfani l’ha condannata ad essere utilizzata solo per le multe e per il controllo degli autovelox.
Un danno enorme alla città che vede sottoutilizzate grandi professionalità ed un danno al Corpo della PM che vede svilire sia competenze che aspirazioni.
Ai problemi di oggi si aggiungono quelli determinati in passato e che trovano il loro simbolo nel logo del Pegaso invece che del Cavallino nelle divise e nei mezzi dei vigili urbani. Sono state assegnate funzioni alla Regione Toscana che hanno finito, solo ed esclusivamente, per determinare una minore autonomia e quindi una minore efficacia del nostro Corpo di PM.
Adesso è veramente necessaria una svolta. La richiede l’oggettività della situazione: l’omicidio dell’Orciolaia e la rapina a Saione sono soltanto gli ultimi episodi di una lunga catena. La richiede la disponibilità della PM. La richiedono, soprattutto, i cittadini che hanno bisogno di sicurezza e di qualità della vita.
Per questa ragione, nei prossimi giorni, avvieremo una raccolta di firme per chiedere una seduta aperta del Consiglio Comunale al quale invitare le forze dell’ordine e dalla quale far emergere, finalmente, un ruolo nuovo della nostra PM che deve essere centrale nelle attività di prevenzione ed in quelle sussidiare agli organi dello Stato, da svolgere in pieno e totale coordinamento con essi.
Per questa svolta di qualità, sono ovviamente necessarie alcune condizioni. E cioè che la PM abbia mezzi e risorse adeguate, che il personale attuale sia ulteriormente formato in vista dei nuovi compiti e che gli organici siano, in questa prospettiva, adeguatamente potenziati.
Fin d’ora possono essere fatte, comunque, alcune scelte. Ha ragione ancora una volta il Sindacato quando lamenta un’organizzazione del servizio vecchia di 20 anni e se l’orologio della PM è rimasto fermo, non altrettanto è accaduto a quello della città e delle persone. Oggi la notte è vissuta e, anche in considerazione di nuovi fenomeni sociali, non sempre in modo positivo. Aumentano problemi e rischi per i giovani e per le persone che intendono avere una vita sociale normale, soprattutto nei fine settimana. Il turno di notte per la PM è quindi fondamentale.
Il no che il sindacato ha ricevuto dall’Amministrazione comunale conferma quale orientamento abbia la Giunta Fanfani: in termini di sicurezza si fanno incontri e attività di comunicazione, in modo particolare da parte dell’Assessore alla sicurezza Marconi che scarica responsabilità sul Governo ma non svolge attività concrete e reali. Il centro sinistra conferma la sua storica predisposizione a sottovalutare il tema della sicurezza, anche di fronte ad emergenze reali e tangibili.
*
Francesco Macrì
Consigliere An Comune Arezzo
Dirigente Nazionale Azione Giovani

Macrì: “Maggioranza Fanfani finita, il Sindaco valuti l’opportunità di dimettersi”

Il dato politico che emerge dalla vicenda di oggi in Consiglio Comunale è il seguente: assistiamo allo scioglimento della maggioranza politica del 2006, un processo da tempo avviato e che ha raggiunto l’esito finale.
D’altronde la contraddizione implicita in una maggioranza che raccoglieva fin dall’origine posizioni poco conciliabili, come abbiamo sempre denunciato, è adesso conclamata in maniera evidente.
In questi mesi abbiamo assistito a fuoriuscite da gruppi consiliari, rimescolamenti di gruppi, scomparsa di altri, penso a Verdi e Rifondazione Comunista, assessori che rappresentano elettori senza rappresentare i consiglieri e altri sconfessati come è il caso del Partito Socialista con Alessandro Caporali. Oggi, alla prima occasione importante, la realizzazione di un parcheggio multipiano in zona ospedale, abbiamo avuto due segnali politicamente dirompenti:
- senza i voti della Sinistra Fanfani non governa;
- il numero legale è venuto meno per assenza del Sindaco e di 5 consiglieri comunali del PD.
Spettacolo non edificante, da un punto di vista politico, di un Sindaco senza numeri, sparito dopo le prime interrogazioni, timoroso di affrontare le divisioni della sua maggioranza. Maggioranza i cui resti, viste le decisive assenze sopra ricordate, sembrano sfaldarsi come il resto della coalizione.
I modesti risultati di questi 3 anni di amministrazione Fanfani sono sotto gli occhi di tutti e vanno ricondotti a quella contraddizione originaria che ne impedisce l’operato. È arrivato secondo me il momento di fare una scelta coraggiosa per il bene di Arezzo: dimettersi”!
*
Francesco Macrì
Consigliere An Comune Arezzo
Dirigente Nazionale Azione Giovani

domenica 29 marzo 2009

I ragazzi di An contenti: contageremo Forza Italia


I giovani di Alleanza nazionale non si fermano più: hanno combattuto le battaglie culturali e politiche ai tempi del Movimento sociale, piangendo per strada qualche compagno di avventura rimasto vittima del terrorismo politico; sono transitati dalle parti di Fiuggi nel 1995 per entrare con entusiasmo nel progetto di Alleanza nazionale firmato da Gianfranco Fin; una settimana fa si sono dati nuovamente appuntamento a Roma per salutare questa esperienza e consegnarla al futuro che avanza, il Popolo della libertà.

Da questo fine settimana si ritroveranno a fianco dei giovani di Forza Italia. Loro, i ragazzi di Azione giovani, come stanno vivendo queste ore? Libero-news.it lo ha chiesto direttamente ad alcuni ragazzi militanti.

Fiorenzuola D’Arda sta in mezzo alla pianura padana, con le colline piacentine che sorgono alle sue spalle. E’ terra di rossi emiliani, dove essere di destra risulta un po’ difficile. Eppure Fabio Gnocchi, 25 anni, nel 2006 è finito per essere consigliere comunale grazie ad Alleanza nazionale che l’ha candidato. «Mi sono avvicinato alla politica grazie alle battaglie di Azione giovani», racconta. «Perché hanno ricordato cose che gli altri non facevano: le foibe, i soldati di Nassirya e i giovani di destra rimasti uccisi». Fabio, come gli altri, non ha paura perché se è anche vero «che in passato abbiamo avuto vedute diverse su certi temi, io non voglio guardare al passato, ma al futuro». Da una provincia all’altra, non si cambia. Su nel Friuli, in quel di Pordenone, c’è Alberto Locatelli a guidare Azione giovani. Nemmeno lui vede con «particolare apprensione» il nuovo passaggio al quale è chiamato. Ed è una costante nelle risposte dei giovani militanti di destra. Entrare nel Pdl, d’altra parte, garantisce una maggiore visibilità, per quanto, sottolinea Alberto, «sia più facile vedere lo scontento che quelli contenti», riferendosi a qualche tuffo nel passato di chi non ha apprezzato l’ultima svolta del partito di Gianfranco Fini. Un Fini che ormai parla da uomo delle istituzioni, come qualche giorno fa, quando ha dichiarato che Mussolini, con gli occhi di oggi – quelli di presidente della Camera – non è più da considerarsi un grande statista.

I giovani del movimento non hanno paura: sapranno andare d’accordo con i colleghi e, promettono, sapranno prendere ciò che c’è di buono da loro e viceversa. Allora nessun rischio di imborghesimento? Assolutamente no, sono pure disposti a indossare qualche volta in più la giacca e la cravatta per andare ai convegni, «noi insegneremo ai ragazzi di Forza Italia a fare volantinaggio». «Tanto noi ci sentiremo comunque dei militanti, pronti a ritrovarsi per mettere su un gazebo o stare in mezzo alla gente, per le strade e nelle piazze», aggiunge Gianmario Mariniello, di Aversa, che considera il passaggio di questi giorni come «il compimento del progetto tatarelliano di un contenitore unico» contro la sinistra. Il processo di fusione sarà comunque ancora un po’ lungo, occorrerà un anno prima che le cose vengano sistemate a livello organizzativo. Nel frattempo continuerà il processo di avvicinamento anche perché già tante cose sono state fatte insieme con gli azzurrini.

Azione giovani ha alle spalle le battaglie per l’autodeterminazione dei popoli, le feste di Atreju, gli scherzi goliardici ai politici che salivano sul palco a Roma. Battaglie che non appartengono solo ad una classe politica, ma che sono patrimonio di un popolo.

Lavinio Prono, scesa da Milano a Roma per seguire i lavori congressuali, ha seguito con attenzione il discorso di oggi di Gianfranco Fini. Un discorso che ha levato di mezzo «qualsiasi dubbio e ha confermato che lui è il secondo leader del Pdl». Sul futuro del movimento giovanile, anche lei, non ha timori o paure perché «i movimenti giovanili da tempo lavorano assieme». Come a voler dire che, in fondo, il Popolo della libertà è nato, prima che tra i capi, tra i giovani. Militanza, impegno e collaborazione: i giovani di An continuano a correre spediti, guardando avanti.

tratto da Libero News

sabato 28 marzo 2009

PDL: LA RUSSA, NASCE PARTITO MODERNO ED EUROPEO


La nascita del Pdl "è nello stesso tempo un punto di arrivo e un punto di ripartenza. Il punto di arrivo di un'antica ambizione di tre generazioni di gente di destra, che ha sempre sognato di costruire un partito capace di raccogliere tutti gli italiani che hanno valori comuni, antitetici a quelli di sinistra. Il punto di ripartenza, invece, è rappresentato dal fatto che nasce un partito europeo, moderno, capace di aiutare l'Italia a dare risposte alle attese dei cittadini". Lo dice Ignazio La Russa, ministro della Difesa e reggente di An, nel giorno dell'avvio del congresso fondativo del Pdl, 27 Marzo 2009.

martedì 24 marzo 2009

Meloni, La Russa e Gasparri su Popolo della Libertà

"Nessuno è senza partito". Così il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, risponde ai giornalisti che gli chiedono se, dopo la confluenza di An nel Pdl, non si senta senza partito."Non ho mai creduto - spiega - che il mio percorso politico e culturale, la mia storia, la mia identità, la mia comunità dipendessero da un contrassegno elettorale. Ieri c'era il mio percorso e la mia comunità, oggi c'è il mio percorso e la mia comunità, domani ci saranno ancora".Quanto al richiamo, fatto ieri da Gianfranco Fini, a immaginare tra dieci-venti anni, Giorgia Meloni afferma di condividerlo pienamente. "Tutti sanno che ho chiamato il mio ministero della 'Gioventù ' perche' tentavo di dire che la politica deve tornare a occuparsi di dare risposte di lungo periodo. Avere una maggiore capacita' di lungimiranza, non limitarsi a cio' che torna immediatamente come consenso, perche' questo e' stato cio' che ha creato in Italia la devastazione che noi conosciamo". "Ho condiviso pienamente la lettura di Fini - conclude - l'ho trovata molto lungimirante, una bella sfida: non e' una cosa facile da fare. Pero' a noi le belle sfide sono sempre piaciute".
*
"Rimpianto sicuramente no, un po' di pathos, un po' di tensione morale sicuramente sì. Ma rimpianto no perché, l'ho detto anche durante il congresso, noi siamo convinti di entrare in un nuovo soggetto politico alla pari di Forza Italia con tutta la nostra storia, con tutta la nostra militanza, con tutta la nostra identità. Questa identità non è immobile, come ha detto Fini non è la coperta di Linus, quindi cambierà nel tempo ma cambierà per l'evoluzione naturale non perché si sia dovuto lasciare un pezzo della nostra identita' fuori dalla porta del Popolo della libertà". E' quanto ha detto Ignazio La Russa parlando a 'Panorama del giorno', in riferimento alla confluenza di An nel Pdl sancita ieri dal Congresso di Roma.
*
'L'elemento fondativo del Pdl, tra i tanti, e' stato un evento di una fisicita' totale: la manifestazione del 2 Dicembre del 2006. Cosa c'e' di piu' fisico, di piu' partecipato e di piu' antico di una manifestazione di persone'. Lo ha dichiarato il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri nel corso della rubrica settimanale di Gr Parlamento '60 Minuti'.'E' chiaro che sara' tutta un'avventura nuova, ma il Pdl sara' un mix di tanti elementi: iscrizioni telematiche, grandi referendum su grandi questioni, ma ci saranno anche le sedi comunali che non saranno chiuse e che sono lo strumento di partecipazione politica, piaccia o meno. Io, Alemanno, La Russa, Fini, ma anche la stessa generazione della Meloni e quelli che stanno venendo dopo siamo entrati in politica anche attraverso questo tipo di realta' '.'Noi - ha aggiunto - dobbiamo evitare la lotta tra potentati come nella vecchia Dc'. 'Per evitare questo ci sono due garanzie: una forte leadership e nel Pdl c'e' un leader forte che interpreta un sentimento democratico e popolare, perche' i voti parlano. Dopodiche' ci vuole anche un dibattito, una dialettica democratica - ha concluso - ed e' bene che ci siano'.

domenica 22 marzo 2009

PDL: LA RUSSA, NEL NUOVO PARTITO CON TUTTA LA NOSTRA STORIA E IDENTITA'

Dichiarazioni del reggente di Alleanza Nazionale e Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, durante i lavori del congresso presso la nuova Fiera di Roma.

"Non è lontano il momento in cui anche in Italia si parlerà del nostro schieramento, come per Sarkozy in Francia, della destra italiana, non di centrodestra". Questo uno dei passaggi dell'intervento del reggente di An, Ignazio La Russa, al congresso di Alleanza nazionale, in corso presso la Nuova Fiera di Roma. "E' un congresso diverso, straordinario - ha precisato - ma non è un congresso di chiusura", in quanto con l'ingresso nel Pdl "nasce il partito degli italiani".An entra nel Popolo della Libertà "con tutta la sua storia, con i suoi uomini, le sue donne, i suoi valori. In una parola con la sua identità", ha aggiunto La Russa sottolineando come "in questo governo tutte le tesi della destra sono transitate come tesi del Pdl", dal reato di immigrazione clandestina alle ronde, che erano sì una vecchia bandiera leghista, "ma che noi abbiamo ottenuto fossero decise dai prefetti, d'intesa con il sindaco, con l'intervento del comitato provinciale per la sicurezza, fra gli ex appartenenti alle forze dell'ordine e alle Forze armate".Sul rapporto An-Forza Italia, il reggente del partito di via della Scrofa ha spiegato che "sono sempre stati due gemelli, magari due 'gemelli diversi', ma sempre due gemelli Non c'è stata una sola occasione in cui ci siamo divisi e abbiamo dato vita ad altre coalizione". La Russa ricorda il momento di nascita del Pdl "quando fu dato l'annuncio a Piazza San Babila ci furono delle tensioni. An non era destinata obbligatoriamente al partito unico e non esitammo a manifestare la nostra contrarietà. Poi però i nostri due grandi leader si sono incontrati per far nascere il partito: e non fu un giorno come gli altri. Il destino aveva voluto che la mamma di Gianfranco e la mamma di Silvio venissero a mancare praticamente nello stesso giorno. In quei momenti un uomo dà il meglio di se stesso, è capace di compiere il massimo atto d'amore. E Gianfranco, con un atto d'amore, si recò da Silvio e con un grande atto di amore diede vita al percorso del Pdl".

venerdì 20 marzo 2009

"Parcheggio all’ospedale di Arezzo: vergognoso fare cassa sfruttando situazioni emotive"

Dichiarazione del consigliere comunale Francesco Macrì:
L’ennesima prepotenza amministrativa della Giunta Fanfani prende spunto da una situazione che i cittadini vivono con particolare coinvolgimento emotivo. Mi riferisco al progetto di nuovo parcheggio all’ospedale San Donato che porta con sé l’ennesimo obolo a carico degli aretini, stavolta colpiti mentre si recano a fare visita a parenti e amici. Davvero una dimostrazione di spiccata sensibilità!
Siamo dinanzi a un provvedimento pensato esclusivamente per fare cassa dove gli annunciati criteri sociali di ripartizione dei pedaggi appaiono confusi, dunque poco credibili, meri slogan per permettere agli utenti di ingoiare un boccone che si rivelerà molto amaro.
Ma sono due le questioni che mi preme sottolineare: la prima entra nel merito della struttura che, come annunciato, dovrà essere sopraelevata. Mentre il centrosinistra strepita contro leggi urbanistiche del Governo nazionale e presunti “condoni camuffati”, ad Arezzo pensa a una torre d’impatto visivo devastante per sopperire, così si dice, a un problema se non inesistente comunque risolvibile con altro genere di progetti. Sfido chiunque a dire che nel parcheggio attuale presso l’ospedale non si trova posto durante buona parte della giornata. Per le ore di maggiore afflusso, post-pranzo e tardo serali, le soluzioni sono a portata di mano se solo pensassimo a nuovi posti auto nelle zone limitrofe o al limite a un parcheggio interrato che eviterebbe l’effetto edilizio impattante sopra ricordato. La sosta potrebbe essere così ripartita: gratuita e ad alta rotazione all’esterno e a pedaggio ridotto per tutti nell’interrato.
Arriviamo all’altra considerazione, legata al ruolo di Atam. Viene affermato che i costi di realizzazione della struttura multipiano sarebbero a carico di questa azienda tacendo totalmente sul Comune. Siamo prossimi al “vendere fumo”: cos’è Atam se non un’azienda che opera non secondo criteri prettamente imprenditoriali ma sulla base di certezze di ritorno offerte, appunto, dal Comune di Arezzo che può ricorrere al credito indebitandosi per mantenerla finanziariamente solida? A ben vedere, i cittadini per quest’opera presuntuosa pagano due volte: il pedaggio del parcheggio e i costi che il Comune sopporterà per consentire ad Atam di realizzarlo.
Ecco dunque il “regalo” di Fanfani al quartiere di Pescaiola e ai cittadini, di tutta la provincia, costretti a recarsi in un luogo come l’ospedale dove non arrivano certo con il sorriso. Snaturando gli stessi fatti, facendo credere che viviamo una realtà ospedaliera caotica dove si creano giornalmente confusioni e ingorghi per il traffico che giustificherebbero politiche tariffarie per distogliere dall’uso dell’auto. Arezzo non è Careggi ma cercano d’inculcarlo per legittimare agli occhi dell’opinione pubblica un intervento identificabile soltanto come impopolare.