Walter
Veltroni invoca un'innovazione "programmatica e politica" per il suo PD.
Ma quale?
Queste parole rischiano di suonare vuote se
contestualizzate nel momento di estrema difficoltà che sta vivendo il leader del Patito Democratico: indagini ed avvisi di garanzia a parte, si considerino le problematiche politiche che assillano
Veltroni.
Di Pietro è straripante, aumenta i suoi consensi attingendo ad un elettorato tradizionalmente di sinistra, sottraendoli così direttamente al PD. In oltre l'ex magistrato, con i suoi toni sopra le righe e le sue
continue polemiche, mina qualsiasi possibilità di dialogo con la parte avversaria.
Dall'altra parte Massimo D'
Alema sta raccogliendo i suoi uomini e preparando una "riscossa" nei confronti di
Veltroni e vuole contendergli la leadership del PD, probabilmente per spostare il baricentro del partito a sinistra.
In quest'ottica le parole di
Veltroni hanno un senso: liberarsi sempre della figura politica di più di Di Pietro ed evitare il ritorno dei vecchi uomini di partito (leggasi
DAlema).
Ce la farà
Veltroni o sarà costretto a mollare?