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mercoledì 21 ottobre 2009

SABATO DALLE 16,00 MANIFESTAZIONE PDL PER AREZZO AL CONTINENTALE


Sabato 24 Ottobre 2009 dalle ore 16,00
Hotel Continentale AREZZO (Piazza Guido Monaco)

manifestazione del PDL


"Verso le elezioni Amministrative del 2011"


interverranno i consiglieri:

Macrì Ghinelli Lucherini Matteucci Cantaloni Borri Ammirati

parteciperanno: Tanti Angiolini Notaro D'ettore

con le conclusioni di On. Parisi e On.Bianconi.

giovedì 15 ottobre 2009

AZIONE GIOVANI A SOSTEGNO DEL MONUMENTO AI CADUTI AL LICEO CLASSICO DI AREZZO

La notizia dei giorni scorsi in merito all’iniziativa promossa da Vittorio Giorgetti per mantenere inalterata la statua e la targa dedicata alla memoria dell’aretino Vittorino Ceccherelli ci trova pienamente d’accordo. Si tratta del monumento presente nell’atrio del Liceo Classico di Arezzo che da oltre mezzo secolo lo commemora insieme ai Caduti.
In particolare Vittorino Ceccherelli, aviatore legionario, mori’ in uno scontro aereo con un pilota che conduceva un aereo sovietico. Ceccherelli fu insignito di varie onorificenze fra cui la Medaglia d’Oro al valor militare. La sua sensibilità riguardo a quel contesto storico si evince da alcune sue lettere: “Questa guerra è la peggiore di tutte“, “Dio ci salvi da questa carneficina umana”, “Questa guerra è la strage piu’ orrenda che la storia ha conosciuto”, “Il cuore è diventato un pezzo di pietra e non si sente piu’ nulla”.
La richiesta di rimozione della targa arriva da un presunto gruppo di cittadini residenti in Catalogna che si sente offeso per la commemorazione del nostro concittadino. In particolare vorremmo venire a conoscenza di quante sono e chi sono queste persone che fanno esplicito riferimento alla sinistra locale. E’ quindi evidente che la motivazione della richiesta di rimozione nasce da motivi ideologici e da personalità che vorrebbero riscrivere la storia.

Anche in Spagna i Monumenti ai Caduti della guerra civile, gli uni accanto agli altri, non sono mai stati abbattuti. Una ragione in più per non capire cosa spinge gli italiani in Catalogna a chiederne la rimozione al liceo classico di Arezzo. E’ facile capire che dietro questa operazione mediatica si nasconde la voglia da parte di una formazione politica di cavalcare la polemica.
Per questi motivi ci sentiamo di condividere l’iniziativa al fine di mantenere inalterato il Monumento ai Caduti presso il Liceo Classico “F. Petrarca” invitando le forze politiche e non, a sottoscrivere la suddetta petizione. Così dimostrando di avere a cuore la memoria dei Caduti e delle nostre radici.

Azione Giovani Arezzo

martedì 13 ottobre 2009

Il Castro? Una fogna a cielo aperto

Il monitoraggio biologico delle acque superficiali del fiume Castro effettuato nel mese di giugno scorso rivela che nelle quattro stazioni monitorate (Mulinelli, la Parata, Via Fiorentina e Montione) la qualità dell’acqua è estremamente variabile. In particolare la classe di qualità per la mappatura biologica delle acque viene stabilita da una scala che va da 1 a 5. La gravità della situazione è data dal fatto che nelle quattro stazioni campione viene rilevata sia la qualità migliore che quella peggiore. Questo a dimostrazione che il fiume Castro, dopo aver attraversato tutta la città ed aver ricevuto tutti gli scarichi urbani ancora non allacciati al collettore fognario, presenta il grado di qualità 5, equivalente ad un’acqua fortemente inquinata. Altra piaga legata al fiume Castro è il fenomeno della zanzara tigre, la cui proliferazione è favorita dalle condizioni del fiume stesso. Gli interventi estivi del comune di Arezzo anche quest’anno non hanno attenuato il problema come avrebbe dovuto. Durante il periodo compreso fra il 1 Aprile e il 1 Ottobre previsto dall’assessorato vi è un’ordinanza ben precisa per evitare il fenomeno delle acque stagnanti a seconda del tipo di zona pubblica o privata. Nel caso dei corsi d’acqua si parla di “soggetti pubblici o privati gestori dei corsi d’acqua che hanno l’obbligo di: curare la manutenzione dei corsi d’acqua onde evitare ostacoli al deflusso delle acque stesse; mantenere le aree libere da rifiuti o altri materiali che possono favorire il formarsi di raccolte stagnanti d’acqua; eliminare le eventuali sterpaglie”. Le ordinanze devono essere osservate da tutti indistintamente, oppure quando il soggetto è pubblico si puo’ chiudere un occhio?
Altro problema causato dal fiume, in particolare nella zona compresa fra lo sbocco al parco Ducci fino all’incrocio con la ferrovia in Via Marco Perennio è il fenomeno dell’erosione degli argini durante il deflusso delle acque che determina un continuo indebolimento ed allargamento degli argini a discapito delle abitazioni limitrofe.
In particolare, la provincia è l’ente al quale spettano le funzioni di difesa del suolo, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente e la prevenzione delle calamità. La circoscrizione fiorentina ha cercato di “segnalare” questi problemi all’amministrazione provinciale e comunale, ma conseguendo scarsi risultati. Quindi è doveroso che i rappresentanti degli enti preposti forniscano una qualsiasi risposta nel rispetto degli aretini che giornalmente osservano i loro doveri di cittadino.

Andrea Mazzielli
Consigliere An Circoscrizione 2 Fiorentina
Presidente Provinciale Azione Giovani – Giovane Italia

martedì 6 ottobre 2009

Lettera aperta a Liletta Fornasari, Primo Rettore della Fraternita dei Laici

"Per valorizzare il patrimonio artistico della Fraternita e della città tutta e per un un’adeguata attenzione al movimento musicale aretino che merita una grande considerazione"
Gli interventi pubblici del Consigliere Comunale Francesco Macrì hanno evidenziato alcuni aspetti della gestione degli ultimi tre anni della Fraternita dei Laici. Ne risulta una vicenda dalle tinte opache che, spero, non sarà difficile chiarire; ma non tocca certo a me il compito di esaminarne la congruità amministrativa. Restano però due aspetti che mi toccano, stante l’attaccamento che provo per questa istituzione cittadina. Il primo riguarda proprio te, stimata Liletta Fornasari: voglio, manifestandoti il mio sincero incoraggiamento per il difficile compito che dovrai affrontare, evidenziare almeno due grandi cose che è possibile fare negli anni che verranno, utilizzando le risorse , ancora grandi malgrado tutto, che la Fraternita possiede non solo in termini di patrimonio immobiliare e finanziario ma anche per il suo incommensurabile valore storico e quindi simbolico che essa rappresenta da quasi 750 anni. Le indicazioni che mi permetterò di dare devono però, necessariamente, tener conto delle scelte di politica pubblica sbagliate dal Magistrato uscente, e questo è il secondo aspetto.
Sappiamo tutti che, con riferimento alla legge regionale n°43 del 2004, le ASP devono occuparsi, come fine primario del loro agire pubblico, dei servizi alla persona e più propriamente dei Servizi Sociali; lo devono fare con azioni ed economie di importante “scala” e non soltanto con modeste, anche se utili, sovvenzioni ad associazioni di volontariato o cose simili. Devono quindi occuparsi, in maniera potente, di anziani, di disabili, di bambini, di istruzione, di cultura.
Un milione e seicentomila euro (cifra segnalata negli interventi di cui sopra ed ovviamente riportata nel bilancio dell’ente) avrebbero potuto essere una straordinaria leva finanziaria per realizzare grandi opere di urgente necessità sociale. Non posso non stigmatizzare l’acquisto di appartamenti (con resede e garage) quando sarebbe stato più giusto, più economico, più trasparente e più utile ristrutturare “Il Conventino” in via Garibaldi; ma lasciami immaginare la fusione con l’Istituto Fossombroni e quell’ambiziosa mia idea di realizzare una “cittadella degli anziani” , magari nei terreni di Fraternita nella campagna di San Leo. Quell’idea teneva conto della forza finanziaria della Fraternita e della necessità di fare ulteriore e grande cassa con la vendita dell’immobile che ospita l’Istituto Fossombroni. La fusione di cui sopra è ancora possibile; le risorse finanziarie ancora ci sono e la gestione sarebbe sicuramente molto economica e quasi interamente finanziata dal sistema socio-sanitario pubblico regionale. Gli anziani in fila per un posto dignitoso dove vivere sono sempre più numerosi ed attendono una risposta adeguata, moderna ed economica, per domani e per il futuro.
Non posso non considerare sbagliato un investimento di 760.000 euro in agricoltura: tutti sanno che il “primario” sta attraversando un periodo di crisi, che la Fraternita possiede già oltre 900 ettari di terreno che meriterebbero qualche sforzo finanziario per una migliore funzionalità; tutti sanno che l’Università di Firenze (proprietaria della fattoria di Dorna) non riesce a disfarsi di quel grande e bellissimo patrimonio, proprio perché non trova risposte nel mercato (tranne l’”acuto” senso del business del Magistrato uscente). Purtroppo sarà difficile rimediare a questo errore di investimento. Vorrei sbagliarmi ma non riesco a nutrirne la speranza.
Ma ancora resta il palazzo di Piazza Grande. Sappiamo che la rifunzionalizzazione del palazzetto sta dentro il grande progetto presentato nel P.I.U.S.S. ma quello che manca è un vero progetto per farne il “Palazzetto della Cultura” di Arezzo. Mi scuserai se ancora una volta metto in ballo me stesso: “ai miei tempi” c’era un’idea che aveva avuto molti sostenitori fra le persone che più da vicino sarebbero state interessate al migliore sfruttamento possibile di quello straordinario edificio. Si erano seduti con me ad un tavolo e si stava profilando la possibilità di un grande accordo cittadino fra istituzioni pubbliche e private. Se vorrai e se lo volesse il sindaco potreste cercare di completare l’opera. A proposito: se non dovesse andar bene con il P.I.U.S.S. potrebbe andare meglio quando sarà presentato l’ultimo bando ministeriale di Industria 2015, riguardante i beni culturali.
Sono certo che saprai lavorare al meglio sul versante culturale e che dovrai essere il fulcro di ogni progetto cittadino per l’anniversario della nascita di Giorgio Vasari. Immagino saprai valorizzare il patrimonio artistico della Fraternita e della città tutta e voglio augurarmi che vorrai anche mettere di nuovo un’adeguata attenzione al movimento musicale aretino che merita una grande considerazione. Con te la Fraternita dei Laici potrà rimettersi nel cammino che la storia e i suoi benefattori hanno indicato. Auguri.
Danilo Petri

giovedì 1 ottobre 2009

Macrì: “Sindaco facci sognare: una revoca bis per l’amministratore di Tenute di Fraternita”

Chi non è buono per il Re non è buono neppure per la Regina!
“Perché la mia non sembri una battaglia fondata sugli slogan, intendo citare la nota integrativa al bilancio 2008 della Fraternita: ‘In data 6 novembre 2008 si è proceduto all’acquisto di 4 unità immobiliari, site in via del Castro, Arezzo, per un importo di € 913.000,00 da destinarsi ad affitti agevolati in collaborazione con il Comune di Arezzo’. Ora, ci vuol dire finalmente Vettese da chi li ha comperati e perché non da altri? Perché in via del Castro e non in posti più convenienti? Ci dice poi perché chi ha bisogno di una casa popolare la vuole con il garage e il resede? Non è che gli assegnatari protesteranno perché non c’è la piscina? E ci spieghi anche Vettese perché la convenzione con Arezzo Casa e il Comune è stata fatta solo un mese e mezzo dopo l’acquisto come riportato nell’articolo di Arezzonotizie ‘Comune e Fraternita: insieme per la casa’ del 22 dicembre! Tra l’altro, il Comune per reperire gli alloggi propri un bando lo ha fatto, a differenza di Vettese. Forse la convenzione è stata fatta per dare una giustificazione postuma all’acquisto?
Veniamo adesso alla Fattoria di Dorna. Terreni ceduti con bando pubblico dall’Università di Firenze al Consorzio Valdarno Superiore scarl in proprio o per persona da nominare. Improvvisamente Vettese ‘è stato nominato’ cioè ha fatto fronte a un impegno preso da altri e anche qui ce ne dovrebbe spiegare le cristalline dinamiche.
Altro punto: per comprare i terreni la società Tenute di Fraternità, avendo solo il capitale sociale versato non è andata a prendere i soldi in banca come un normale operatore economico ma si è fatta prestare dalla casa-madre 770.000 euro, soldi spesi dalla Fraternita dei Laici per comprare un terreno che non risulta intestato a essa. Quindi, se Tenute di Fraternità gestite dal noto agronomo Gerardo Vettese dovesse fallire, la Fraternita perderebbe sia il credito sia il terreno (cioè un milione e mezzo di euro). Credo che gli aretini sia di destra, che di centro che di sinistra, che hanno a cuore l’istituzione Fraternita dei Laici si siano fatti una idea dell’accaduto e siano assolutamente contenti della sostituzione di Vettese con Liletta Fornasari che riporterà l’istituzione al prestigio che gli è dovuto.
Per quanto mi compete io continuerò, anche da solo, a fare il lavoro per il quale gli aretini mi hanno votato e chiederò da oggi al Consiglio Comunale un intervento della Procura della Corte dei Conti per verificare bilanci, atti della Fraternita e operato del Magistrato e dei sindaci revisori. Procura che Vettese stesso e il suo Sindaco e mentore Giuseppe Fanfani saranno felici di accogliere per mostrare gli splendidi risultati raggiunti.
Infine, un auspicio e una domanda. L’auspicio: considerate le serie motivazioni, non lontane dalle questioni rappresentate dal sottoscritto, che hanno portato alla revoca del sig. Vettese, non sarebbe il caso d’incaricare il nuovo Primo Magistrato di operare una seria verifica complessiva e procedere alla revoca dello stesso anche dal ruolo di Amministratore Unico di Tenute di Fraternita? Chi non è buono per il Re non è buono neppure per la Regina!
La domanda: siete ancora sicuri, cari concittadini, che questi amministratori, che pochi anni fa ci puntavano l’indice contro, sono i moralizzatori, gli anti-Lucherini, il nuovo della politica?
Riflettete.
Francesco Macri'
Consigliere An Comune Arezzo

mercoledì 30 settembre 2009

Emergenza volatili molesti

Volatile di notevole importanza come parassita delle aree urbane. Infatti non c’è paese in Italia in cui questo molesto volatile non causi danne a persone e a cose. E’ il piccione.
E non è semplicemente una questione di uccelli che sporcano e fanno rumore; il piccione è portatore direttamente o indirettamente di 60 malattie, alcune delle quali mortali, contagiose per l’uomo e gli animali domestici, fra cui salmonellosi, ornitosi, istoplasmosi e criptococcosi.
Sono inoltre portatori di cimici, zecche e acari che sono i loro ectoparassiti. Per questo motivo sono fonte di seri problemi igienico-sanitari, essendo questi insetti vettori di malattie infettive e potenziali parassiti dell’uomo.
La trasmissione di queste malattie avviene per mezzo degli escrementi dei piccioni, ma non è necessario il contatto diretto: il vento, gli aspiratori e i ventilatori possono trasportare la polvere infetta delle deiezioni secche nei luoghi frequentati dalle persone, innescando cosi’ i processi infettivi.
Un altro motivo per tenere lontano i piccioni dalle nostre città è per la salvaguardia del patrimonio monumentale, ridotto per buona parte in condizioni disastrose a causa della loro presenza.
Arezzo non è certamente risparmiata da questi volatili e per dimostrare cio’ è sufficiente citare un esempio su tutti: Via Garibaldi. E’ sufficiente percorrere il marciapiede per vedere in quali condizioni si trova e che è impossibile riuscire a percorrerlo interamente senza incorrere in una caduta di escrementi o di uova. Si tratta di una zona centrale della città che viene giornalmente percorsa dai cittadini e dai turisti. Ma soprattutto in quella strada si trovano le sedi della scuola elementare “Gamurrini”, dell’Istituto Magistrale “Colonna” e a pochi passi la scuola media “Cesalpino”. Potete immaginare le ripercussioni dal punto di vista igenico-sanitario in una zona frequentata da centinaia di bambini e ragazzi, oltre che da adulti.


Per il bene dei cittadini è urgente ed indispensabile che l’amministrazione comunale metta in atto quanto prima alcuni degli svariati metodi di dissuasione per i piccioni. Ne segnalo alcuni fra i piu’ economici che possono rappresentare le possibili e poco costose soluzioni: dissuasori a spilli in acciaio resistenti nel tempo, reti sottili fissate nelle parti dove si annidano i volatili, fili in acciao molleggianti e sistemi repellenti in pasta chimica.


Voglio ricordare che come consigliere della Circoscrizione Fiorentina, ho piu’ volte segnalato la situazione, ma la risposta è sempre stata vaga e rinunciataria. Ho anche segnalato la questione all’ufficio ambiente del Comune di Arezzo, che dopo aver effettuato una isolata pulizia, non ha eseguito nessun altro tipo di intervento.
Proprio in questo momento che precede il “presunto” rifacimento del marciapiede, nel tratto compreso fra l’incrocio con Via San Lorentino e Via Guido Monaco, è opportuno risolvere la questione, altrimenti questo intervento si rivelerebbe marginale, lasciando inalterati i piu’ importanti problemi igienico-sanitari e anche estetici.

Andrea Mazzielli
Consigliere AN Circoscrizione 2 Fiorentina
Presidente Provinciale Azione Giovani – Giovane Italia

lunedì 28 settembre 2009

Francesco Macrì: Chiedo al Sindaco di illuminarci sulla gestione della fraternità dei Laici.

“Una Fraternita depauperata su cui il Consiglio Comunale non può nulla” Comprati 4 appartamenti a 3.000 euro al metro. Affittati i terreni a 35 euro l'ettaro.
È tornato sulla vicenda Fraternita dei Laici il consigliere comunale Francesco Macrì (An) con un’interrogazione che “ha fatto scendere un silenzio di gelo sui consiglieri di centro-sinistra, almeno quei pochi presenti. Che i temi toccati abbiano sollecitato nervi scoperti?

Premesso che la nomina del nuovo primo rettore è caduta su una persona di indubbia competenza – ha proseguito Macrì – vorrei ricordare innanzitutto il metodo seguito: all’epoca di Luigi Lucherini si era instaurata la prassi di comunicare ai consiglieri comunali in via preventiva le nomine riguardanti le istituzioni cittadine più prestigiose. Adesso apprendiamo tutto dai giornali. Ma facciamo un passo indietro e guardiamo alla Fraternita sotto la precedente gestione Vettese: apprendiamo che nel 2008 sono stati spesi 1.678.000 euro di soldi pubblici in acquisti immobiliari senza alcun controllo preventivo né successivo da parte del Consiglio Comunale: tra essi, 4 appartamenti per un totale di 310 metri quadrati, costati praticamente 3.000 euro a metro quadro, una cifra spropositata che ad Arezzo si paga, ma non è detto, in via XXV aprile. Appartamenti comprati senza bando pubblico, direttamente da una società per la quale vorremmo sapere se esistono rapporti con componenti della giunta comunale. Poi cito i 26 ettari di terreno della fattoria Di Dorna, anche questi comprati senza bando pubblico e controllo consiliare dalla neonata società Tenute di Fraternita. Un affare ‘singolare’ visto che investire in agricoltura oggi è infruttuoso e che la società sopra citata è già proprietaria di terreni e quant’altro per portare avanti le sue attività agricole grazie all’affidamento da parte della casa-madre dei circa 1.000 ettari di terreno per 10 anni a 35.000 euro l’anno: praticamente a soli 35 euro l’ettaro all’anno a fronte di circa 700 euro che è il prezzo corrente di mercato. Il patrimonio della Fraternita dei Laici viene depauperato in modo scandaloso! Di Tenute di Fraternita registriamo inoltre l’auto-nomina del precedente primo rettore ad amministratore unico a 30.000 euro lordi di compenso l’anno.


Tutti antefatti che hanno portato 11 consiglieri di maggioranza a scrivere al Sindaco una lettera firmata dallo stesso presidente del Consiglio Comunale. Nessuno che ci abbia informato su un atto politico importantissimo al quale è seguito un costante accanimento verso l’ex primo rettore Vettese e le sue dimissioni. Dimissioni da Magistrato che in realtà gli hanno garantito un lauto futuro da amministratore unico di Tenute di Fraternita.
Se consideriamo infine che con la creazione della Multiservizi e la sua gestione dei servizi cimiteriali, la Fraternita si è spogliata di ulteriori competenze e patrimonio, ecco che la precedente gestione avallata dal Sindaco Fanfani ha prodotto l’erosione massiccia del patrimonio dell’istituzione più antica e prestigiosa della città e l’allontanamento della Fraternita dal controllo e dagli indirizzi del Consiglio Comunale. Chiedo al Sindaco se non si senta in dovere di illuminare il Consiglio Comunale su tale gestione, se lo stesso dovere non ritiene di esercitarlo l’ex Primo Magistrato, se l’assemblea non debba essere più informata degli ‘ottimi’ risultati conseguiti. Risultati sui quali potrebbe essere opportuno un controllo economico-finanziario da parte dei consiglieri: un’eventualità che chiedo di valutare al Presidente del Consiglio Comunale”.