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lunedì 28 settembre 2009

Francesco Macrì: Chiedo al Sindaco di illuminarci sulla gestione della fraternità dei Laici.

“Una Fraternita depauperata su cui il Consiglio Comunale non può nulla” Comprati 4 appartamenti a 3.000 euro al metro. Affittati i terreni a 35 euro l'ettaro.
È tornato sulla vicenda Fraternita dei Laici il consigliere comunale Francesco Macrì (An) con un’interrogazione che “ha fatto scendere un silenzio di gelo sui consiglieri di centro-sinistra, almeno quei pochi presenti. Che i temi toccati abbiano sollecitato nervi scoperti?

Premesso che la nomina del nuovo primo rettore è caduta su una persona di indubbia competenza – ha proseguito Macrì – vorrei ricordare innanzitutto il metodo seguito: all’epoca di Luigi Lucherini si era instaurata la prassi di comunicare ai consiglieri comunali in via preventiva le nomine riguardanti le istituzioni cittadine più prestigiose. Adesso apprendiamo tutto dai giornali. Ma facciamo un passo indietro e guardiamo alla Fraternita sotto la precedente gestione Vettese: apprendiamo che nel 2008 sono stati spesi 1.678.000 euro di soldi pubblici in acquisti immobiliari senza alcun controllo preventivo né successivo da parte del Consiglio Comunale: tra essi, 4 appartamenti per un totale di 310 metri quadrati, costati praticamente 3.000 euro a metro quadro, una cifra spropositata che ad Arezzo si paga, ma non è detto, in via XXV aprile. Appartamenti comprati senza bando pubblico, direttamente da una società per la quale vorremmo sapere se esistono rapporti con componenti della giunta comunale. Poi cito i 26 ettari di terreno della fattoria Di Dorna, anche questi comprati senza bando pubblico e controllo consiliare dalla neonata società Tenute di Fraternita. Un affare ‘singolare’ visto che investire in agricoltura oggi è infruttuoso e che la società sopra citata è già proprietaria di terreni e quant’altro per portare avanti le sue attività agricole grazie all’affidamento da parte della casa-madre dei circa 1.000 ettari di terreno per 10 anni a 35.000 euro l’anno: praticamente a soli 35 euro l’ettaro all’anno a fronte di circa 700 euro che è il prezzo corrente di mercato. Il patrimonio della Fraternita dei Laici viene depauperato in modo scandaloso! Di Tenute di Fraternita registriamo inoltre l’auto-nomina del precedente primo rettore ad amministratore unico a 30.000 euro lordi di compenso l’anno.


Tutti antefatti che hanno portato 11 consiglieri di maggioranza a scrivere al Sindaco una lettera firmata dallo stesso presidente del Consiglio Comunale. Nessuno che ci abbia informato su un atto politico importantissimo al quale è seguito un costante accanimento verso l’ex primo rettore Vettese e le sue dimissioni. Dimissioni da Magistrato che in realtà gli hanno garantito un lauto futuro da amministratore unico di Tenute di Fraternita.
Se consideriamo infine che con la creazione della Multiservizi e la sua gestione dei servizi cimiteriali, la Fraternita si è spogliata di ulteriori competenze e patrimonio, ecco che la precedente gestione avallata dal Sindaco Fanfani ha prodotto l’erosione massiccia del patrimonio dell’istituzione più antica e prestigiosa della città e l’allontanamento della Fraternita dal controllo e dagli indirizzi del Consiglio Comunale. Chiedo al Sindaco se non si senta in dovere di illuminare il Consiglio Comunale su tale gestione, se lo stesso dovere non ritiene di esercitarlo l’ex Primo Magistrato, se l’assemblea non debba essere più informata degli ‘ottimi’ risultati conseguiti. Risultati sui quali potrebbe essere opportuno un controllo economico-finanziario da parte dei consiglieri: un’eventualità che chiedo di valutare al Presidente del Consiglio Comunale”.

martedì 22 settembre 2009

Macrì: “L’attentato di Kabul: il Comune di Arezzo non rispetta il lutto nazionale”

Dichiarazione del consigliere comunale Francesco Macrì (An):
Sei morti italiani nel più grave attentato compiuto dal terrorismo ai danni dell’Italia in Afghanistan. E tutto questo è passato come inosservato per il Comune di Arezzo dove non è stato fatto alcunché per rispettare la disposizione del Governo che ha decretato il lutto nazionale in occasione dei funerali di stato di lunedì 21 settembre.
L’amministrazione comunale aveva il dovere di comunicare a tutti i dipendenti l’obbligo di osservare un minuto di silenzio in memoria dei nostri militari attorno ai quali, salvo poche eccezioni di fanatici estremisti di sinistra, si è stretta l’intera nazione.
Ma di questa nazione evidentemente il Comune di Arezzo si è dimenticato di fare parte denotando un atteggiamento antipatriottico di cui è responsabile il Sindaco Fanfani. All’attentato, il Sindaco ha risposto limitandosi a esprimere una riflessione di carattere general-generico sul terrorismo ribadita anche a margine di una cerimonia che ha visto protagonista in Consiglio Comunale una parlamentare afgana. E non si confonda quest’ultimo evento, già previsto e che incidentalmente è caduto dopo la tragedia di Kabul, e l’obbligo di legge di seguire le modalità fissate dal Governo per dare seguito alla dichiarazione di lutto nazionale. Nessun dirigente è stato informato della cosa, sensibilizzato a rispettare questo momento, nessun ufficio comunale è stato messo in condizione di rendere memoria ai nostri morti. Bastava una e-mail ai dipendenti, come in passato in occasioni analoghe.
Di fronte a questo grave accadimento che ha fatto di Arezzo repubblica a sé, annuncio la presentazione al prossimo Consiglio Comunale di un’interrogazione e di un esposto al Prefetto. Non vorremmo che il Comune si sia perfino dimenticato di esporre la bandiera a mezz’asta, anche questo un dovere che vincola ope legis e non mera discrezionalità a seconda delle alleanze politiche contingenti.

sabato 19 settembre 2009

RACCOLTA FIRME PER ABOLIRE LA LEGGE SUI CLANDESTINI IN TOSCANA

Sabato 26 Settembre la federazione di Arezzo della Giovane Italia, movimento giovanile del PDL, darà il via alla raccolta delle firme per promuovere il referendum abrogativo della nuova legge regionale toscana sull’immigrazione.
In breve questa legge dà allo straniero clandestino e irregolare un diritto addirittura maggiore di quello che ha un immigrato regolare e il risultato sarà che ci riempiremo di clandestini a discapito della sicurezza di tutti i cittadini.
Alcuni articoli di questa legge mettono in evidenza che ogni immigrato, anche irregolare, ha diritto alle cure mediche, e che farà diventare la Toscana terra di conquista per l'immigrazione clandestina. E' una legge di cui si vergognano persino i sindaci di centrosinistra, poiché tendono a sminuirne l'impatto che avrà. Oltretutto va a danneggiare oltre che i toscani anche gli immigrati regolari, che da anni lavorano e sono integrati nel tessuto sociale toscano.
L’indignazione nasce dal fatto che la legge toscana consideri, per tutte le «persone dimoranti» nel territorio regionale, «anche se prive di titolo di soggiorno», la possibilità di fruire degli «interventi socio-assistenziali urgenti e indifferibili, necessari per garantire il rispetto dei diritti fondamentali riconosciuti ad ogni persona in base alla Costituzione e alle norme internazionali».
Un grave atto di discriminazione al rovescio, che apre una prospettiva inquietante per la Toscana quale inevitabile terra promessa per tutti gli irregolari e i clandestini d’Europa, generando di fatto una zona franca a giuridisdizione differenziata nel nostro continente
Pertanto appuntamento a Sabato mattina al mercato cittadino e a Sabato pomeriggio nel centro cittadino di Arezzo per approfondire la questione e firmare per abolire questa vergognosa legge regionale.

giovedì 17 settembre 2009

Fieri di essere italiani

Chissà se il Guardian, il Times, il Pais, il Financial Times, Die Zeit, Le Monde e tutti gli altri giornali de mondo che hanno trasformato l’Italia nella loro personale ossessione, oggi troveranno spazio nelle loro pagine per raccontare che paese è davvero il nostro. Chissà se riusciranno per un momento a distogliere lo sguardo dai loro incubi berlusconiani e guardare all’Italia come a una democrazia che sacrifica i suoi uomini migliori perché la democrazia si affermi nel mondo.
Aspettiamo di leggere gli editoriali di quei direttori, tutti firmatari dell’appello di Repubblica sulla libertà di stampa, e vorremmo trovarvi per una volta parole di ammirazione e di rispetto per un Paese in prima linea nella difesa di quel che resta dell’Occidente e di un governo che è stato capace di non arretrare da quella frontiera nemmeno quando altri hanno cominciato a impaurirsi e tentennare.
L’Italia che i giornali internazionali oggi amano odiare è l’Italia di questi ragazzi, del loro coraggio, della loro consapevolezza, la stessa che li spinge a tornare sul campo anche quando i turni o le ferite potrebbero tenerli a casa. E’ l’Italia delle loro famiglie, che come nei giorni di Nassiriya, mostrarono al mondo il volto del loro dolore non sfigurato dalla rabbia o dalla rivendicazione ma pacificato dal senso di un dovere compiuto.
Ci vuole un paese forte e un paese sano per reggere queste prove, ci vuole un paese che ha netto il senso della sua missione nel mondo, del suo posto in Europa, della sua responsabilità per i valori che nutre e difende. E non è il paese che quella “grande stampa internazionale” ha visto e raccontato ai suoi lettori per mesi.
L’impegno italiano in Afghanistan e il prezzo che oggi è stato pagato dalle sei vittime dell’attentato talebano, spalanca d’improvviso la porta di questa Italia e mostra quei giornali e quei direttori intenti ai loro bisbigli e alle loro pruderie .
Per noi che ogni 23 novembre ricordiamo le vittime di Nassriya e il coraggio delle loro famiglie, resta di rimanere convinti che è giusto andar fieri di essere italiani.

lunedì 14 settembre 2009

ATREJU 2009 - OLTRE OGNI MURO

Si è conclusa ieri a Roma la storica festa nazionale Atreju che fu di Azione Giovani, oggi diventata patrimonio della Giovane Italia. Come negli anni scorsi, anche quest'anno Atreju ha visto come protagonisti i principali personaggi della vita politica e non. E come ogni anno gli ospiti sono stati di tutti i tipi e di varie idee, proprio perchè nello spirito degli organizzatori di questo evento c'è sempre stata come linea guida questa frase: "Chi ha radici forti non ha paura di confrontarsi con chi la pensa diversamente da lui".

La federazione provinciale di Arezzo ha partecipato a questo fondamentale incontro, momento di dibattito, divertimento, scambio culturale e conoscenza con le altre realtà provinciali.
Di fatto questo evento segna anche l'inaugurazione della nuova stagione politica dopo la pausa estiva.
Questi alcuni momenti della festa che potete vedere in modo piu' completa su Facebook sul profilo di "Azione Giovani Arezzo".


Andrea Mazzielli
Presidente Provinciale Giovane Italia - Azione Giovani

giovedì 10 settembre 2009

"Arezzo: centro storico in stato di degrado e abbandono”

Dichiarazione del consigliere comunale Francesco Macrì
“Sotto gli occhi di tutti c’è l’esempio eclatante del Prato. Polvere, manto erboso inesistente, senza impianto di irrigazione. Agli operatori e ai visitatori della Fiera Antiquaria di settembre si è aperto uno spettacolo deprimente. Arredo e decoro sono stati tuttavia dimenticati da questa amministrazione non solo però per il principale giardino della città, scelto peraltro, tanto per peggiorare la situazione, come luogo di molte manifestazioni estive che ne hanno accentuato lo stato di degrado. Per lo meno all’epoca di Arezzo Wave, si sceglieva lo stadio preservando l’erba con appositi teli.
L’intero centro storico è destinato a un generale abbandono! Nelle vicinanze della Pieve, il monumento più bello della città e a ridosso del salotto nobile di Piazza Grande, abbiamo sporcizia e incuria delle strade mentre sono ben due mesi che alcune rampe delle scale mobili sono ferme: l’interruzione del servizio si è verificata, guarda caso, nel periodo estivo, quello di maggiore affluenza turistica. Di tutto questo, dei disagi quotidiani e del danno d’immagine ricevuto, i cittadini possono ringraziare la Giunta.

L'incontro del Presidente Berlusconi con la Giovane Italia

"I nostri giovani sono missionari che devono andare a divulgare il verbo della realtà e dell’ottimismo". Così il presidente del Consiglio e leader del Pdl, Silvio Berlusconi, si è rivolto agli oltre 8 mila giovani del Popolo della libertà, per la prima volta insieme, che hanno preso parte alla giornata inaugurale di ‘Atreju '09 – Oltre ogni muro’, da quest'anno festa della Giovane Italia.
Sul palco a moderare il confronto ‘senza rete’ il ministro della Gioventù e leader della Giovane Italia, Giorgia Meloni, con la quale il premier si è intrattenuto in simpatici siparietti.
L'arrivo di Berlusconi è stato caloroso: entrata dall'ingresso principale e passerella tra gli stand e colonne di persone ai suoi lati, nelle vie dai nomi goliardici ('Via Castro da Cuba', 'Piazza delle maestre di italiano vittime di Di Pietro', 'Largo san Walter protettore del Pdl'). Poi sul palco, dopo gli iniziali applausi e il coro 'Silvio, Silvio, Silvio', il premier ha cantato l'inno di Mameli assieme ai giovani e ha iniziato a impartire loro una lunga lezione sull'attività di governo. Ha promesso misure edilizie in favore dei giovani, garantito che verrà cambiata la Costituzione per consentire ai diciottenni di essere eletti alla Camera e ai venticinquenni al Senato, annunciato la riforma dell’Università che premierà il merito e ha anticipato di lavorare alle celebrazioni in 100 città italiane per il ventennale della caduta del Muro.
Una platea gremita e attenta che ha riso quando Berlusconi ha indicato a chi gli ha fatto una domanda la posizione giusta per essere in favore di telecamera. O quando Giorgia Meloni ha provato a interromperlo e si è presa un affettuoso rimbrotto: “Ora parlo io – ha sorriso il Cavaliere - perché in Consiglio dei ministri parli solo tu... Mi sto prendendo una piccola rivincita...”.Berlusconi poi, nei quasi 90 minuti del suo intervento, ha anche parlato del Pdl: un partito “aperto” e “liberale”, al limite dell'anarchico e dunque pronto ad accogliere le idee di tutti e a battersi per difenderle. Certo, il primo “movimento del centrodestra, che punta a diventare veramente maggioritario nel Paese” arruolando “tutti i moderati e liberali italiani”, ha anche bisogno di “missionari della realtà”. Un partito che si affida alle scelte “di coscienza” sui “temi etici” e dunque che “non è una caserma”. “Rispetto la libertà di espressione – ha sottolineato il premier - perché siamo dei liberali e siamo pronti a lottare perché ciascuno possa esprimere la sua libertà”.Un confronto molto positivo dunque che ha trovato il leader del Pdl molto compiaciuto, così come lo è stato quando i giovani lo hanno applaudito per il saluto finale e hanno ricambiato con la frase: “La nostra patria è laddove si lotta per la libertà”.
Non prima però che ad Atreju ’09 fosse scattata una delle foto più belle e rappresentative: nella suggestiva cornice all’ombra del Colosseo sul palco è salita la campionessa mondiale di nuoto Federica Pellegrini per ricevere dalle mani del ministro della Gioventù e del presidente del Consiglio il ‘Premio Atreju ‘09’ quale ‘simbolo di una generazione che con grande sacrificio mette a frutto il proprio talento compiendo imprese sportive in grado di stupire il mondo intero’.