Website Ribbon Azione Giovani Arezzo - Dx Amaranto

lunedì 24 agosto 2009

Macrì (AN) su aeroporto: "surreale la proposta di Bettolle"

“Surreale e, per di più, subalterna a Siena”. Questa la valutazione di Francesco Macrì sulla proposta del Sindaco Fanfani per un confronto, in Toscana meridionale, sull’attivazione di un nuovo aeroporto nel territorio del Comune di Bettolle.
“E’ surreale perché non suffragata da dati ed analisi che possano confortare questa idea. Ed elementi economici e finanziari sono indispensabili perché gli aeroporti minori, in Italia, non hanno certo vita facile. E’ stupefacente la scelta di Bettolle perché finirebbe per impegnare risorse aretine in una struttura che verrebbe realizzata nella provincia di Siena. Una scelta in grado di confermare, qualora ce ne fosse bisogno, la subalternità di Arezzo alla città del Palio in ogni strategia che interessi i servizi pubblici: dalla sanità ai rifiuti, dal trasporto pubblico locale a quello, per ora solo immaginato, di natura aeroportuale”.
Secondo Macrì sono necessarie proposte concrete per dare risposte ai bisogni espressi dall’economia e dal turismo locale. “Ogni strategia deve avere ben chiaro il quadro generale nel quale ci stiamo muovendo. Un’indagine di Report ha evidenziato non solo come nella nostra zona ci siano gli scali di Ampugnano, Grosseto, Pisa e Firenze ma anche che nella pianura padana c’è un aeroporto ogni 50 chilometri. Verificando i bilanci si apprende che i piccoli aeroporti sono più un costo che un beneficio: alcuni hanno solo 100 passeggeri all’anno, altri poche migliaia”.
Elementi che devono indurre tutti alla massima concretezza anche per non disperdere risorse pubbliche: “si può quindi pensare ad un potenziamento dell’attuale aeroporto, rendendolo dignitoso ed adeguato alle attuali necessità di Arezzo. Si può poi avere un po’ più di coraggio e mettere a punto un’idea, come aveva cominciato a fare l’Amministrazione Lucherini, per realizzare, in un’area da individuare, un aeroporto di dimensione adeguate alla nostra realtà per collegamenti alle principali strutture italiane. E questo valutando anche l’ipotesi di un rapporto organico e di servizio con il Vespucci di Firenze che può essere immediatamente attivato. Quindi Arezzo quale “air terminal” con un collegamento ferroviario veloce che sarebbe certamente utile anche ai pendolari aretini che si recano a Firenze per lavoro. E questa è una proposta che ha le caratteristiche della funzionalità e della rapidità di esecuzione”.
C’è quindi bisogno di concretezza. “Sono consapevole che non siamo di fronte ad un problema di facile risoluzione, soprattutto in un momento di difficoltà economica – conclude Francesco Macrì. Ma certamente non può essere percorsa la strada dell’improvvisazione e delle proposte che hanno molto sapore politico ed inesistente concretezza imprenditoriale”.

venerdì 21 agosto 2009

Unità d'Italia, La Russa: i soldi ci sono

Il ministro La Russa è intevenuto per parlare dell'imminente 150esimo anniversario dell'unità d'Italia: «Sulla celebrazione dell'Unità d'Italia il presidente della Repubblica ha ragione. La mia non è di certo una critica a Bondi, il quale sta facendo un ottimo lavoro, ma i tempi sono stretti e bisogna mettersi all'opera. Non servono grandi soldi». Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intervistato dal Tempo. Per il coordinatore nazionale del PDL La Russa «la celebrazione dei 150 anni dell'Unità d'Italia deve essere un grande evento popolare e credo che il ministero della Difesa, che già organizza la festa del 2 giugno e quella del 4 novembre, possa dare un importante contributo». Quanto alla posizione della Lega, osserva, «loro non sono contrari, semplicemente non impazziscono e, comunque, il problema soldi non esiste, perchè quelli che occorrono sono per le infrastrutture, per fare la celebrazione vera e propria non servono grandi cifre. L'anno scorso - ricorda - per il settantesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale abbiamo speso circa 2,5 milioni. Ovvio, in questo caso se ne spenderanno almeno 10, ma non sono questi i soldi che mancano». Sul fronte della maggioranza, il ministro rileva che su federalismo fiscale, Roma Capitale, rilancio di Napoli e Abruzzo «la Lega è sempre arrivata a miti consigli», mentre sull'ipotesi di allargare all'Udc «a me non non piacciono le politiche dei due forni. L'Udc è compatibile con noi ma deve chiarire alcuni punti».

martedì 11 agosto 2009

Macrì: "come non si realizzano le grandi opere"

A proposito del palasport aretino
“L’incapacità della Giunta Fanfani non ha limite. Il loro motto è ‘non fare e non far fare’. L’ultimo atto di una quotidiana incapacità amministrativa ha fatto scappare quei pochi investitori interessati a un settore importante come lo sport, un settore negli ultimi anni disastrato sia per i grandi sport che per quelli minori.” E’ quanto afferma il consigliere Francesco Macrì, già assessore allo sport della Giunta Lucherini, in relazione alla notizia della mancata realizzazione del palasport che doveva sorgere in zona Pratacci. “Un progetto – prosegue Macrì – avviato dall’amministrazione di centro destra che aveva coinvolto gli assessorati allo sport e ai lavori pubblici con l’obiettivo di dotare la città di una valida struttura polifunzionale necessaria sia per la pratica sportiva che per eventi culturali, musicali e artistici di rilevo. Una struttura in grado di sopperire anche alla mancanza di un teatro cittadino. Il projet financing che noi avevamo definito avrebbe sicuramente consentito la realizzazione di questa importante opera cittadina così come è stato nel caso della piscina comunale, esempio di buona amministrazione in collaborazione con i privati che offre ai cittadini uno dei migliori impianti del territorio. La miopia di questa amministrazione ha determinato l’annullamento del progetto iniziale e ha aggiunto danno al danno con la proposta di un projet diverso che, se realizzato, sarebbe stato dannoso anche per la nostra piscina comunale che da poco ha visto l’approvazione di un ampliamento esterno in chiave estiva e ludico sportiva. I projet rappresentano oggi l’unico strumento virtuoso che gli enti pubblici possono usare per trovare risorse private e realizzare opere importanti per i loro territori. E’ il caso della piscina comunale di Arezzo, una delle prime esperienze italiane in campo sportivo con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Anche per il palasport sarebbe stato così se il projet che noi avevamo proposto non fosse stato “rivisto” facendolo diventare poco appetibile per gli investitori. E’ impensabile trovare risorse private se il Comune non fa la sua parte e non aiuta a stimolare i finanziamenti. Così sono scappati tutti. E Arezzo ha perso l’ennesima occasione per diventare un attraente “baricentro” tra Firenze e Roma grazie ad una struttura realizzata nella tangenziale che sarebbe diventata sede di importanti eventi a alla quale potevamo dare un nome di spessore, dedicandola a sponsor e personaggi di rilievo, come altre realtà hanno fatto”.

Di Pietro furioso col Partito Democratico

Riportiamo di seguito una parte di una simpatica intervista rilasciata dal leader dell'Italia dei Valori, Di Pietro, a Libero. Leggendola si puo' capire il difficile rapporto che lega il partito di Di Pietro al Partito Democratico. In sostanza è evidente come il Pd tenti di realizzare una futura alleanza con l'Udc piuttosto che rafforzare quella con l'Italia dei Valori, mentre Di Pietro sta lavorando ad un accordo con Grillo & C.
Che le ha fatto Nichi Vendola? Lo state attaccando col kalashnikov.
«Vendola si è all’improvviso ammalato di berlusconite, noi siamo la cura, gli stiamo dando ossigeno. Lui non è manco indagato, ma si rende conto che sta nella nave che sta affondando, di cui è il comandante. E invece di ringraziare i soccorritori la magistratura, s’arrabbia»
Esattamente un anno fa noi scrivemmo che Beppe Grillo avrebbe fondato un partito, e si sarebbe alleato con lei in un movimento valutato al 10%. Lei ci disse che era una pirlata. E ora?
«Mo’ sono contento del suo Movimento di Liberazione Nazionale: ha fatto una scelta giusta, combattere dall’interno»
Quelli del Pd non sono contenti
«Pazienza. Alle Europee ho fatto l’8%, da allora sono trattato come un appestato. Chiusura totale. Che a centrodestra lo capisco pure; ma con gli alleati è paradossale. Se ci fa caso il Pd parla sempre di fare alleanze ora l’Udc, ora con la Poli Bortone. A noi manco ci nominano: eppure senza l’Idv non avrebbero un solo consigliere comunale»
Come vede il congresso del Pd?
«Io col Pd non sono in buoni o in cattivi rapporti: semplicemente non ho rapporti. E ahò- se si mettono in testa di ricandidare Bassolino o Loiero l’anno prossimo... Uomo avvisato…»

sabato 8 agosto 2009

Gli strafalcioni dell'ex ministro Di Pietro

Famoso soprattutto per i suoi strafalcioni linguistici, l'attuale leader dell'Italia dei Valori non si fa mancare brutte figure nemmeno a livello di geografia del territorio. Ne è un esempio lampante la risposta inviata, quattordici anni fa, all'allora presidente della provinca di Bergamo (nella cui provincia lo stesso Di Pietro risultava residente), il leghista Giovanni Cappelluzzo. Il quale, nel luglio dello stesso anno, aveva inviato una richiesta al Tonino nazionale per chiedere informazioni e delucidazioni sul piano di intervento delle vie di grande comunicazione della bergamasca. Interventi indispensabili, secondo l'esponente del carroccio, per risolvere i problemi legati al traffico in una realtà allora molto vivace a livello produttivo, economico e turistico.
Di Pietro non ha familiarizzato piu' di tanto con il territorio in questione. Lo dimostra il fatto che nella risposta inviata l'allora ministro ha sbagliato la provincia di quattro strade su sei citate nel documento. In realtà quelle quattro strade, con la provincia di Bergamo, nulla c'azzeccano.
Con tonino si sa, anche la geografia, come la grammatica, diventa tutta un'ipotesi. Dall'Italia dei valori alla Lombardia degli errori.

mercoledì 5 agosto 2009

I GIOVANI DEL PDL VOGLIO CHIAMARSI "GIOVANE ITALIA"

Anche Silvio Berlusconi è d’accordo sul nome da dare al nuovo movimento giovanile del PDL: GIOVANE ITALIA. A parlargliene è stato il Ministro della Gioventù e Presidente Nazionale di Azione Giovani, Giorgia Meloni.
Il premier s’è subito convinto: ha alzato il telefono e chiesto cortesemente alla Craxi di liberare il nome, ‘per i nostri ragazzi’. Così, il movimento giovanile del Popolo della libertà si prepara a chiamarsi Giovane Italia”.
Lo scrive La Stampa, che spiega: “Per i ragazzi di Alleanza Nazionale, praticamente un ritorno alle origini: al movimento studentesco legato al Movimento Sociale Italiano, attivo tra metà anni ‘50 e fine anni ‘60, che si chiamava proprio così e per la prima volta adottò come simbolo la fiaccola. La stessa poi tramandata al Fronte della gioventù e ad Azione giovani, l’organizzazione di An confluita a marzo nel Pdl.

Da qualche giorno, sul sito azionegiovani.org, area An, e clikkasulfuturo.it, quota Forza Italia, è disponibile il sondaggio “Vota per dare un nome al nuovo movimento giovanile unitario”: in ballottaggio anche Giovani e Libertà e Generazione Futuro.
Ma, sussurrano i ragazzi del Pdl, la scelta è già fatta: e anche i voti on line vanno in quella direzione, 81% a Giovane Italia contro il 12% e il 6% degli altri due. A proporre questo nome, la ministra Meloni, che dei baby pidiellini è anche la presidente. ‘A me sarebbe piaciuto di più Giovani per la libertà’, sospira Francesco Pasquali, coordinatore dell’organizzazione, provenienza forzista.
‘Qualcuno collega Giovane Italia al movimento studentesco missino? La maggior parte delle persone non se lo ricorda neanche...’, minimizza.
‘Per noi evoca l’organizzazione dei giovani di destra degli anni ‘50, per altri il portato mazziniano e socialista’, confessa il dirigente e neo-europarlamentare Carlo Fidanza, cresciuto in An. La settimana prossima presenteranno i risultati ufficiali del sondaggio. Nel frattempo, i grafici sono al lavoro sull’elaborazione del nuovo simbolo: e non è escluso che si riproponga la fiaccola, stilizzata in qualche modo. Poi, dopo mesi di gestazione, molte riunioni per conciliare le due anime del movimento, discussioni accese anche durante il congresso, quando l’attacco di un ragazzo di An alla presentatrice azzurra Annagrazia Calabria portò a una lite tra forzisti e aennini, il battesimo ufficiale dovrebbe tenersi a metà settembre. In occasione del tradizionale appuntamento con Atreju, la festa cresciuta sempre di più negli anni, che ha ospitato politici di destra e sinistra, da Berlusconi a Veltroni. Portata in dote dai ragazzi di An”.

martedì 4 agosto 2009

La Russa: "Fini ha ragione, forse abbiamo esagerato"

Lo riconosco, il governo ricorre alla fiducia, ai maxiemendamenti spesso senza necessità, per semplificare o per accelerare". Ignazio La Russa non ha difficoltà ad ammetterlo. Il ministro della Difesa, alle prese con il varo delle misure-sicurezza prima delle ferie d'agosto, fa autocritica.

"Gianfranco Fini - dice il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa - ha ben detto, del resto questa è una preoccupazione di tutti i presidenti della Camera, da alcune legislature a questa parte. L'ha fatto con chiarezza. Fintanto che le regole sono queste, il presidente dei deputati è giusto che vigili affinché siano rispettate. Però il primo a rendersi conto che occorre una riforma globale e regolamentare del Parlamento è proprio lui. Lo dice da quindici anni che va rivisto il bicameralismo, che bisogna procedere a semplificazioni. I regolamenti andrebbero modificati ponendo ad esempio, una data ultima entro cui decidere".


"Infatti sostengo che ci si può sforzare di fare qualche fiducia in meno: ho dato il buon esempio l'altro giorno. Nel decreto anticrisi era stato inserito il finanziamento delle missioni militari all'estero. Sono andato alle commissioni parlamentari riunite esteri e difesa e ho dato il via libera perché fosse tolto dal decreto e diventasse un disegno di legge. È stato possibile anche perché c'è stata collaborazione tra una larghissima parte dell'opposizione e la maggioranza. Così si è realizzato il risultato di non sottrarre al Parlamento e alle commissioni una competenza che era loro".


"Ci vogliono meno voti di fiducia, i ministri devono avere più buona volontà e pazienza, e l'opposizione deve rinunciare a ritardare strumentalmente l'approvazione, o la bocciatura, dei provvedimenti. Questa è la ricetta".


"Gianfranco si è rivolto a tutti. Il problema c'è, anche se è un problema vecchio. Va affrontato. Nel breve periodo ci vuole una maggiore condivisione e una maggiore disponibilità a non strumentalizzare, a non esasperare le posizioni. Se lecitamente l'opposizione allunga i tempi, lecitamente il governo ricorre agli strumenti per accorciarli".

"Questa è la maggioranza più coesa dal dopoguerra a oggi".