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lunedì 28 gennaio 2008

Governo tecnico per le riforme o elezioni?

Molti, Veltroni in testa, si proprio colui che si dovrebbe ritirare, colui che dovrebbe badare ad essere Sindaco di Roma più che capo di un partito, sostengono che il paese necessiti di una nuova legge elettorale prima di tornare alle urne. Gli stessi indicano l'attuale sistema elettorale come causa dell'instabilità, con conseguente caduta, del governo Prodi.
Dimenticano però, questi signori, che quando le elezioni danno come esito un sostanziale pareggio, è difficile che un sistema multipartitico (anche troppo) come quello italiano, garantisca governabilità.
Dimenticano che a sinitra c'è uno schieramento che comprende una infinità di partitini e di fazioncine molto più che a destra.
Dimenticano, infine, che in un momento storio di declino economico e sfilacciamento sociale come quello che stiamo vivendo, dar vita ad un governo che si occupi poco più che della ordinaria amministrazione e di riforme istituzionali sarebbe un rischio enorme per chi rivendica il primato della politica sull'economia, dei valori sui "mercanti", delle emergenze sociali sui sistemi elettorali.
Si voti dunque, sciogliendo questo nodo gordiano con un netto colpo di spada.

sabato 26 gennaio 2008

Walter.... e la promessa

riesumiamo un "simpatico video" di un paio di anni fa, tratto dalla trasmissione di Fabio Fazio "Che tempo fa" (RAI 3).



Ci chiediamo, oggi, nonostante le promesse, perchè a sia capo del Partito Democratico invece di pensare a fare il Sindaco di Roma prima di ritirarsi....
Perchè si ritirerà, vero? Andrà a faere altro....
No, pensiamo tutti che sia impossibile; purtropo.
E ora, Signor Weltroni, ci dica chi è il "furbacchione" (come dice lei)...

venerdì 25 gennaio 2008

Diciamo addio al governo....

mettendoci una PIETRA sopra con un'immagine dissacrante........


ciao governo!




giovedì 24 gennaio 2008

Prodi coraggioso....

cerca i numeri al Senato della Repubblica.
Questo è il messaggio che qualche media vorrebbe far passare:
Romano non molla.

Ma è veramente coraggio o trattasi di ostinazione?
Guardiamo le definizioni:

Coraggio: forza d'animo nell'affrontare il pericolo o nell'avviare difficili imprese.

Ostinarsi:
rimanere fermo in un'opinione o in un atteggiamento con irragionevole tenacia.

(entrambe le definizioni sono tratte dal sito (DIZIONARIO ITALIANO)


Mi soffermerei sull'irragionevole tenacia che, a mio giudizio, contraddistingue l'atteggiamento di Prodi di "voler rimanere in sella".
Irragionevole tenacia che non è coraggio, ma ostinazione e presunzione di un uomo che spera di restare lì dov'è pur sapendo che senza Mastella ed i suoi senatori non ha più i numeri per Governare.
E così facendo controverte la volontà popolare che, alle ultime elezioni, lo ha fatto vincere, seppur di pochissimi voti, anche grazie all'apporto dei voti dell' Italia del partito di Mastella.

mercoledì 23 gennaio 2008

martedì 22 gennaio 2008

Stiamo per urlare.... CIAO ROMANO



E' finita.
E questa volta non ci sono possibili compravendite di senatori a tener banco, ma solo lo scandalo Mastella e moglie.
Fuori dalla maggioranza di governo lui, il governo non ha più i numeri in senato.


Attendiamo l'Ufficialità della crisi domani.
Nel frattempo ci auguriamo che i vecchi e navigati politici non si accordino su governi istituzionali e/o di transizione: vogliamo andare a votare, presto, il prima possibile, in primavera.
Vogliamo salutare il peggior governo della seconda repubblica, il più presto possibile.

lunedì 21 gennaio 2008

...Sondaggi...

Pur non avendo particolare fiducia nei sondaggi (che in numerose occasioni si sono rivelati alquanto inesatti)riportiamo alcuni dati di un sondaggio realizzato dall' Ipr per Repubblica.it e riportato oggi dall'agenzia ANSA.
La fiducia degli italiani nell'attuale governo è al 31% e quella nel premier Romano Prodi è al 42%.
E fin qui, nulla di nuovo sotto il sole: Prodi è costantemente in difficoltà,il governo è inconcludente e debole, la vicenda Mastella & Signora lo ha ulteriormente screditato.
Dall'inchiesta emergono però altri dati di sicuro interesse:
  • Il neonato PD ottiene il 46% di fiducia; molto probabilmente dovuta alla figura di Veltroni e alla sua rottura con la sinistra radicale, dopo le sue dichiarazioni che il nuovo soggetto politico si presenterà da solo alle prossime elezioni.
  • Forza Italia cresce al 40% e simultaneamente il Pdl scende al 35%: sintomo inequivocabile di come l'elettorato comincia a percepire come un contenitore privo di sostanza la nuova formazione (che fatica, e non poco, a prendere forma)
  • Alleanza Nazionale ha invece il 45% di fiducia: prima in tutto il centro-destra e seconda di un solo punto al PD. Sintomatico, perchè la coerenza, spesso paga, anche in politica.